Società

Lutto a Messina, è morto lo studioso Giovanni Molonia

Ha consacrato tutta la sua vita a Messina, uno dei pochi nell’ambito della storia locale ad indagare con competenza, meticolosità, professionalità e, soprattutto, con sconfinato amore, le vicende che videro Messina, in tutti i settori, protagonista della Storia, quella con la “S” maiuscola: Giovanni Molonia se n’è andato in punta di piedi, com’era nel suo costume, nella sua grande modestia e bontà d’animo direttamente proporzionale alla sua enorme conoscenza delle cose messinesi.

Nato nel 1947, da oltre quarant’anni si occupò del recupero, conservazione e studio delle memorie storiche messinesi. In tale proficua attività collaborò con enti, associazioni, istituti che a vario titolo s’interessano della storia, dell’arte e delle tradizioni locali. Per il Museo Regionale di Messina, a lungo curò la redazione e il coordinamento editoriale dei “Quaderni dell’attività didattica del Museo Regionale di Messina”, in cui pubblicò diversi saggi. Altri, fra i tantissimi, apparvero nei cataloghi delle mostre: “Antonello da Messina”, a cura di A. Marabottini e F. Sricchia Santoro (1981); “Le arti decorative del Quattrocento in Sicilia”, a cura di G. Cantelli (1981); “Rubens vede Caravaggio. Le adorazioni dei pastori a confronto”, a cura di V. Sgarbi (2009). Per il Museo Regionale siracusano di Palazzo Bellomo pubblicò suoi approfonditi e documentati saggi nei cataloghi delle mostre “Il restauro dell’Annunciazione di Antonello di Messina, a cura di G. Barbera (1987); Da Antonello a Paladino. Pittori messinesi nel siracusano dal XV al XVIII secolo, a cura di G. Barbera (1996); Mario Minniti. L’eredità di Caravaggio a Siracusa, a cura di G. Barbera e V. Greco (2004).

Collaborò con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina (Sezione Beni Storici, Artistici e Iconografici – Sezione Beni Etno Antropologici) e pubblicò suoi saggi in “Atlante dei Beni Storico Artistici delle Isole Eolie”, a cura di C. Ciolino (1995); “Iconae Messanenses. Edicole votive nella città di Messina”, a cura di S. Todesco e G. Anastasio (1997); “Guida al patrimonio librario antico delle Biblioteche Pubbliche e agli Archivi Ecclesiastici nella Provincia di Messina”, a cura di A.M. Sgrò (1998); “Antonello de Saliba. Committenza e strategie di bottega tra XV e XVI secolo”, a cura di G. Musolino (2013). Si interessò del riordino e catalogazione dei fondi dell’Archivio Storico Comunale e del Teatro Vittorio Emanuele, attività che lo ha impegnato fino ai nostri giorni. Gli esiti delle sue ricerche sono apparsi in molti volumi, tra cui “Teatro S. Elisabetta-Vittorio Emanuele 1852-1908, catalogo della mostra storico-documentaria” a cura di G. Molonia (1984); “Teatro S. Elisabetta-Vittorio Emanuele (1852-1908), guida storica alla mostra a cura di G. Molonia” (1984); “Cronologia delle Amministrazioni Comunali di Messina (1860-1990), a cura di L. Lucà (1990).

Ha redatto le guide storico-artistiche dei quartieri, insieme a me e, con la ex Provincia Regionale di Messina, collaborò alla realizzazione di mostre, convegni, presentazioni di libri pubblicando suoi importanti saggi in “Arte e Storia nella Provincia di Messina, a cura di T. Pugliatti (1986); “Un libro aperto sulla città. Il Gran Camposanto di Messina”, a cura di G. Molonia e P. Azzolina (2004); “Pascoli e Messina, catalogo della mostra a cura di G. Molonia (2012). E poi, le sue numerose collaborazioni con la ex Provincia Regionale di Catania, l’Università degli Studi di Messina per la Facoltà di Lettere e Filosofia, Istituto di Storia dell’Arte, Facoltà di Scienze Politiche, Dipartimento di Scienze Giuridiche Storiche e Politiche; per la Curia Arcivescovile di Messina. Già socio e componente del Direttivo dell’Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini” di Messina, per esso curò la pubblicazione di manoscritti, la ristampa di testi storici, annuari, cataloghi, e relazionò in diversi convegni.

Faceva parte del comitato scientifico dell’Archeoclub di Messina, per il quale curò cartelle di antiche stampe e per anni fu componente del direttivo del “Circolo Filatelico Peloritano Fonseca-Martella” per il quale curò i tanti cataloghi delle mitiche manifestazioni filateliche “Peloro”. Socio onorario del Rotary Club Messina, ideò e redasse i “Quaderni del Rotary Club Messina” e per il quale curò gli interessanti e splendidi volumi “Messina. Alla scoperta di un patrimonio culturale nascosto” (2011); “Una strada un nome. Dizionario toponomastico della Città di Messina” (2013). Fra le sue tantissime attività, collaborava al prestigioso “Dizionario Biografico degli Italiani” dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana (Treccani) firmando voci di artisti ed eruditi messinesi. Per l’editore Einaudi di Torino compilò nel 1996 una “Guida bibliografica della Pittura in Sicilia” e per la Electa di Milano collaborò alla monumentale opera “La pittura in Italia”, firmando alcune voci di pittori messinesi del ’600 (1989).

Per l’editore Novecento di Palermo firmò le voci degli antichi argentieri messinesi in L. Sarullo, “Dizionario degli artisti siciliani”. Direttore editoriale della casa editrice G.B.M. di Messina, con cui tra l’altro pubblicò “N. Scaglione, La vita del Teatro Vittorio Emanuele (1933), rist. a cura di G. Molonia (1983); “Cinque secoli di stampa a Messina”, a cura di G. Molonia (1987); “Teatro Mobile. Feste di Mezz’agosto a Messina”, a cura di S. Todesco e G. Molonia (1991); “Messina. Storia e civiltà”, a cura di G. Molonia (1997); “A. Salinas-G.M. Columba, Terremoto di Messina. Opere d’arte recuperate”, a cura di F. Campagna Cicala e G. Molonia (1998), fece parte della redazione della Sicania Editrice, per la quale curò la collana Historica diretta da S. Tramontana. Collaborava con le case editrici messinesi EDAS, Michele Intilla, Skriba, Di Nicolò, con le edizioni delle librerie Bonanzinga e Ciofalo (per cui dirigeva la collana “Messanenses Scriptores”).

Scrisse su quotidiani e periodici e fu coordinatore e direttore editoriale della preziosa rivista “Messenion d’oro” per la quale scrisse articoli e realizzò numeri monografici. Anche il Teatro Massimo Bellini di Catania si avvalse della sua profonda competenza pubblicando i suoi saggi nei libretti di sala di opere belliniane e wagneriane.

Giovanni Molonia ci ha lasciato ma i giganti come lui muoiono soltanto fisicamente perché l’immortalità l’hanno raggiunta con le loro opere. Ci sarà in ogni tempo qualcuno che vedrà un suo articolo di giornale, un libro, un saggio, un catalogo, e in quel momento la morte sarà sconfitta, per sempre.

Nino Principato