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Mandanici ed altri sei Comuni dell’Unione europea si giurano “fratellanza”

I sindaci di sette Comuni dell’Unione Europea hanno firmato a Mandanici un patto di gemellaggio, giurandosi reciproca “fratellanza”.

I Comuni interessati sono: Mandanici (Italia), Gmina Przygodzice (Polonia), Ayuntamiento de Rois (Spagna), Hévízgyörk Község Önkormányzata (Ungheria), Lukovit Municipality (Bulgaria), Qrendi Local Council (Malta) e Sverigeungerska Kvinnoförenid “Sissi” (Svezia).

I lavori sono iniziati con l’inno europeo: subito dopo, preceduti dagli inni nazionali, hanno parlato i vari sindaci.

Nell’aula, gremita, erano presenti diversi sindaci della riviera ionica. Tra gli altri, il presidente dell’Unione dei Comuni Naxos -Taormina e sindaco di Castelmola, Orlando Russo; il presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Ioniche dei Peloritani e sindaco di Antillo, Davide Paratore; i sindaci di Pagliara, Sebastiano Gugliotta e Furci Siculo, Matteo Francilia ed il vice sindaco di Roccalumera, Miriam Asmundo. Ed ancora, gli assessori di Alì Terme, Agata Di Blasi e Casalvecchio Siculo, Marcella Russo.

Il benvenuto del presidente del Consiglio Anna Misiti

Anna Misiti, presidente del Consiglio comunale di Mandanici, che ha seguito l’iter di gemellaggio su delega del sindaco Giuseppe Briguglio, ha dato il benvenuto agli ospiti, ognuno nella propria lingua. Misiti ha ricordato che il concetto di Europa Unita è partito dal carcere di Ventotene con il manifesto scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, fatto uscire e portato ai dirigenti dei partiti antifascisti dalle donne che visitavano i loro uomini.

Il discorso del sindaco Briguglio

Il discorso del sindaco Briguglio è stato di entusiasmo verso “un’Europa sinodo di tradizioni e culture diverse ma comuni”. Il primo cittadino ha sostenuto che “la rilevanza politica dell’Italia è garantita dalla esistenza dell’Unione Europea senza la quale ci sarebbero tanti piccoli Stati schiacciati dalle grandi potenze”.

Briguglio, ha ricordato che in questi ultimi ottant’anni “l’Europa non è stata teatro di guerra. Ciò è stato possibile – ha sottolineato – perché i nazionalismi sono stati superati”. Briguglio ha concluso il suo intervento citando Altiero Spinelli. Gli ospiti sono stati ricevuti in Chiesa dal parroco, don Felice Maggio, con il quale hanno intonato alcuni canti cristiani. quindi hanno fatto visita al Comune, dove si sono intrattenuti, nell’aula consiliare, informandosi della situazione comunale, con particolare riferimento al funzionamento degli organi dell’ente locale,  sia sotto il profilo politico quanto sotto  quello tecnico e amministrativo.