cronaca

Messina, cade anche l’ultima condanna per la vendita di Villa Cappellani

Si chiude due assoluzioni nel merito, contro la condanna e la prescrizione in Tribunale, il processo di secondo grado sulla vendita di Villa Cappellani da parte della famiglia Cuzzocrea. La Corte d’Appello ha assolto “perché” il fatto non sussiste Dino Cuzzocrea per i fatti contestati relativi al 2015, e dichiarati prescritti i residuali. E’ difenso dagli avvocati Bonaventura Candido e Alberto Gullino.

In primo grado era stato condannato a due anni e mezzo. Assolto nel merito anche il commercialista Dario Zaccone. Per lui a metà febbraio scorso era arrivata una sentenza di prescrizione che però non ha accettato, consapevole della propria innocenza. Ha quindi proposto appello con i suoi difensori, gli avvocati Alfonso Polto e Nino Favazzo, ed è stato scagionato.

Erano già stati assolti lo psichiatra Antonio Di Prima e Aldo Cuzzocrea. Il processo segue il sequestro della Immobiliare Cappellani, la società del gruppo Cuzzocrea che nei decenni scorsi ha gestito la omonima clinica di Messina, poi passata di mano. Trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio le accuse mosse dalla Procura di Messina che aveva messo i sigilli all’immobile che ospita la clinica, poi dissequestrato. L’ipotesi della magistratura era che la Immobiliare Cappellani sia servita per il rientro di capitali all’estero, in parte scudati dopo essere fatti uscire dal paese.

Al centro dei passaggi, la fiduciaria lussemburghese Aughi. Anche sull’origine del capitale esportato la Procura di Messina ha mosso parecchi dubbi.