Appuntamento alla riscoperta dei rapporti tra Sicilia e Polonia. Domani alle 18 al Palacultura

Appuntamento con la riscoperta dei legami tra Sicilia e Polonia domani al Palacultura. L’incontro, organizzato con il patrocinio del Comune di Messina, porrà l’accento sulla serie di intense relazioni internazionali intercorse tra la nostra isola e il Paese dell’Est Europa nel corso degli anni, punti di incontro e di scambio culturale che tutt’oggi si rinnovano dimostrando la particolare affinità che unisce due aree a primo acchito così distanti. La Sicilia sarà conosciuta attraverso gli occhi dei viaggiatori polacchi e lo sguardo ammirato ma al contempo imparziale estrapolato dai loro racconti.

L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale “Antonello da Messina”, ha catalizzato attorno alla pregnanza dei significati che riveste, l’attenzione di diversi scorci culturali messinesi, cooperano quindi all’evento, la biblioteca “Tommaso Cannizzaro”, che nei suoi locali all’interno del Palazzo della Cultura ospiterà gli intervenuti alla manifestazione di domani a partire dalle 18, la libreria “Ciofalo” e la comunità polacca di Messina.

A moderare la manifestazione Milena Romeo che coordinerà gli interventi di personaggi di spicco tra cui la professoressa Lia Fava Guzzetta della Lumsa di Roma, l’assessore alla cultura, Sergio Todesco e il coordinatore della sede di Messina dell’associazione culturale “Antonello da Messina”.

Veri protagonisti del meeting saranno tuttavia le due produzioni letterarie che concentrano la loro attenzione sulla tematica trattata. Saranno infatti presentate “La sciabola spezzata” di Vito Catalano, nipote del celebre Leonardo Sciascia, e “Viaggiatori polacchi in Sicilia e Malta tra Cinquecento e Ottocento” di Anna Tylusinska-Kowalska, docente di letteratura italiana presso l’Università di Varsavia e direttrice del Dipartimento di Culturologia e di Linguistica Antropologica nello stesso ateneo.

Il primo, edito da Rubettino, narra le gesta di un patriota siciliano che, sullo sfondo dell’immediato post-unificazione d’Italia, nel 1863, raggiunge i compatrioti guidati dal generale garibaldino Francesco Nullo, giunti ad arginare l’invasione russa a danno dei polacchi; il secondo, edito invece da Lussografica, costituisce un corpus di testi inediti che testimoniano la presenza polacca nella nostra isola, un’opera che assume contorni di straordinaria vivezza e slancio osservativo nelle traduzioni in italiano di taluni passi tratti direttamente dalle impressioni riportate dai viaggiatori polacchi.

A colpire anche per una gustosa sinonimia con i tempi attuali che poco sembrano discostarsi in quanto a folklore ed esaltazione delle tradizioni nostrane, le parole di Michael Wisziewski, incantato ammiratore della processione de “La Vara” (allora “Festa della Barra”), nell’agosto 1831: è un “carro di un’altezza di 23 gomiti, sul quale si ammassa una quantità enorme di angeli, cherubini, nuvole, e alla fine Dio padre che tende la mano alla Madre di cristo, il sole e il bellissimo mappamondo con stelle d’oro, che gira tutt’attorno mentre il carro va per le strade di Messina; nella parte inferiore, dodici ragazzini raffigurano i dodici apostoli circondati dal coro che canta gli inizi accanto alla tomba di Maria Vergine. La musica militare, la musica sacrale, tutti i funzionari in divisa, tutti gli ecclesiastici e gli abitanti seguono il carro”.

Una partecipazione sentita alla più grande manifestazione cittadina, tradotta da una Tylusinska-Kowalska che riafferma la propria passione per gli intrecci storici, culturali e sociali di cui i due territori furono e sono tuttora al centro, uno sguardo da studiosa che l’ha già portata a interessarsi a tali vicende, specialmente quelle relative alle epoche romantica e risorgimentale, con uno sguardo anche ad acclarati letterati nostrani quali Pirandello, Sciascia, Bufalino, Consolo e Collura.

Di grande impatto anche la descrizione dello Stretto e di “Cariddi”, spesso chiamato, in siciliano, “Calafaro”, dal grido marinaro “Cala il faro” utilizzato per indicare la rotta a sud verso cui si allunga talvolta il mare quand’è mosso, dando vita a violente e pericolose correnti.

Una kermesse, insomma, volta a proiettare i partecipanti negli anfratti storici e socio-culturali più ignorati eppure forse più curiosi e densi di sfaccettature che guardano profondamente da vicino alla Sicilia ma anche una rinnovata occasione per commemorare il venticinquesimo anniversario della visita di Giovanni Paolo II a Messina, uno dei Papi più amati della storia. (Sara Faraci)