Tutela del territorio, quando i fatti fanno a pugni con gli slogan. La Regione: “Stop alle edificazioni”

La variante parziale di tutela ambientale targata De Cola non protegge il territorio messinese e sconfessa gli slogan della giunta Accorinti sul consumo zero del suolo. Il diniego firmato a dicembre dal dirigente regionale del Servizio 3 Aldo Guadagnino (vedi in basso versione integrale) è una bocciatura tecnica dell’atto prodotto dagli Uffici del Comune di Messina, ma con risvolti inevitabilmente politici per una amministrazione che si è sempre professata a favore della tutela del territorio.

Nei giorni scorsi, l’assessore Sergio De Cola (nella foto) ha provato a gettare acqua sul fuoco, facendo capire che l’appuntamento importante sarà quello del 16 marzo, quando cioè si terrà la conferenza dei servizi, con l’acquisizione dei pareri tecnici. (vedi qui). Entro quella data l’assessore conta di superare i rilievi mossi prima dal Genio Civile (vedi qui) e recentemente dall’Assessorato Regionale territorio e Ambiente.

In verità, la chiave di lettura è un’altra: quanto sin qui fatto dalla giunta Accorinti ed in particolare dall’esponente che detiene la fondamentale delega delle politiche del territorio è in totale controtendenza non solo con quanto promesso in campagna elettorale ma anche con ciò che questa amministrazione sostiene di aver fatto per porre fine al massacro del territorio perpetratosi per decenni. Significativa a tal proposito la proposta “choc” che arriva dal Servizio 3 del Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, vale a dire la sospensione delle attività edificatorie del vigente PRG. Secondo Giadagnino , attraverso un’adeguata partecipazione degli Organi Regionali, , il suddetto provvedimento, «dovrebbe essere finalizzato ad impegni di medio lungo periodo a carattere “strategico” che possa individuare soluzioni per tutto il territorio della Città di Messina».

In pratica, mentre il Comune difende a parole il territorio, è la Regione a volerlo salvaguardare con atti concreti attraverso la sospensione delle attività edificatorie del vigente PRG.

Nella nota recapitata a Palazzo Zanca Guadagnino usa un linguaggio tecnico, e ai più incomprensibile, esemplificando il quale viene fuori l’ affermazione della totale inadeguatezza della variante redatta dall’assessore De Cola a creare condizioni di sicurezza e di reale tutela del territorio e più in generale l’invito ad essere più incisivi sulla salvaguardia dell’intero sistema urbano di Messina.

Entrando nel dettaglio di quanto scrive la Regione, vengono ad esempio considerate troppo morbide le misure adottate nella variante dal Comune di Messina, che viene espressamente sollecitato a non limitarsi a declassificare aree B (residenziale) e C (in espansione) in aree E1 (agricole) ma a trasformarle in aree totalmente inedificabili oppure a «determinare l’obbligo ai proprietari di sistemare le aree ai fini di una corretta regimazione delle acque».

Guadagnino scrive, inoltre, che la Variante non potrà produrre effetti significativi per la riduzione delle criticità del tessuto urbano. «La Variante proposta – si legge nella nota – non riesce ad affrontare le implicazioni conseguenti alle incompatibilità che invece hanno diretta ripercussione sul territorio già urbanizzato e conseguentemente non riesce ad individuare una condizione di compatibilità».

La Regione lancia un allarme che non può essere sottovalutato: «tale situazione non assicura la salvaguardia della vita umana ed i danni economici derivanti da eventi di dissesto idrogeologico e sismico».

I rilievi del Servizio 3 alla variante di tutela ambientale del Comune di Messina si agganciano e si aggiungono a quelli precedentemente mossi dal Genio Civile. E a proposito del diniego firmato dall’ingegnere capo Leonardo Santoro, merita di essere ricordato e ripreso il suo ammonimento all’amministrazione comunale, invitata a precludere definitivamente, e non semplicemente a trasferirlo a ridosso del centro abitato, l’utilizzo di quelle cubature già previste nella vigente variante generale del Prg su molti aree collinari di Messina. Solo così, secondo Santoro, sarà davvero possibile e evitare «un ingente nuovo consumo di suolo e devastanti impatti ambientali, non compatibili con la fragilità idrogeologica del territorio».

Una raccomandazione che suona quasi come una beffa per una giunta che sin dal primo giorno usa e abusa dello slogan consumo del suolo zero.

