Attualità

La tecnica dei “motori di sabbia”: come l’Olanda combatte l’erosione costiera

Come abbiamo già visto in questo articolo, l’erosione costiera ormai è diventata una emergenza a livello globale, che minaccia milioni di persone, lungo ogni angolo del globo.

Recenti studi scientifici hanno dimostrato come oltre la metà delle aree costiere del globo sono fortemente minacciate dal fenomeno. Ci sono interi Paesi e grandi megalopoli che sono seriamente minacciate dall’erosione.

Le nuove strategie per affrontare il fenomeno dell’erosione

Diversi Stati costieri stanno affrontando l’erosione delle loro spiagge a causa dell’innalzamento del livello del mare con una nuova strategia chiamata “motore di sabbia”. Tale strategia per la prima volta è stata utilizzata in Olanda, con ottimi risultati.

Questa tattica si differenzia dal tradizionale ripascimento delle spiagge, ovvero il ripristino della sabbia attraverso dragaggi e depositi lungo i tratti costieri maggiormente vulnerati dall’azione erosiva del moto ondoso.

Cosa sarebbero questi “motori di sabbia”?

No, non si tratta di veri motori, ma di paesaggi scolpiti che collaborano con la natura anziché contrastarla. Invece di creare una spiaggia uniforme con nuova sabbia, gli ingegneri estendono una sezione costiera in modo inclinato verso il mare. Nel tempo, l’azione naturale delle onde funge da “motore”, spingendo la sabbia dalla massa continentale sporgente lungo la costa naturale.

Il ripascimento tradizionale, usato frequentemente anche nel nostro Paese, ha dimostrato di essere costoso, temporaneo e vulnerabile alle tempeste costiere. Inoltre richiede notevoli sforzi di dragaggio e l’utilizzo di enormi draghe diesel. Al contrario, i motori di sabbia richiedono un investimento iniziale maggiore, ma offrono una protezione più duratura nel tempo.

Il progetto olandese “de Zandmotor”

Paesi come l’Olanda e il Regno Unito stanno adottando questa nuova strategia, cercando di utilizzarla come alternativa al ripascimento tradizionale, per combattere ed arrestare il fenomeno dell’erosione costiera.

Un esempio notevole è il progetto sperimentale chiamato “de Zandmotor” che è stato costruito sulla costa a sud dell’Aia da Boskalis, un’importante società di dragaggio.

Questa nuova tattica è stata sviluppata da Marcel Stive, professore olandese, che ha proposto l’idea al governo. Questo progetto ha comportato il dragaggio di circa 28 milioni di metri cubi di sabbia dal fondo dell’oceano, creando una struttura a forma di gancio che favorisce il movimento naturale della sabbia lungo la costa.

Il risultato è un’efficace difesa contro l’erosione che può durare oltre i tradizionali cinque anni previsti per il ripascimento delle spiagge. Dato che questi progetti richiedono notevoli risorse finanziarie, sabbia e competenze di dragaggio, la maggior parte dei Paesi non può intraprenderli senza assistenza internazionale.

Progetti costosi, ma con ampi benefici nel lungo termine

Per questo molti si accontentano di soluzioni meno costose, come barriere di cemento, pareti rocciose o progetti di ripascimento più piccoli, che però hanno una durata limitata.

Anzi, in alcuni casi, l’utilizzo di nuove barriere rigide in mare non fa altro che enfatizzare il fenomeno dell’erosione costiera, provocando ancora più danni che benefici, nel lungo termine.

Il successo del “motore di sabbia” dipenderà dunque dalla volontà dei governi di implementare nuove strategie di adattamento climatico più ampie, ma soprattutto funzionanti.