I medici in formazione specifica in medicina generale occupano la sede dell’Ordine

Continuano le occupazioni simboliche delle sedi ordinistiche in Italia da parte dei medici in formazione specifica in medicina generale. Dopo il successo delle altre occupazioni ora è il turno della Sicilia.
Stamattina sono state occupate le sedi ordinistiche di Palermo, Messina e Catania, per denunciare le criticità della condizione dei medici in Formazione Specifica in Medicina Generale; per mantenere alta l’attenzione delle Istituzioni ad una serie di impegni necessari alla qualificazione della proposta formativa, economica e di prospettiva occupazionale e professionale del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale; per protestare per gli ingiustificati ritardi (7 mesi) delle amministrazioni nella somministrazione delle borse di studio. Alla conferenza stampa di stamane, presso l’Ordine dei Medici di Messina, sono intervenuti il dottor Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine dei Medici di Messina, che ha appoggiato la protesta dei corsisti e il dott. Marcello Savasta, rappresentante dei medici in formazione specifica in medicina generale. Savasta ha voluto sottolineare la disparità di trattamento con le altre categorie, cui viene data priorità per tutto, penalizzando così i medici in formazione: “L’occupazione odierna è simbolica, abbiamo il supporto dello stesso Ordine dei Medici, e vuole essere utile per portare a conoscenza la nostra situazione ed esistenza. Chiediamo l’equiparazione ai medici specializzandi. La nostra borsa di studio è economicamente la metà delle altre, è sottoposta a tutte le ritenute, non usufruiamo dell’indennità di malattia e non possiamo esercitare la libera professione. A ciò si aggiunge che nella nostra realtà locale messinese, non prendiamo stipendio da sette mesi. La Regione, che deve verificare la frequenza mensile ai corsi, comunica con ritardo all’Asp 5 i nominativi delle persone a cui spetta l’assegno mensile. L’Asp accumula ulteriore ritardo privilegiando i medici del 118 e i medici di famiglia, che non possono certo interrompere la loro attività. Così noi, che viviamo solo di questo assegno borsistico, veniamo per ultimi. Considerate queste premesse, è ovvio che i laureati preferiscano specializzarsi piuttosto che formarsi in medicina generale, non favorendo l’obiettivo della “deospedalizzazione” del paziente”.
Anche i medici in formazione messinesi aderiscono ai cento giorni di lotta programmati dalla FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Formazione per: equità nel trattamento economico e fiscale della borsa di studio; – tutela della maternità e dalla malattia; – riqualificazione del corso di Formazione Specifica partendo da quanto già definitivo dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Specifica in Medicina Generale, fortemente voluto da tutta la FIMMG; – definizione chiara delle attività professionali compatibili.