Società

La rivoluzione dei giovani: “Adottiamo piazza Casa Pia per far rinascere Messina”

MESSINA – Cura del territorio e passione ed entusiasmo per far rinascere Messina. «Adottiamo piazza Casa Pia come primo passo per riprenderci una città troppo spesso trascurata». Sono giovani, vogliono cambiare la realtà in cui vivono e ieri mattina hanno inaugurato (nella foto in evidenza) “Un’opportunità per Me, la gimkana del sabato”.

Un progetto per la riqualificazione della piazza

Un programma per la riqualificazione di piazza Casa Pia attraverso il protagonismo giovanile e la cittadinanza attiva. Si tratta di una delle venti iniziative sostenute dal Progetto “Welfare di prossimità”, promosso da Fondazione Èbbene, Fondazione San Gennaro e Collegio del Mondo Unito. Un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, direzione generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese.
“Un’opportunità per Me” è stato ideato da un gruppo di giovani sostenuti dal Movimento Cristiano Lavoratori di Messina, in sinergia con “Next Nuova economia per tutti” e l’Hub di Prossimità Spazio47.

L’inaugurazione: “Ci prendiamo cura di Messina”

A inaugurare il progetto sono stati, a piazza Casa Pia, Fortunato Romano, presidente regionale in Sicilia di Mcl – Movimento cristiano lavoratori, Elisa Furnari, responsabile eventi e relazioni pubbliche della Fondazione Èbbene, e i giovani di Mcl Giorgia Farinella, Ninni Romano e Paolo Salvo.

Con loro gli scout di Messina 13, che hanno collaborato, e il presidente della IV Circoscrizione, Alberto De Luca, che ha dato il patrocinio all’iniziativa assieme al Comune.

“Sei eventi e attività in piazza aperte a tutti”

«Siamo qui per far rivivere questa piazza, per farla tornare sicura nel segno della socializzazione, e favorire il dialogo fra generazioni e culture di provenienza differenti», ha annunciato Elisa Furnari. In questi giorni, si è proceduto alla pulizia e alla scerbatura. Simbolicamente, sabato mattina è stata interrata una pianta (nella foto in basso) e sono state annunciate le iniziative: sei eventi e dodici attività.

«Saranno eventi aperti a tutti, coinvolgendo associazioni, commercianti e istituzioni, affinché questa piazza risplenda come negli anni Settanta e Ottanta. Aggregazione e socialità sono due punti chiave e un modello per altre piazze da adottare. L’azione comune fra realtà che si muovono nella stessa direzione è un altro punto di forza», ha messo in risalto Furnari.

Sull’importanza sociale e culturale del progetto ha insistito anche il presidente di Mcl Sicilia Romano e sulla necessità di una cura quotidiana del territorio, “partendo dalla pulizia e dalla responsabilizzazione della cittadinanza”, il presidente della IV Circoscrizione De Luca.

“Accessibilità, inclusività, legalità”

Ha spiegato sempre Elisa Furnari: «Una sinergia tra privato e pubblico, che verrà cadenzata da una serie di appuntamenti, caratterizzerà l’attività dei giovani su temi specifici tra cui l’accessibilità, l’inclusività e la legalità. Il titolo si fa portavoce dell’intento: è un espediente da intendere come un’opportunità di svolta non solo per la città di Messina, protagonista dell’attività, ma per ogni “Me” che ha voglia di dare un volto nuovo, pulito, ordinato al luogo in cui vive. Già adesso sta partendo una fitta attività di riqualificazione dell’area grazie al lavoro comune con le realtà associative del territorio».

Giorgia, 26 anni: “Vogliamo dare un volto nuovo a Messina”

Giorgia Farinella (nella foto), 26 anni, parla con passione: «Il progetto nasce da un giovane desiderio di noi ragazzi. Giovani che cercano uno spazio accessibile in cui muoverci e ritrovarci. Un’opportunità per Messina ma anche per chiunque s’impegni a dare un volto nuovo a questa città, partendo da questa bellissima piazza. Piazza che talvolta trasmette tristezza per il degrado in cui versa. Proprio partendo da questo degrado, noi abbiamo sentito l’urgenza di un recupero e valorizzazione. Avevamo un sogno e lo abbiamo trasformato in qualcosa di concreto».

