Politica

La Polizia Municipale in coma farmacologico: serve l’intervento di un “primario”

Come un paziente in sala di rianimazione ed i parenti in attesa delle determinazioni del Primario. È questa la metafora che il Coordinamento della Cisl Funzione Pubblica formato da Santi Prestipino, Pancrazio Puglia e Antonio Caputo utilizzano per definire la condizione del Corpo della Polizia Municipale di Messina che da tempo si trova in condizioni critiche.

Un paziente malandato

«Come nel Corpo Umano anche in quello della Polizia Municipale è indispensabile che il cervello sia nel pieno dell’efficienza perché è proprio da lì che partono i giusti input a tutti gli altri organi. Senza le necessarie connessioni e senza i suoi impulsi, le gambe, le braccia, gli organi sensoriali ed anche quelli vitali, avrebbero reazioni spastiche con l’inevitabile conseguenza che l’intero corpo andrebbe in tilt ed è proprio questo ciò che sta accadendo».

L’assenza di un dirigente

Il sindacato contesta la mancanza di un dirigente che in questo momento delicatissimo si concentri solo sulla Polizia Municipale. Un corpo che, come è emerso dall’ultima relazione sul 2018, continua a fare i conti con un organico sottodimensionato e con un’età media altissima.

L’ultimo “bollettino medico”

La pianta organica della Polizia Municipale di Messina nel 2018 ha contato 310 vigili urbani, di cui 272 a tempo indeterminato e 38 a tempo determinato. Numero stabile rispetto al 2017 perché, a fronte di 22 pensionamenti, sono arrivati i 21 “concorsisti”. Oltre al dirigente, ci sono 18 funzionari, 282 agenti ispettori e 20 amministrativi. Ma la pianta organica del Comune prevede 474 vigili, rispetto a questa c’è quindi una carenza di 171 vigili. L’età media è di 55 anni, la spesa per il personale sfiora gli 11 milioni, che diventano 12 milioni 750mila se si aggiunge la spesa corrente.

Serve un “primario”

Di fronte a questo quadro e ad una disorganizzazione che sembra sempre più evidente, la Cisl invoca la necessità di un “primario” che assuma al più presto le corrette determinazioni, stabilendo le modalità di intervento per questo paziente malandato.

«Non ce ne voglia l’ottimo dirigente Salvatore De Francesco, ma gli innumerevoli compiti che svolge con dedizione ed affanno non gli consentono di essere lui il giusto “donatore” perché non vi è dubbio che questa profusione di “cellule” debba avvenire in modo esclusivo».

Il Coordinamento della Polizia Municipale della Cisl Fp ritiene che questo sia il tempo di intervenire per evitare la sicura morte celebrale.

«Per non sottrarci alle nostre responsabilità, se il Primario lo volesse, potrebbe avvalersi della nostra équipe di medici, infermieri e portantini ed ognuno opererebbe per eseguire la difficile operazione con spirito collaborativo, propositivo e finalizzato al pieno recupero del paziente per evitare che  mentre il medico  studia  il  malato  muore».

F.St.