Politica

De Luca: “Il progetto Sud chiama Nord in tutta Italia ma addio a Giarrusso”

SICILIA – Non solo candidato “a sindaco di Sicilia” ma anche a “sindaco d’Italia”. Cateno De Luca invita i cittadini a candidarsi per le elezioni politiche e ad aiutare a presentare le liste in tutta Italia. Il progetto “Sud chiama Nord” lo vede impegnato a livello nazionale, in vista del voto il 25 settembre, ma intanto è rottura con l’ex Iena ed ex Cinquestelle Dino Giarrusso, europarlamentare catanese. Una separazione, dopo l’accordo dello scorso giugno, che investirà l’ambito regionale e nazionale, e che segue la defezione e il ritorno nel centrodestra di Vittorio Sgarbi e del movimento “Rinascimento”.

Sottolinea il leader di Sicilia Vera: “Con Dino Giarrusso ci siamo separati perché abbiamo idee diverse su come combattere la Banda Bassotti politica. Sono cose che capitano. Abbiamo definito l’intesa per quanto riguarda la regione Calabria e saremo presenti in tutti i collegi uninominali e nel plurinominale proporzionale. Dopo una lunga riunione con Giarrusso, è emersa una diversità di vedute e alla fine io ho sbottato. La strada s’interrompe qui”.

“Un progetto nazionale che va avanti, con Giarrusso meglio interrompere subito”

“Per me la Banda Bassotti (una definizione di casta in versione fumetti, n.d.r.) politica si combatte sul campo. Si combatte – rimarca De Luca – soprattutto nel proprio territorio. Ci vogliono candidati radicati, connessi alla propria zona. Su questo punto non ci siamo trovati in sintonia con Giarrusso e prima di azioni eclatanti preferisco interrompere i percorsi. Si va avanti. Da oggi avremo tre giorni intensi a Roma. Incontreremo una serie di movimenti regionali e a tutti gli effetti il progetto diventa nazionale”.

“L’unica novità alle politiche Sud chiama Nord”

L’appello, sui social, è rivolto a tutti i cittadini che lo seguono: “Ognuno di voi faccia quello che può fare, candidandosi, contattandoci e dandoci una mano. Abbiamo ancora qualche difficoltà, per la presentazione delle liste nazionali in qualche regione, come la Lombardia. Si va avanti senza se e senza ma. L’unica novità del panorama italiano sarà Sud chiama Nord. Ancora non sappiamo se si voterà in Sicilia perché Musumeci gioca sulla pelle dei siciliani” (Si riferisce all’ipotesi di dimissioni anticipate e alle tensioni nel centrodestra; in alternativa si voterà in ottobre o novembre, n.d.r.).

Di sicuro, De Luca, con i suoi “dieci comandamenti programmatici”, i “cammini” in Sicilia e lo stile di comunicazione, punta a ritagliarsi un ruolo centrale a livello siciliano e nazionale, in modo trasversale e scompaginando i poli. Il futuro è un’ipotesi ma le lentezze in Sicilia degli schieramenti tradizionali potrebbero favorirlo.