Piemonte, Piero Adamo: “Vullo non ha ancora ripristinato la funzionalità del Pronto soccorso”

Sul caso Piemonte siamo di fronte ad un’ipotesi di contrasto tra poteri o quantomeno di mancata vigilanza. A far appello affinchè quanto disposto dalla legge Irccs-Piemonte venga applicata nella parte in cui prevede che il direttore generale del Papardo assicuri la migliore funzionalità del Pronto soccorso è il consigliere comunale Piero Adamo. In una nota inviata sia al sindaco Accorinti che all’assessore regionale alla sanità Gucciardi, il consigliere di SiAmoMessina chiede immediati interventi dal momento che, tra uno scontro e un altro è trascorso quasi un mese senza che quanto indicato al Dg Vullo sia stato realizzato.

Adamo ripercorre le tappe precedenti, sin dall’ordinanza del sindaco, il 5 ottobre scorso con la quale ordinava al manager Vullo “di astenersi dall’attuare la deliberazione n. 602 del 16 settembre 2015, così mantenendo nello stabilimento ospedaliero “Piemonte” il servizio di Pronto Soccorso e, con esso, tutte le Unità Operative che finora hanno operato nel Presidio”. In base alla delibera del 16 settembre infatti Vullo aveva avviato lo smantellamento del Piemonte, disponendo per il 10 ottobre la chiusura del Pronto soccorso. Nell’emanare l’ordinanza anti-chiusura il sindaco ne limitava l’efficacia “fino al momento in cui sopravverrà ed avrà concreto effetto un atto legislativo regionale o un atto amministrativo regionale o aziendale che stabilisca il mantenimento del citato Servizio”.

Il 7 ottobre l’Ars ha varato la legge Irccs-Piemonte, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il venerdì successivo. La norma, al punto 6 prevede: “nelle more dell’emanazione del decreto di cui al comma 3, il Direttore Generale dell’ex Azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo-Piemonte assicura la migliore funzionalità del pronto soccorso e dei servizi e reparti correlati del presidio ospedaliero Piemonte”.

La legge inoltre stabilisce un termine di 90 giorni dall’entrata in vigore per l’emanazione da parte dell’assessore di un decreto d’attuazione che indichi: “le modalità operative che assicurano il passaggio della disponibilità di immobili ed attrezzature, ferma restando la titolarità degli immobili al patrimonio della Regione, la disponibilità del personale, della dotazione di posti letto e servizi annessi, incluso il pronto soccorso ed i servizi correlati, dell’ospedale Piemonte, secondo quanto previsto nella rete ospedaliera, dalla ex Azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo-Piemonte all’I.R.C.C.S. Centro Neurolesi ‘Bonino Pulejo’ che mantiene la mission dell’Istituto. Nello stesso decreto sono disciplinate le modalità di gestione del pronto soccorso generale e delle connesse attività, strutture, risorse e reparti, anche attraverso il coinvolgimento, in via autonoma, di istituzioni sanitarie pubbliche con particolare riguardo a quelle che possano contribuire al rilancio delle attività di cura e ricerca di eccellenza. Sugli immobili trasferiti in disponibilità grava il vincolo di destinazione ad attività sanitaria pubblica”.

Piero Adamo ricorda come il decreto presidenziale non sia stato ancora emanato e come nel frattempo il Tar abbia accolto il ricorso presentato da Vullo contro l’ordinanza del sindaco fissando l’udienza al18 novembre (vedi qui).

“Da informazioni assunte presso gli operatori sanitari risulta che il processo di “destrutturazione” del Pronto Soccorso finalizzato alla sua chiusura, antecedente all’emanazione dell’ordinanza sindacale e della L.R. 24/15, pur essendosi arrestato non è stato seguito dal ripristino della situazione antecedente la “smobilitazione” della struttura-spiega il consigliere- In particolare, il personale in forza ai reparti connessi al Pronto Soccorso del “Piemonte”, a suo tempo (nell’ipotesi di chiusura) collocato presso il Papardo non è tornato presso l’Ospedale Piemonte. Tale situazione è palesemente in contrasto con lo spirito e la logica sottesa alla L.R. 24/15 e determina anche una situazione di potenziale pericolo per la cittadinanza atteso che di fatto il Pronto Soccorso Generale è carente di adeguata “forza lavoro” su cui basare e fondare la propria attività”.

Adamo chiede quindi al sindaco di porre in essere tutte le iniziative possibili presso la Regione affinché sia data piena attuazione al dettato normativo regionale nell’interesse del diritto alla salute della cittadinanza “in particolare sollecitando l’emissione del decreto regionale ben prima dei 90 giorni previsti. Non si può ignorare il contrasto tra poteri regionali che da una parte, con legge!, stabiliscono la permanenza del Pronto Soccorso Generale prevedendo che “il Direttore Generale del Papardo-Piemonte assicuri la migliore funzionalità del pronto soccorso e dei servizi e reparti correlati del presidio ospedaliero Piemonte” e dall’altra non si preoccupano di verificare e/o di creare le condizioni affinché lo stesso Dirigente dell’Azienda Papardo attui le decisioni assunte dal Parlamento Regionale”.

A distanza di un mese dalla legge il manager non ha ancora ottemperato a quanto stabilito né dalla norma né da quanto disposto dall’assessore Gucciardi cui spetta la vigilanza ed il controllo sull’operato dei manager dalla Regione indicati alla guida delle Aziende sanitarie ospedaliere.

Rosaria Brancato