La sfida parte da Taormina: la fiaccolata degli uomini contro la violenza sulle donne LE FOTO

La sfida è partita da Taormina, dal cuore della Sicilia, e correrà lontano.

A marciare contro i femminicidi sono stati gli uomini. A dire basta alla violenza sulle donne,qualsiasi forma di violenza,sono stati gli uomini.

Iostoconledonne è lo slogan scelto dall’associazione TraOrmina Forum, presieduta da Alessandro Cardente, per quella che è stata la prima manifestazione nazionale contro i femminicidi organizzata da uomini.

La prima fila della fiaccolata che alle 18.30 ha iniziato il cammino verso piazza IX aprile era composta da uomini, provenienti da ogni parte della Sicilia.

Decine di associazioni hanno aderito alla manifestazione,che ha avuto il patrocinio del presidente del consiglio comunale di Taormina Antonio D'Aveni, e che vuol essere un inizio, un percorso che necessita dell’impegno di tutti, perché la violenza non è solo un problema da affrontare con le leggi, con la giustizia,ma anche un fatto culturale. E’ un sistema da cambiare ed il messaggio degli uomini è rivolto ad uomini che diventano “culla” del male.

“Vogliamo che da oggi, 18 settembre, da questa piazza parta una carovana che tocchi tutti i punti della Sicilia e poi in Italia- ha detto Alessandro Cardente- Vogliamo che le norme vengano applicate e le pene siano certe e senza sconti. Chiediamo all’amministrazione comunale d’intitolare la via 18 settembre, perché resti una giornata da ricordare ogni anno con una manifestazione. Ai politici dico, fate la vostra parte”.

Lungo il percorso il corteo (che ha visto anche la presenza dei bersaglieri), fatto di donne,giovani, rappresentanti di istituti di diversi comuni, amministratori, volontari, si è fermato per un flash mob al ritmo di Gianna Nannini, Sei nell’anima, per poi concludersi in piazza IX Aprile dove sul palco scorrevano i messaggi di artisti contro ogni forma di violenza sulle donne.

Sul palco,mentre arrivava il corteo, diverse coreografie (messe in scena da Danza Taormina) hanno ricordato con la simbologia dei colori accesi,delle scarpe rosse lasciate per terra, dei vestiti a brandelli, delle donne con gli occhi bendati e la bocca sigillata, le mille forme di aggressione. Le fiaccole, ognuna a ricordare una donna,una figlia, una madre, una sorella,un’amica,un’amante, che non c’è più,si sono avvicinate in silenzio al palcoscenico. L’applauso per Tiziana Cantone, anche lei vittima di femminicidio,giacchè il suo suicidio è stato il peggiore degli omicidi perché sarà arduo riuscire ad inchiodare chi ha armato le mani della stessa vittima, è stato un abbraccio per tutte le donne massacrate.

Come Omayma, (alla madre è stata consegnata una targa,mentre in lacrime ringraziava il pubblico), come Giordana Di Stefano, (l’intervento di Vera Squadrito, la madre è stato un pugno allo stomaco ed alle coscienze), come Laura, uccisa dal padre ad 11 anni (la madre, Giovanna Zizzo condannata all’ergastolo di un dolore infinito perché il marito ha ucciso la bimba per vendetta nei suoi confronti). Vera Squadrito e Giovanna Zizzo, hanno fondato l'associazione Una rosa per non dimenticare e lanciato una petizione per chiedere pene severe e certe contro chi si macchia di questa ferocia.

Il balletto “Caminu sula”,della Compagnia Tecne subito dopo l’intervento delle madri, ha commosso l’intera piazza ed ha visto le compagne di danza di Giordana, muoversi sul palco con le lacrime agli occhi, perché quel balletto decine di volte lo avevano fatto insieme a lei. Con lei condividevano sogni e speranze.

Su quel palco sono salite le associazioni antiviolenza che operano instancabilmente nel territorio,nel silenzio,senza fondi,senza supporti, se non il coraggio e la tenacia. Ogni associazione ha portato un saluto,una testimonianza della solitudine,degli ostacoli ma anche dei progressi che si fanno insieme. Testimonianze quindi da L'altra metà,Posto Occupato, Le nereidi, Al tuo fianco,Cedav,Eva onlus, Il cammino,Arcigay,Shamofficine.

Sono salite le istituzioni, come la scuola e l’Università (quest'ultima rappresentata dal professor Moschella che ha centrato il cuore del problema in un sistema di modelli e di cultura che deve essere cambiato insieme,istituzioni e famiglie. E’ salita l’associazione “noi uomini di Palermo contro la violenza sulle donne" che da tempo gira per le scuole e organizza mostre, dibattiti,per smuovere le coscienze e dire, come la signora Squadrito “Io sono Giordana”. L’obiettivo è questo,che anche Mario, Giuseppe,Marco, Francesco dicano “io sono Giordana”.

Sono saliti i giornalisti, i colleghi Gisella Cicciò consigliera regionale dell'ordine "le parole sono importanti e noi abbiamo un ruolo fondamentale nel combattere questa battaglia" e Leonardo Romeo consigliere nazionale che ha ricordato le intese raggiunte a livello nazionale per porre fine alla spettacolarizzazione del dolore.

Alle testimonianze si sono intervallate le esibizioni di artisti,come Viviana Calderone,o il monologo di chiusura, intenso, di Samuele Vecchio,o l'intervento del regista Daniele Salvo che il settembre porterà al teatro greco Le Baccanti

simbolo della libertà e della forza delle donne ed anche di quel potere che ha paura delle donne.

La sfida è questa,senza sesso.

“Da qui parte la sfida che deve raggiungere ogni parte d’Italia” ha detto il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone portando i saluti dell’Assemblea ed accogliendo l’appello di TraOrmina Forum.

Pronto a continuare questa ideale staffetta anche il presidente del consiglio comunale di Taormina Antonio D’Aveni “Le istituzioni non devono stare ferme, l’impegno non è solo qui , stasera,ma da domani,ogni giorno”.

E il messaggio è questo, quello più difficile da far passare e cioè che il femminicidio e la violenza contro le donne si combattono solo se vive la stessa pelle, solo se si capisce che è un allarme che riguarda ognuno di noi,come persona,come essere umano.

Ognuno di noi uccide Giordana ed ognuno di noi,indipendentemente dal sesso,può salvarla.

Rosaria Brancato