Europee, Romano: "Fermiamo sovranismi e populismi. Voglio fare come Moser, con il record da fermo

Europee, Romano: “Fermiamo sovranismi e populismi. Voglio fare come Moser, con il record da fermo”

Rosaria Brancato

Europee, Romano: “Fermiamo sovranismi e populismi. Voglio fare come Moser, con il record da fermo”

sabato 27 Aprile 2019 - 07:22

L'ex ministro Saverio Romano rappresenta nella lista di Forza Italia l'anima moderata e centrista

Le battaglie per l’applicazione reale dell’Autonomia della Regione Siciliana le ha fatte quando il vento andava in direzione ostinata e contraria. E quando era nei posti chiave per farlo. L’ha fatto con i disegni di legge ed i decreti quando era Ministro all’agricoltura e con la presenza ai tavoli dell’Unione Europea per difendere gli interessi di un Sud sempre più Sud agli occhi degli stessi italiani.

Nell’era degli estremismi e dei populismi Saverio Romano non si sente “fuori moda” per il suo essere moderato, tra i promotori di quei “Popolari e autonomisti” che alle Regionali del 2017 hanno portato all’Ars le ragioni di chi guarda al centro.

Il sentire moderato è nella società- spiega Romano– La differenza sta nel fatto che adesso prevale chi sa comunicare. La politica deve rialfabetizzarsi, oggi si dà ragione a chi utilizza meglio i social. Emerge il sentire di una sola parte, quella che comunica meglio. La politica tradizionale ha avuto un grande difetto negli ultimi anni, quello di non avere capito che molti spazi oggi sono occupati dai social”.

Nella lista di Forza Italia per le Europee diventata più “contenitore” di diverse anime che contenuto, l’ex ministro, ex sottosegretario ed ex parlamentare, rappresenta l’anima moderata e autonomista, l’area dei Popolari, di Cantiere Popolare e di Idea dell’assessore regionale Lagalla. Il suo posto in una lista variopinta (c’è dentro anche l’Udc di Cesa ed i forzisti storici) l’ha blindato dopo un incontro avuto nei mesi scorsi con lo stesso Berlusconi. Dalla sua, dopo l’esclusione dalla lista dell’eurodeputato uscente Giovanni La Via, potrebbe avere una mano dagli ex alfaniani in rotta con Miccichè e dai lombardiani.

Infrastrutture, lavoro, tutela dei nostri prodotti. L’ho fatto da Ministro all’agricoltura, stando in tutti i tavoli, battendomi in Europa per difendere i prodotti della nostra terra. L’ho fatto con i decreti del 2011 per l’etichettatura dell’olio e la tracciabilità della carne, o con l’accordo con la grande distribuzione per inserire i prodotti a km 0 negli esercizi commerciali. Senza infrastrutture inoltre restiamo fuori dall’Europa e dal mondo. L’ampliamento del canale di Suez sta vedendo la Sicilia fuori da qualsiasi tentativo di comprenderne la portata, a vantaggio di altri Paesi. Le infrastrutture rappresentano sviluppo e occupazione. E’ inutile parlare di turismo e imprese se poi non ci sono adeguati sistemi portuali, ferrovie, strade. E il Ponte sullo Stretto”.

L’esito delle urne in Sicilia sarà un test per Salvini, al punto che si parla di una sorta di “fronte anti Lega” nel centro destra, perché l’isola è sempre stata un laboratorio e le Europee oggi rappresentano un’incognita un anno e mezzo dopo quelle Politiche che hanno visto la straripante vittoria dei 5stelle.

Salvini ha saputo raccogliere le paure ed a queste paure ha dato un significato politico. Non a caso dai sondaggi emerge che il primo problema per i siciliani è, per il 52% il lavoro ed il secondo, al 21% i migranti. Salvini parla a queste paure. In questo modo in rete si è creato un sentiment che se non è adeguatamente fronteggiato con le ragioni opposte rischia di apparire come l’unico pensiero predominante. Salvini ha una visione di un’Europa di spazi chiusi, ha candidato chi, come Francesca Donato, è No Euro e No Europa. Salvini è con Le Pen e dialoga con Orban. Noi invece vogliamo essere insieme all’Europa, insieme a Francia e Germania”.

Sulla competizione interna nella lista di Forza Italia, soprattutto dopo l’esclusione dell’uscente La Via, Saverio Romano pensa di poter giocare tutte le sue carte. L’altro eurodeputato uscente è il sardo Cicu “molto preparato, ma la Sardegna ha di gran lunga meno elettori della Sicilia”. Romano conta sulla litigiosità interna a Forza Italia e sulla convergenza dei moderati sul suo nome “Mi piacerebbe eguagliare il record di Moser da fermo, il record dell’ora. Se riesco a far conoscere la mia proposta allora non credo di avere avversari….” (ndr. il record dell’ora è una disciplina del ciclismo su pista in cui l’atleta in un velodromo percorre la maggior distanza possibile in un’ora con partenza da fermo).

Alle Europee del 2009 con 114 mila voti Romano risultò primo (ed il più votato in Italia), ma preferì restare in Parlamento “avevo la possibilità di scegliere ed ho scelto la famiglia”. Adesso ci riprova ed un motivo in più glielo ha dato il figlio Antonio quando, dopo essersi laureato a Roma, ha deciso di tornare in Sicilia. Ha avviato una piccola impresa, continua a sognare e a studiare per specializzarsi come broker.

So che come lui ce ne sono migliaia di giovani siciliani che non vogliono lasciare la loro terra.

Autonomista convinto, è stato deputato per 5 legislature (nel 2018 è stato battuto nel collegio uninominale dal M5S). Nel 2002 presentò un disegno di legge che affonda le radici nell’art. 37 tanto dimenticato dello Statuto speciale della Regione Siciliana.

In base allo Statuto le imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale fuori dalla Regione, ma che hanno qui stabilimenti e produzione, devono pagare l’imposta sugli impianti alla Sicilia. Nel 2001 Stato e Regione avevano firmato un’intesa che poneva fine ad un contenzioso ventennale proprio sulla questione delle imposte ed il disegno di legge presentato da Romano scaturiva proprio dall’accordo. Il ddl fu trasformato in emendamento ed assorbito nella norma che demandava i dettagli per l’applicazione alla Commissione per il federalismo. Morale della favola passarono 12 anni e nel 2014 ci hanno pensato Crocetta e Renzi con un accordo sciagurato a mettere la pietra tombale su crediti e contenziosi.

Il governo gialloverde non ha un serio programma di infrastrutture per il Mezzogiorno. Mentre Musumeci investa oltre 400 milioni di euro su strade e difesa del territorio e sulla portualità, il governo nazionale brilla per assenza, non investe e il ministro Toninelli si limita alle passerelle siciliane. Parlare di turismo, crescita delle piccole e medie imprese, di sviluppo dell’Isola senza destinare un solo euro al sistema dei collegamenti vuol dire prendere in giro i cittadini-elettori”.

Rosaria Brancato

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Un commento

  1. La moderazione quando auspicata da forza Italia mi fa solo paura, perché somiglia più ad un silenzio complice e consenziente che ad un comportamento frutto della ragione. Comunque sull’uso dei social ha ragione. De Luca docet ed il suo popolo in facebook osannante approva.

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