Atm. Arrestati cinque fra dirigenti e dipendenti per truffa aggravata: tra i nomi anche quello del direttore generale Conte. Indagate altre 17 persone - Tempostretto

Atm. Arrestati cinque fra dirigenti e dipendenti per truffa aggravata: tra i nomi anche quello del direttore generale Conte. Indagate altre 17 persone

Atm. Arrestati cinque fra dirigenti e dipendenti per truffa aggravata: tra i nomi anche quello del direttore generale Conte. Indagate altre 17 persone

venerdì 18 Novembre 2011 - 08:14
Atm. Arrestati cinque fra dirigenti e dipendenti per truffa aggravata: tra i nomi  anche quello del direttore generale Conte. Indagate altre 17  persone

L'ipotesi di reato è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di truffa in danno di un ente pubblico. Nel medesimo procedimento risultano altresì indagate, in stato di libertà, anche altre 17 persone, che prestano o hanno prestato lavoro alle dipendenze dell’ATM

Nella mattinata odierna, dopo un’articolata attività investigativa, avviata nel 2008, personale del Nucleo Investigativo e del Nucleo Radiomobile del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Messina ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 5 tra Dirigenti e Funzionari dell’A.T.M. (Azienda Trasporti Messina) che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo peloritano, i quali sono stati posti agli arresti domiciliari. A loro vengono contestate una serie di ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di truffa in danno di un ente pubblico.Sono stati in particolare ritenuti responsabili, a vario titolo: di avere indotto in errore la Regione Siciliana affinché erogasse all’ATM, in misura superiore al dovuto, un contributo pubblico, denominato “contributo d’esercizio” e quantificato in proporzione della percorrenza annuale chilometrica effettuata;
– di aver indotto in errore l’Agenzia delle Dogane, ottenendo così un rimborso maggiorato dell’accisa sul carburante consumato, quantificato in proporzione della percorrenza annuale chilometrica falsamente attestata.
Dalle complesse attività investigative svolte dai Carabinieri di Messina e dirette dalla Procura della Repubblica, è emerso che, in entrambi i casi, nel periodo 2003-2007 oggetto degli accertamenti:
– l’ingiusto profitto, così procurato all’Azienda, sarebbe stato utilizzato al fine di pagare alla maggioranza dei dipendenti una serie di emolumenti aggiuntivi, ovvero un numero spropositato di ore di straordinario e l’indennità mensile denominata “premio corse”, in quest’ultimo caso pur senza aver raggiunto in molte circostanze la percentuale di corse effettive rispetto a quelle previste necessaria per averne titolo;
– si sarebbe ricorsi ad artifizi e raggiri, tra cui la trasmissione di consuntivi chilometrici gonfiati, l’indicazione della lunghezza di alcune corse in misura superiore a quella reale, la contabilizzazione di corse previste ma non effettuate, l’omissione della riparazione dei contachilometri di diversi mezzi e la conseguente attestazione dell’impossibilità di quantificare con esattezza le percorrenze effettive a causa del mancato funzionamento dei predetti contachilometri e dell’impossibilità di ripararli.
Nel medesimo procedimento risultano altresì indagate, in stato di libertà, anche altre 17 persone, che prestano o hanno prestato lavoro alle dipendenze dell’ATM. Del resto, l’articolata dinamica fraudolenta posta in luce dalle indagini, per come è apparsa strutturata, ha verosimilmente richiesto la cooperazione di un rilevante numero di dipendenti dell’azienda.
Ad alcuni degli indagati viene inoltre contestata un’ulteriore ipotesi di truffa, concretizzatasi nella falsa attestazione della propria presenza sul luogo di lavoro e nella conseguente indebita percezione degli emolumenti corrisposti in ordine ai periodi in questione.

Di seguito, si riportano i nominativi dei soggetti sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari:
– CONTE Claudio, Direttore Generale
– ORLANDO Salvatore, responsabile esercizio gommato
– LAMPI Giuseppe, responsabile Ufficio CED paghe
– LISA Francesco, coordinatore di esercizio
– ENEA Bartolo, coordinatore di esercizio

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7 commenti

  1. Non si può commentare una notizia non notizia,mancando gli elementi che hanno determinato le indagini e i conseguenti provvedimenti cautelari.Aspettiamo con curiosità i nomi e gli elementi di reato.

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  2. Non avevo mai visto a Messina qualcuno dei colletti bianchi finire in manette. Speriamo non sia solo fumo di paglia e che finalmente in questa città si paghi per i reati commessi..

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  3. Se il GIP riterrà di rinviare a giudizio i cinque messinesi di ATM e se l’accusa proverà nel processo i presunti reati, per i quali il codice penale prevede dure condanne,avremo la prova provata che ATM,oltre ad essere stata trasformata in una azienda inutile per i messinesi,perchè privi di un trasporto pubblico,costosa perchè il suo mantenimento grava sulle nostre spalle, è un CARROZZONE destinato dalla politica trasversale ad ogni schieramento politico al VOTO DI SCAMBIO. Tu messinese di ATM fai i tuoi porci comodi in cambio del tuo voto alle elezioni amministrative e forse anche politiche nazionali.

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  4. ma quale non si puo’commentare una notizia……
    e’ ormai da anni che questo aborto di azienda trasporti..e’stata
    spruppata(gnam..gnam..),questo e’il termine adatto, dai seguenti
    soggetti:
    politici..dirigenti..dipendenti..sindacati..
    quindi con la notizia di oggi..abbiamo scoperto l’acqua calda e
    l’america..
    bisogna azzerare tutto..e costruire un’azienda trasporti degna
    di una città’ che si vuol definire europea..
    ma la cosa grave,tranne eccezioni,e’ che molti si lamentano del
    ritardo degli stipendi da pagare…
    che obrobrio..
    p.s. stessa situazione per altre partecipate….

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  5. lo so gia’ come finira’ nessuno paghera’ questo reato,fanno parte di colletti bianchi,vi aggiungo di piu’tra qualche giorno li vedremo nuovamente liberi,se invece fosse stato qualche povero disgraziato avrebbe pagato duramente……………mi vergogno essere italiano,questi si sono divisi tra loro una cifra come dodici milioni di euro,e’ poi processano gli innocenti per piccoli reati

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  6. ritengo ci sia ancora molto da fare in questa azienda..ma speriamo che partito uno si porti dietro tutti gli altri!e si chiarisca la giusta posizione dei poveri lavoratori i quali in condizioni pessime hanno sempre reso un servizio oltre le stesse possibilità di qualunque essere umano civile senza x altro percepire nulla di più del dovuto! (altro punto che spero si chiarirà)

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  7. SCUSATE MA NON VEDO LE FOTO.
    FORSE SONO VOLTI CHE NON VANNO PUBBLICATI, E L’OPINIONE PUBBLICA NON DEVE VEDERE..

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