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Ecco la “sciroccata” pasquale, attenzione alle raffiche molto forti e alla mareggiata

Dopo mesi di assenza lo scirocco, quello vero, tornerà a dettare legge sui mari che circondano l’Italia, e in modo particolare fra Canale di Sardegna e Sicilia, Tirreno, Stretto di Messina e Ionio. Difatti l’intero ponte Pasquale sarà dominato dal soffio impetuoso dei venti africani, da SE e S-SE, che a partire dal pomeriggio/sera di Pasqua soffieranno in modo intenso, arrivando ad oltrepassare la soglia d’attenzione, fino a raggiungere l’intensità di burrasca.

Fino ad oggi, sabato 20 aprile, il tempo si presenterà ancora stabile e soleggiato, con delle velature di passaggio, grazie a un promontorio anticiclonico che dalla Libia si estende fino ai Balcani. A partire dalla serata dall’entroterra desertico algerino si farà strada una profonda depressione che andrà ad erodere la menzionata figura anticiclonica, favorendo un considerevole infittimento di isobare fra la Sardegna e la Sicilia. Questa compressione delle isobare, piuttosto fitta, favorirà l’attivazione di un impetuoso flusso di correnti sciroccali che dai deserti del Fezzan e dalla Tripolitania si dipanerà molto velocemente verso la Sicilia, proprio nel giorno di Pasqua.

La giornata di Pasquasarà caratterizzata dal soffio dello scirocco che al mattino soffierà in modo moderato, salvo poi intensificarsi in modo rapido dal pomeriggio (attorno le 17:00 – 18:00), quando il vento da SE supererà la soglia d’attenzione, fino a raggiungere l’intensità di burrasca, con raffiche sui 60 km/h in città, anche sopra i 70 km/h lungo l’imboccatura nord dello Stretto di Messina e sulla costa tirrenica, specie lungo lo sbocco delle principali vallate dei Peloritani e dei Nebrodi occidentali (dove il vento di caduta dai crinali viene ulteriormente amplificato per effetto “channelling” dalla locale topografia valliva).

Durante la giornata pasquale i cieli si renderanno generalmente molto nuvolosi o coperti, per il passaggio di un vastissimo tappeto di nubi stratificate, che dalla Libia si estenderà fino a nord delle Alpi orientali. Nubi che, specie in serata, assumeranno un colore giallastro, a seguito del richiamo dall’entroterra desertico libico di ingentissime quantità di pulviscolo desertico. Fra la costa ionica e lo Stretto si addosseranno anche delle nubi basse che risaliranno velocemente il versante orientale dei Peloritani, da sud verso nord. I mari, inizialmente mossi, fra il pomeriggio e la serata diverranno molto mossi, fino ad agitato il Tirreno a largo delle Eolie.

Le forti raffiche attese sulla costa tirrenica dal modello Lamma

La giornata di Pasquetta sarà dominata dallo scirocco che soffierà in modo forte, a tratti anche molto forte, raggiungendo l’intensità di burrasca sullo Stretto e di burrasca forte lungo il basso Tirreno, le Eolie e il litorale tirrenico del messinese. Su quest’ultimo, soprattutto nella prima mattinata e nel tardo pomeriggio di lunedì 22, si potranno registrare raffiche di caduta davvero ragguardevoli, capaci di lambire e superare picchi estremi di 90-100 km/h lungo lo sbocco delle principali vallate. Raffiche ancora più forti sono attese lungo i crinali montuosi, fra Nebrodi e Peloritani, dove si potrebbero superare anche i 120-130 km/h.

L’area cerchiata in nero indica le zone maggiormente esposte al rischio di raffiche di vento anche violente

In riva allo Stretto di Messina il vento da SE, dopo essersi perfettamente “canalizzato” all’interno del canale sotto forma di una componente più da S-SE e Sud, comincerà ad accelerare arrivato all’altezza della parte centrale dello Stretto di Messina, fra la penisola di San Ranieri e il litorale di Gallico, lungo la sponda calabrese. Proprio qui si genera cosi il cosiddetto “effetto Venturi” che con il graduale restringimento della sezione, man mano che ci avviciniamo all’imboccatura nord, causa una conseguente e netta intensificazione del flusso eolico che raggiunge i picchi di velocità proprio nell’estrema parte nord della strettoia, fra Capo Peloro e Cannitello, dove non di rado le fortissime raffiche che risalgono da Sud, per piegare più verso S-SO attorno Capo Peloro, possono raggiungere e superare la soglia dei 90-100 km/h.

La sciroccata dovrebbe attenuarsi non prima del pomeriggio di martedì 23 aprile, lasciando dietro di sé un ambiente caldo e intriso di umidità, spray marino e polvere desertica. Per questo, visti anche gli alti livelli di umidità attesi, la visibilità orizzontale potrebbe subire delle riduzioni, anche drastiche, tanto da rendere poco visibile la costa reggina. I forti venti di scirocco, inoltre, causeranno delle mareggiate lungo tutto il litorale dello Stretto e sulla costa ionica, con onde lunghe ben formate alte fino a più di 4 metri sulla costa ionica, e intorno i 3 metri all’interno dello Stretto di Messina. Per i litorali della città si tratterà della prima vera mareggiata del 2019. In alcuni punti il mare rischia di erodere interi tratti di spiaggia, arrivando a lambire la strada, con conseguenti possibili allagamenti.

Daniele Ingemi – Tecnico Meteorologo certificato WMO (World
Meteorological Organization)