Rete degli Stretti europei. Sullo sfondo gli stanziamenti comunitari 2014/20

Proporsi in ambito comunitario come “Area Vasta dello Stretto” è un’esigenza improrogabile. Lo sostiene il consigliere comunale Giuseppe Santalco, che – nella sua missiva indirizzata al sindaco, Renato Accorinti – promuove e auspica uno stretto contatto della provincia di Messina con quella di Reggio Calabria per far si che ciò avvenga.

Un progetto realizzabile grazie all’avvenuta sottoscrizione, nel novembre 2010, di un protocollo d’intesa, da parte di entrambe le amministrazioni locali, che ha portato a costituire – insieme ad altre 13 autorità internazionali i cui territori ricadono sulle sponde di otto stretti e canali europei – una rete di collegamento denominata ESI (European Straits Iniziative).

Prioritari obiettivi di questa ragnatela politico-economica aperta a prossimi sviluppi, quello di garantire le specificità degli stretti europei in seno alle politiche comunitarie e nazionali, fungendo contestualmente da sprone per la cooperazione tra partner, anche alla luce della prevista erogazione dei fondi strutturali per il periodo 2014/2020.

Una sinergia che consenta di offrire nuova linfa agli strumenti di governance locale, al turismo, al dialogo interculturale, improntando le realtà locali e il loro rispettivo sviluppo economico, agli avanguardistici canoni di ecosostenibilità e protezione dell’ambiente.

Una dichiarazione d’intenti ampia quanto ambiziosa, quella partorita almeno tre anni fa, che ha portato alla presentazione del progetto NOSTRA in concerto tra Messina e Reggio Calabria e che è stata soggetta ad ulteriori ridefinizioni in occasione della sottoscrizione di uno schema di protocollo d’intesa, nel maggio scorso, da parte del presidente della provincia regionale di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, e dall’allora assessore provinciale all’Area dello Stretto, Michele Bisignano.

Prevista anche l’apertura a nuove prospettive su cui delineare le realtà particolari, prospettive tra le quali rientra quella di istituire – quanto prima – un Tavolo Tecnico Scientifico per l’elaborazione di un documento progettuale.

Un buon inizio, in altre parole, che aspetta ora – per usare le parole dello stesso Santalco – soltanto di essere integrato e implementato. (Sara Faraci)