2018: anno di scandali politico-affaristici. Nel 2019 la verità su Granata? - Tempostretto

2018: anno di scandali politico-affaristici. Nel 2019 la verità su Granata?

Alessandra Serio

2018: anno di scandali politico-affaristici. Nel 2019 la verità su Granata?

lunedì 31 Dicembre 2018 - 06:09
Giudiziaria
2018: anno di scandali politico-affaristici. Nel 2019 la verità su Granata?

E’ il 2 agosto il giorno più caldo del 2018 per la cronaca giudiziaria messinese. All’alba di un afosissimo agosto, gli agenti della Dia bussano alla porta dell’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile per notificarle il provvedimento che la spedirà ai domiciliari, dove è ancora, in attesa dell’inizio del processo. La città ne è sorpresa.

L’esponente di Forza Italia, invece, che qualche mese prima è rimasta fuori dal consiglio comunale per una sola manciata di voti, non sembra farsi cogliere impreparata: malgrado le temperature afose, che in quei giorni non davano tregua neppure di notte, la Barrile avrà forse avvertito qualche spiffero e intuendo fresco è andata all’interrogatorio con un giubbotto impermeabile chiaro. La signora dei voti dei quartieri appena periferici al centro città ricorderà probabilmente l’anno che si sta per chiudere: voleva tornare a Palazzo Zanca, invece la attendono le giornate a Palazzo Piacentini, in Tribunale, a difendersi dalle accuse di essere stata il riferimento all’interno del palazzo comunale di Angelo Pernicone, imprenditore del clan di Santa Lucia sopra Contesse.

Non solo: avrebbe abusato del suo ruolo per “piegare” gli uffici alle sue necessità elettorali: favorire imprenditori come il milazzese Vincenzo Pergolizzi, anche lui condannato per mafia, o Sergio Bommarito, dirigente della Fire, tra le più rilevanti imprese nazionali di recupero crediti; ancora, per favorire le coop riconducibili al suo cerchio magico, per esempio nelle commesse dell’Amam. La Barrile si processa innocente, e per lei il processo comincerà all’inizio dell’anno nuovo, il 16 gennaio.

Il giorno dopo toccherà al suo dominus politico, il rais di FI Francantonio Genovese: per lui e i familiari il processo d’appello dell’operazione Corsi d’Oro comincerà infatti il prossimo 17 gennaio. Nei primi mesi dell’anno dovrebbe concludersi poi il processo di primo grado scaturito dall’operazione Matassa, che vede alla sbarra anche il cognato Franco Rinaldi.

A marzo, invece, il Genovese torneranno davanti al giudice per il vaglio preliminare del sequestro scattato a fine 2017 e che ha riguardato anche il figlio Luigi, oggi deputato Ars.

Genovese non è il solo primo cittadino che terrà banco nelle aule di giustizia nel 2019. Sotto processo per evasione fiscale, infatti, c’è anche l’attuale sindaco Cateno De Luca, che condurrà la sua “battaglia” con la Procura davanti al giudice monocratico Simona Monforte per scagionarsi dall’accusa di aver realizzato una grossa evasione fiscale intorno alla Fenapi. Mentre a Barcellona sarà il primo cittadino Roberto Materia a essere impegnato in tribunale, dove comincerà il processo che lo vede impegnato con l’ex assessore Coppolino, “scivolati” su una vicenda di abusivismo edilizio e pressioni negli uffici: le misure cautelari sono scattate il 16 febbraio scorso.

Non solo scandali politici. Nel 2018 la Procura di Messina ha portato a conclusione inchieste giudiziarie rilevanti anche oltre i confini provinciali. Il 13 marzo viene arrestato Mimmo Astaldi, a capo dell’omonimo colosso delle costruzioni e di Condotte spa, accusato di aver trattato in modo poco chiaro un appalto del Cas, quello per il completamento di due lotti sulla Siracusa-Gela. Travolto anche l’ex braccio destro del Governatore Rosario Crocetta, l’avvocato Stefano Polizzotto, poi scagionato in fase preliminare.

Il 6 febbraio coppia il “bubbone” Siracusa e la Procura di Messina si trova a dover chiedere e ottenere l’arresto dei due avvocati Amara e Calafiore e del collega pm Longo. Più che un caso, un vero e proprio vaso di Pandora che nell’anno ha coinvolto altri alti ex magistrati. Al processo che comincerà nel 2019 ci sarà anche il senatore Dennis Verdini.

La Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dal Procuratore Capo Maurizio De Lucia, è poi tornata ad occuparsi della mafia barcellonese e proprio all’inizio del 2018 ha portato a segno la settima retata contro i clan del Longano e i colletti bianchi collegati. Gotha7 scoppia il 24 gennaio 2018 e porta agli arresti anche l’ex consigliere comunale di Milazzo Santino Napoli, e l’esponente di Terme Vigliatore, Francesco Salamone.

Sempre nel barcellonese, la Procura guidata dal procuratore capo Emanuele Crescenti porta alla luce una vicenda che ha dell’incredibile: il 15 marzo viene arrestato Francesco Simone con l’accusa di essersi finto Domenico Pelleriti, ucciso con la lupara bianca nel 1993; telefonava agli anziani genitori, anche di notte, ed era riusciti a convincerli che si trovava chissà dove, nascosto, e che aveva bisogno di soldi. Continuamente. Il 28 novembre finisce nei guai anche l’avvocato Saverio Camuti, accusato di estorcere continuamente denaro alla stessa coppia.

Nel 2018, infine, si sono aperte molte pagine giudiziarie che fanno intuire sviluppi già nel 2019. Sono ancora da definire, ad esempio, le conclusioni dell'inchiesta sulla frana di Letojanni. Che sta ancora lì, a incombere sulla A18, come sembra "stare lì" anche il fascicolo di indagine, ancora da chiudere. Nei primi mesi dell'anno, invece, dovrebbe cominciare il processo in Cassazione sull'alluvione di Giampilieri. Mentre sono ancora tutti da definire gli sviluppi di due importanti e recenti collaborazioni con la giustizia: quella dell'imprenditore Biagio Grasso, che ha contibuito al secondo blitz dell'operazione Beta e ha da poco terminato di verbalizzare tutte le sue verità agli investigatori. E quella dell'emergente dei barcellonesi, Aurelio Micale.

Ma c'è attesa, soprattutto, per gli sviluppi dell'inchiesta sulla morte di Tiziano Granata, il poliziotto della Scientifica di Sant'Agata di Militello trovato morto a fine febbraio nella sua casa di Piraino. Pochi giorni dopo se ne andrà il suo collega Rino Todaro, ntrambi lavoravano ai reati ambientali nell'area dei Nebrodi.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.

Danila La Torrevice coordinatrice di redazione.

info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007