Danila La Torre

LA NOTA DELLA REGIONE

Questo Servizio, nella qualità di Soggetto Competente in Materia Ambientale, a seguito dell’analisi della documentazione a corredo, considera assolutamente fondamentale e prioritario per tutto il territorio regionale che si trovino soluzioni opportune al fine di adeguare la pianificazione dei centri abitati a scenari di pericolosità idrogeologica quanto più dettagliati ed aggiornati possibili, determinati anche a seguito dell’applicazione di nuove metodologie a disposizione per la previsione di eventi non ancora accaduti (propensione o suscettibilità al dissesto geomorfologico).

In particolare, nel caso in esame, lo stesso Servizio ha collaborato con l’Amministrazione Comunale per definire le linee guida necessarie all’utilizzo delle Carte di Suscettibilità al Dissesto Geomorfologico prodotte con lo studio commissionato dal Comune di Messina, per cui il giudizio sulla conseguente applicazione delle suddette cartografie all’interno della Variante Urbanistica non può che essere positivo.

In merito alle scelte della Variante si segnala la necessità di assegnare un significato molto più pregnante alle declassificazioni delle aree B e C non compatibili con lo scenario di pericolosità idrogeologica. In particolare la scelta di trasformarle in E1 risulta insufficiente rispetto alle condizioni morfoevolutive dei versanti. Sarebbe auspicabile invece, la loro trasformazione in aree totalmente inedificabili con funzioni di mantenimento delle funzioni di presidio agricolo per la difesa del suolo quando già ad uso produttivo, oppure determinare l’obbligo ai proprietari di sistemare le aree ai fini di una corretta regimazione delle acque.

In termini generali, invece, trattando la Variante ulteriori argomenti di “carattere ambientale” relativi alla compatibilità delle scelte urbanistiche del precedente PRG in relazione alle risultanze degli studi di Microzonazzione Sismica di primo livello e relativi alla compatibilità con la Rete Natura 2000, risulta evidente la complessità della Variante che si inserisce in un contesto di incompatibilità già manifesta del tessuto urbano già esistente e così diffusa che la stessa Variante non potrà produrre effetti significativi per la riduzione delle criticità.

La Variante proposta non riesce ad affrontare le implicazioni conseguenti alle incompatibilità che invece hanno diretta ripercussione sul territorio già urbanizzato e conseguentemente non riesce ad individuare una condizione di compatibilità; tale situazione pertanto non assicura la salvaguardia della vita umana ed i danni economici derivanti da eventi di dissesto idrogeologico e sismico.

Infatti l’argomento centrale dei problemi di Messina non è soltanto il non urbanizzato, ma come sottolineato anche nella nota 117117 del Genio Civile di Messina (avente per oggetto il diniego al parere ex art. 13 per la variante in esame), vi sono implicazioni che riguardano la compatibilità complessiva dell’intero sistema urbano di Messina e la necessità di aggiornare il quadro geologico di riferimento alla luce degli studi che sono alla base della Variante stessa, oltre al fatto che la Variante non interviene nel caso di previsioni non ancora realizzate ma formalmente già approvate.

Tale complesso di implicazioni che non ultimo comprende anche la “gestione del rischio” in un’area ampiamente e disordinatamente urbanizzata, andrebbe meglio inquadrata in un ambito regionale di programmazione urbanistica generale finalizzato alla definizione di interventi di riqualificazione per comparti urbani, con provvedimenti di sospensione cautelare delle attuali scelte di pianificazione comunale. Tali provvedimenti permetterebbero di affrontare la questione da ogni punto di vista, in una condizione generale di “tranquillità” istituzionale delle Amministrazioni Locali, soggette altrimenti alle inevitabili pressioni socio economiche locali.

In conclusione, il Servizio rappresenta il suo apprezzamento per gli argomenti di prevenzione all’aumento dell’esposizione al rischio idrogeologico trattati dalla Variante, pur consapevole che nel dettaglio sussistono aspetti che devono essere rivisti alla luce di un’attenta analisi che i 30 giorni a disposizione non possono garantire.

In termini generale si considera la Variante insufficiente a poter affrontare un così diversificato numero di problematiche ed esprime parere negativo sulla non assoggettabilità proposta dalla stessa Amministrazione Comunale.

Il Servizio infine, alla luce delle considerazioni sovraesposte, propone che si attui, attraverso un’adeguata partecipazione degli Organi Regionali, una sospensione delle attività edificatorie del vigente PRG con un provvedimento che dovrebbe essere finalizzato ad impegni di medio lungo periodo a carattere “strategico” che possa individuare soluzioni per tutto il territorio della Città di Messina.

Il Dirigente del Servizio 3

(Dott. Aldo Guadagnino)