Cronaca

Incendiata nottetempo la scuola media reggina “Ibico”

Doveva essere l’emblema della rinascita della Scuola a Reggio Calabria, e anche di un popolare quartiere che appare spento da quando spenti sono i fari formativi della scuola media “Ibico”. Invece ignoti, nottetempo, le hanno dato fuoco.

«Un gesto inqualificabile. Siamo certi che le autorità individueranno i balordi che, nella giornata di ieri, hanno appiccato il fuoco nelle aule della scuola media “Ibico” di Santa Caterina distruggendo numerosi documenti». L’assessore comunale all’Edilizia scolastica Rocco Albanese e la dirigente scolastica Serenella Corrado condannano l’azione dei vandali che hanno colpito «un istituto storico, luogo di crescita e di formazione per decine di generazioni di reggini».
«Anche se, da qualche anno, la scuola è in disuso per problemi strutturali – ha spiegato Albanese – niente giustifica l’ignobile atto di chi pensa di poter porre e disporre a proprio piacimento di un qualsiasi bene pubblico. Proprio per ridare vigore all’istituto “Ibico”, l’amministrazione comunale ha previsto un corposo finanziamento da 2, 4 milioni di euro. Un progetto massiccio di consolidamento, il cui Rup è Eleonora Megale, adesso al vaglio dei Vigili del fuoco che, una volta valutato positivamente, sarà immediatamente approvato dalla giunta, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, per poi andare a gara e consentire l’apertura formale del cantiere». Lavori di riqualificazione che, secondo l’assessore Albanese, rappresenteranno «la giusta risposta al gesto vile di balordi che fanno della sottocultura e dell’arroganza il loro punto di forza per tentare di affermare il dominio sul territorio».
Meritoria e tempestiva l’azione degli uomini di Castore, e dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri riusciti ad arginare i danni.

A Santa Caterina, nella zona Nord di Reggio, « l’Ibico è un istituto simbolo – evidenziano Albanese e la Corrado -. Dalla nostra parte ci stanno anche i genitori degli alunni che hanno forza e determinazione tali e tante da non arrendersi davanti a queste meschinità». I firmatari della nota diffusa ai media si rivolgono poi ai possibili testimoni: «Chi ha visto, parli. Corre l’obbligo morale ed istituzionale di far passare un messaggio chiaro: non ci scoraggerete, non arretreremo di un passo».