Ecco perchè il freddo (quello vero) si terrà ancora lontano dal Mediterraneo

L’inverno meteorologico è appena iniziato da pochi giorni, ma al momento il freddo si terrà lontano dall’Europa e dal Mediterraneo, almeno fino all’ultima decade di dicembre e all’inizio di gennaio. Con il nuovo ricompattamento del vortice polare in sede artica (il profondo ciclone carico di aria gelida che regna sopra il Polo Nord) sta già comportando una intensificazione delle umide e temperate correnti atlantiche (in gergo “westerlies”) alle medio-alte latitudini, con la ripresa di un alto indice zonale e la rigenerazione del ramo principale del “getto polare”, con diversi “Jet Streaks” (massimi di velocità della “corrente a getto”), specie fra la Cina, il Giappone, il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale.

La vasta circolazione ciclonica va ad intensificarsi alle alte latitudini, con lo sviluppo di profondi cicloni extratropicali colmi di aria gelida d’estrazione artica in costante invorticamento. Ciò dovrebbe inibire l’avvento di importanti ondate di freddo verso la fascia temperata, mentre l’aria gelida rimarrà confinata oltre il circolo polare artico e le alte latitudini, interessando principalmente il Canada, la Groenlandia, la Lapponia e la Siberia settentrionale, dove in questo periodo i termometri possono scendere al di sotto dei -50°C.

Quando il vortice polare tende a rafforzarsi una profondissima circolazione depressionaria principale colma di aria gelida artica, si attiva sopra il mar Glaciale Artico, a cui si associano altre aree cicloniche secondarie che rinvigoriscono importanti figure di bassa pressione, come la famosa depressione semi-permanente d’Islanda o la depressione delle Aleutine. Si viene così ad innescare un intenso “gradiente termico” (ossia un notevole divario di temperature), fra le latitudini artiche e quelle temperate.

Questo forte divario termico, fra il Polo Nord e la fascia temperata va a rinvigorire il flusso delle temperate correnti occidentali, che dall’Atlantico spirano impetuose verso le coste europee e il Mediterraneo, causando frequenti burrasche e rapide ondate di maltempo.

Un vortice polare compatto, sia in sede stratosferica che in troposfera, generalmente rafforza sensibilmente il flusso perturbato piuttosto intenso, capace di scorrere a gran velocità sull’area atlantica, intorno al 50° parallelo nord, con ondulazioni (“onde di Rossby”) a tratti marcate, ma che vengono prontamente tagliate dai poderosi “Jet Streaks” che si attivano fra il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale, a seguito dell’inasprimento del “gradiente di geopotenziale” e del “gradiente termico orizzontale” tra le latitudini artiche e l’area temperata.

Le forti differenze termiche che si vengono a realizzare, fra Artico e fascia temperata, vanno a rafforzare pure la “corrente a getto” in quota, che spesso può soffiare raggiungendo velocità di oltre 280-300 km/h a circa 9500-10000 metri di altezza.

La presenza di una “corrente a getto” molto forte, rinvigorito da questi “gradienti termici” attivi fra l’Asia orientale, il nord America e l’Atlantico settentrionale, con intensi “Jet Streaks” che si distribuiranno fra il Pacifico settentrionale e l’Atlantico orientale, fino alle porte dell’Europa occidentale, tenderanno ad inibire lo sviluppo delle onde troposferiche, in grado di ergersi fino alle latitudini artiche e intaccare dall’interno la figura del vortice polare troposferico, favorendone uno “split” completo di quest’ultimo.

In tale contesto le masse d’aria molto gelide, d’estrazione artica, rimarranno confinate fra l’altopiano della Siberia orientale (Jacuzia), dove è attivo un invasivo “lobo siberiano” del vortice polare, e l’area russo-scandinava, dove troviamo un “lobo” del vortice polare piuttosto attivo. Per questo il freddo, quello vero, anche nelle prossime settimane farà fatica a raggiungere il Mediterraneo e la nostra Isola.

L’Atlantico continuerà a dominare lo scenario meteorologico di questo mese di dicembre, regalandoci il classico tempo improntato alla variabilità, con giornate soleggiate e tiepide inframmezzate da brevi periodi ventosi e a tratti pure piovosi, per non dire perturbati. Per rivedere un tempo dai connotati invernali, con l’arrivo della prima neve sui rilievi, bisognerà ancora pazientare, fino all’ultima decade di dicembre, se non addirittura con il nuovo anno.

Daniele Ingemi