Rientra l’allerta meteo, cimiteri aperti sino alle 17. Riaperto alle 14.30 il porto di Tremestieri

Finita l’emergenza idrica si ricomincia con l’allerta meteo, che è via via rientrata nel corso della giornata. Anche questa nuova settimana è iniziata quindi con un’ordinanza siglata ieri dal Sindaco Renato Accorinti che ha disposto ancora una giornata di stop alle scuole per oggi lunedì 2 novembre. A seguito del bollettino meteorologico diramato dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile che fino alle 20 di oggi prevede «piogge diffuse a carattere di rovescio o temporale, accompagnate da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e venti forti dai quadranti orientali con raffiche fino a burrasca forte, specie sui territori settentrionali e jonici» con un livello di allerta rosso, il sindaco Accorinti ha disposto la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, pubblici, privati e parificati.

I cimiteri potranno rimanere aperti fino alle 17: "In considerazione del progressivo miglioramento delle condizioni atmosferiche – si legge in un comunicato diramato da palazzo Zanca – è stata modificata la precedente ordinanza sindacale relativa alla chiusura dalle ore 14 di oggi, lunedì 2, delle strutture cimiteriali".

Dalle 14.30 è stato riaperto anche il porto di Tremesteri con entrambi gli scivoli. Il pericolo insabbiamento è stato dunque momentaneamente scongiurato ma resta sempre dietro l'angolo. Per questo l'Autorità Portuale ha inviato l'ennesimo sollecito alla Regione.

A seguito dell’allerta meteo e dei provvedimenti adottati dal Sindaco, anche l’Università di Messina sospende l’attività didattica nell’Ateneo e in tutte le sue sedi decentrate. Riprenderà regolarmente, invece, l’attività amministrativa in tutti gli uffici dell’Università.

La nuova allerta che segue quelle già diffuse in questi ultimi giorni, alcune delle quali hanno suscitato non poche polemiche per la loro corrispondenza a quanto poi verificatosi in realtà. Polemiche che non hanno riguardato ovviamente solo Messina, ma tutta la Sicilia, tanto da spingere il numero uno della Protezione civile regionale Calogero Foti a fare il punto sulle allerta e provare a rendere più chiaro il complicato sistema che le determina, così da fornire alla popolazione un servizio ancora più efficiente, efficace e trasparente per la tutela della pubblica incolumità.

«Premesso che la Regione siciliana non ha autonomia per le previsioni meteo:

1) Il Centro funzionale centrale (Dipartimento Nazionale della Protezione civile), di regola entro le 11:30, invia le valutazioni numeriche, cioè le previsioni meteo con la quantificazione delle piogge previste (da un minimo a un massimo) in un arco di tempo. In tale arco di tempo le precipitazioni previste potrebbero cadere in un'ora così come essere distribuite nell'intero arco di tempo.

2) Le previsioni meteo sono riferite a Zone di Vigilanza Meteo molto ampie; per esempio la ZVM 37 abbraccia le nostre zone di allerta A e I (Sicilia nord-orientale, da Catania a Messina a Capo d'Orlando); la ZVM 38 comprende il bacino del Simeto e la Sicilia sud-orientale, etc.

3) Il Centro funzionale Decentrato (Dipartimento regionale della protezione civile) confronta quei quantitativi previsti con le soglie critiche delle diverse zone di allerta; tali soglie critiche sono rappresentate, conformemente allo studio effettuato da ARPA Piemonte 2004 per conto del DPC, dalle curve di possibilità pluviometrica, elaborate su base statistica partendo dalle precipitazioni storiche di massima intensità. Se le soglie superano le curve con tempo di ritorno di 2 anni, si è in GIALLA; se sono comprese tra le curve a 5 anni e 20 anni, si è in ARANCIONE; se superano le curve a 20 anni, si è in ROSSA».

Foti spiega che tutto ciò è "statuito" da una direttiva approvata in Giunta preventivamente approvata dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale. «Alla dichiarazione di livello di allerta per rischio idrogeologico e/o idraulico occorre che i Comuni attuino le fasi operative corrispondenti previste dai piani di protezione civile locali. Il rischio idraulico è riferito ai bacini idrografici più grandi (tipicamente, oltre i 100 kmq) in quanto nei piccoli bacini gli attuali criteri di calcolo non consentono attendibili responsi in ordine alla predicibilità dei fenomeni alluvionali. Pertanto, per i bacini idrografici più piccoli e per i centri urbani, convenzionalmente ci si riferisce al generico "rischio idrogeologico". Pertanto, a un livello di allerta ROSSA non corrisponde automaticamente la chiusura delle scuole, ma, a ragion veduta, soltanto la chiusura di quelle ricadenti in un’area a rischio idraulico o di quelle che per essere raggiunte attraversano zone a rischio idraulico. In ogni caso rientra nel potere decisionale dei Sindaci, autorità locali di protezione civile. L’allerta è stato diramato in modo corretto e gli eventi accaduti lo dimostrano. In ogni caso trattasi di previsioni e in atto non è possibile stabilire con esattezza l’orario di un evento meteo avverso come, invece, in ogni città sarebbe possibile determinare l’orario di transito dei bus».

ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE 14.45