Per Giorgia Farinella, un concetto chiave è la riemersione sociale e urbanistica di piazza Casa Pia: «Ci preme farla risplendere e ripopolarla. Ci interessa tantissimo responsabilizzare chi la abita. Noi ci proponiamo di rivitalizzarla attraverso sei appuntamenti per il sociale e per il risveglio culturale. Parleremo di tradizioni, di informazione per i giovani, di formazione, con l’apporto delle associazioni della zona. Coinvolgeremo stabilmente le persone che popolano la comunità locale. Sono loro i primi ad avere l’interesse e il desiderio di rendere vivibile questa piazza», evidenzia la volontaria.

Animazione, feste, cultura in piazza

«Commercianti, istituzioni, piccoli studenti dei plessi Boer, Verona Trento, Pascoli Crispi e altre scuole: si collabora tutti insieme per far sì che quest’esperienza costituisca un’occasione di crescita. Animazione, eventi culturali, feste hanno bisogno dell’apporto di tutti. Anche per la banale pulizia, perché questa piazza risplenda, ognuno può dare un contributo. Da volontaria del servizio civile, ricordo che noi giovani non perseguiamo un ritorno economico con questo progetto. Al contrario, vogliamo appagare il nostro desiderio di vivere e animare una città più vivibile e a misura dei nostri sogni», sostiene con calore Giorgia Farinella.

Ninni, 26 anni: “Viviamo il territorio e facciamo qualcosa di concreto per Messina”

A sua volta, Ninni Romano (nella foto in basso), 26 anni, che lavora ai servizi Caf e patronato di Mcl, rileva che «stiamo lanciando quest’evento perché noi giovani del Movimento da anni puntiamo sui temi della riqualificazione del territorio e dell’impegno e partecipazione attiva, sempre a diretto contatto con le persone che vivono nei vari quartieri della città. Non parliamo solo d’iniziative di pulizia straordinaria ma anche di progetti che diventino un esempio e uno stimolo per altri giovani. Giovani che, come noi, sono rimasti qui e che ora possono spendersi non per fini di lucro ma per migliorare la realtà in cui viviamo. Dopo due anni d’assenza di partecipazione attiva, il messaggio che lanciamo è quello di vivere il territorio e partecipare insieme, facendo qualcosa di tangibile».

“Quei giovani costretti ad andare via da Messina”

Continua Ninni Romano: «Mcl ha al suo interno giovani sia volontari, sia di servizio civile, sia impegnati nei servizi, che hanno voglia di spendersi a Messina, mentre tanti altri nostri coetanei sono costretti a trasferirsi al nord d’Italia o in Europa per completare gli studi e per lavorare. Noi vorremmo contribuire a creare qualcosa che possa far restare qui tante risorse giovani. Parliamo della generazione nata dalla metà degli anni Novanta in poi. “Giovani e lavoro” è un tema concreto su cui ci sforziamo di trovare soluzioni ogni giorno. Nel frattempo, con eventi come questo, affronteremo temi fondamentali dell’Agenda 2020-30. La rigenerazione urbana è il primo ma anche la parità di genere, l’occupazione lavorativa giovanile e il binomio giovani e diritti. Su queste basi, è stato realizzato il progetto, con una fase esecutiva a Catania. Le idee non mancano e contiamo di riqualificare altre piazze».

Paolo, 25 anni: “Noi messinesi dobbiamo responsabilizzarci e non dare solo la colpa alle istituzioni”

Secondo Paolo Salvo (nella foto), 25 anni, uno dei responsabili del progetto con Giorgia Farinella e Ninni Romano, «ci riappropriamo di questo spazio perché torniamo a viverlo. Vorremmo proporre anche l’installazione di qualche gioco per bambini. Questo aiuterebbe l’aggregazione, come è avvenuto a piazza San Vincenzo. Abbiamo puntato su piazza Casa Pia perché, per noi, è uno spreco non viverla appieno. Potrebbe diventare un “salotto” per bambini, ragazzi e per persone di ogni età. Per far sì che ciò avvenga, deve essere curata giorno per giorno. Da venticinquenne, in generale, vorrei più attività proposte a Messina. Da qui uno dei nostri obiettivi: quello di alimentare la creatività progettuale».

«Il 23 maggio ricordemo Giovanni Falcone e le altre vittime dell’attentato a Capaci. Il nostro è un lavoro di rieducazione e sensibilizzazione civica, coinvolgendo i cittadini. Puntiamo anche a un cambiamento culturale. Mi riferisco alla mentalità dominante. Il messinese spesso si sente vittima dell’incuria delle istituzioni ma non si mette in discussione. Non considera che ciascuno di noi deve fare la propria parte e responsabilizzarsi, come abbiamo fatto noi pulendo la piazza in questi giorni. E investendo in progetti e idee», tiene a precisare Paolo Salvo.