Crollo viadotto Himera, tutti concordi sull’esonero dal pedaggio autostradale ma…

Dopo il cedimento del viadotto Himera, che ha causato l'interruzione dell'autostrada Palermo-Catania, si fanno quotidianamente i conti: economicamente si tratta di un duro colpo per l'isola. Specialmente se si considerano le serie difficoltà per gli automobilisti, costretti ad allungare il percorso, in termini di chilometri e di tempi di percorrenza. I mezzi pesanti sono costretti a utilizzare l'autostrada Messina Palermo con costi di pedaggio superiori, oltre quelli della benzina, e il ritardo con il quale le merci arriveranno a destinazione.

Trenta sono i milioni necessari per realizzare la bretella di collegamento tra Scillato e Tremonzelli, mentre i tempi di realizzazione sono ancora incerti. La ricostruzione del ponte invece richiederebbe tra i 18 e i 24 mesi di tempo. Dopo l'accaduto, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente dell'Anci Sicilia, ha annunciato che quest'ultima si costituirà parte civile nei procedimenti penali in corso sugli assi viari della regione.

Gli autotrasportatori nei giorni che hanno seguito il cedimento del tratto autostradale dal canto loro hanno manifestato la propria preoccupazione sulle soluzioni alternative che adesso si rendono necessarie e hanno chiesto da subito l'esonero dei pedaggi autostradali lungo la tratta Messina – Palermo, per i quali promettono proteste eclatanti e si dicono pronti al fermo, già da parecchi giorni. Allo stesso tempo sarebbe auspicabile, secondo gli autotrasportatori, rendere più efficienti i collegamenti ferroviari tra Catania e Palermo per quanto riguarda le merci, o anche incrementare i voli tra le due città.

Una cosa è certa: i percorsi alternativi individuati dopo il crollo sulla A19 spesso non sono praticabili per i mezzi pesanti o allungano di molto la tratta di percorrenza con un aggravio di costi notevole. Ne derivano conseguenti danni alle imprese, con l'aumento dei costi di trasporto e i ritardi nell'arrivo delle merci. Alcuni sindaci della fascia tirrenica si dicono favorevoli all'esonero del pedaggio sulla A20. Francesco Rizzo, sindaco di Venetico, sottolinea però che "l'Anci dovrebbe funzionare anche come ente di controllo sui progetti relativi alle infrastrutture, la nostra amministrazione comunque è disponibile ad aderire a qualsiasi iniziativa proposta".

"Ci sono problemi molto seri per quanto riguarda i trasporti – dichiara il sindaco di Villafranca, Matteo De Marco togliere il pedaggio autostradale mi sembra il minimo che si possa fare. In termini di sicurezza le nostre strade sono messe malissimo e urgono interventi immediati sulle infrastrutture. Un'ulteriore idea, visto che il trasporto viene fatto prevalentemente su gommato, potrebbe essere quella di abbattere il prezzo del gasolio per gli autotrasportatori. E poi, visto che i lavori su quel tratto della A19 non possono essere svolti in pochi giorni ovviamente, bisognerebbe mettersi subito all'opera sulla progettualità". Secondo il primo cittadino paesi come Villafranca non corrono un grosso rischio per quanto riguarda il passaggio dei mezzi pesanti sulla statale. Un'ipotesi comunque che non va esclusa, se vista in termini di percorso alternativo e forse non oneroso come quello autostradale.

Ma il problema, sottolinea il vice sindaco di Rometta, Giuseppe Laface, "è anche degli automobilisti. Il disagio è di tutti i siciliani, non solo degli autotrasportatori, rispetto ai quali noi siamo molto sensibili". Ridurre il pedaggio solo per i mezzi pesanti, secondo l'amministratore romettese, sarebbe in altre parole… riduttivo.

Antonella Trifirò