Politica

“Il ponte un moltiplicatore d’investimenti e l’Europa inizierà dalla Sicilia”

Il finanziamento del ponte sullo Stretto con le connessioni stradali e ferroviarie. Rete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno, con il suo presidente, l’avvocato Fernando Rizzo, “esprime il suo entusiasmo, dopo 12 anni di battaglie inizialmente condotte in solitudine, per la decisione del Consiglio dei ministri di approvare il finanziamento nella prossima legge di bilancio. Adesso si attende solo la sottoscrizione dell’atto aggiuntivo tra stazione appaltante e il consorzio Eurolink per rendere definitiva la realizzazione dell’opera. Finalmente la Sicilia potrà ottenere, nel solco della trasformazioni della transizione ecologica, la conversione dai mezzi più inquinanti, come navi e aerei, a quelli green, come i treni e l’alta velocità ferroviaria che collegheranno le città e i porti siciliani in poche ore al centro dell’Europa”.

Continua l’avvocato Rizzo, che è anche consulente giuridico della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Matilde Siracusano: “Straordinario poi se questo ponte stradale e ferroviario sarà costruito interamente con i fondi europei (Fsc, lo strumento finanziario principale per l’attuazione delle politiche di sviluppo e di coesione economica, sociale e territoriale, atto a rimuovere gli squilibri economici e sociali tra le regioni ricche e quelle più svantaggiate o isolate. Non solo ma, dei 12 miliardi previsti per la costruzione, circa la metà sarà finanziata dall’Unione Europea, essendo il ponte una piccola parte di un corridoio ferroviario, mentre un’altra parte dell’investimento potrebbe essere coperto dalla Bei, la Banca europea degli investimenti”.

Per Rete civica, si tratta di “un’opera strategica che produrrà un incremento del Pil per le regioni Sicilia e Calabria, decisivo come lo è stata negli anni Sessanta l’autostrada del Sole, con l’eliminazione di ben 6,5 miliardi di costi annui che i siciliani subiscono per merci e passeggeri a causa della mancanza di continuità territoriale. Inoltre, il ponte e le infrastrutture connesse fungeranno da moltiplicatore di investimenti che, in assenza di reti veloci e di connessioni strategiche, hanno trasformato la Sicilia in una terra di emigrazione con circa 700.000 abitanti persi negli ultimi venti anni. E Messina è divenuta la prima città europea per calo demografico, con una fuga inarrestabile di giovani tra i 20 e i 35 anni”.

Conclude il presidente: “Attingere ai circa 60 miliardi di fondi europei in un sessennio, senza gravare di un centesimo sui bilanci dello Stato, ottenendo per l’altra metà i finanziamenti delle reti dell’Av/Ac (Alta velocità/Alta capacità, n.d.r.), era la proposta da sempre espressa da Rete civica per le infrastrutture. Siamo lieti che il governo Meloni abbia dato attuazione a una così semplice proposta, nella visione di una Sicilia centro dell’intera Europa. Con il ponte, l’Europa inizierà dalla Sicilia e non più da Olanda o Germania”.