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MessinaServizi, esuberi e piante organiche non convincono i sindacati

Settimane di incontri, riunioni, confronti. MessinaServizi resta una società “in costruzione”. Così, dopo le maratone su piano industriale e piano finanziario, adesso sui tavoli ci sono le piante organiche. Una questione vitale per un’azienda nata dalla fusione di Messinambiente e Ato3. Ma a quanto pare gli accordi tra lavoratori, sindacati e azienda sono ancora lontani. Oggetto di scontro: i paventati esuberi. 

Piante organiche

Le piante organiche presentate da MessinaServizi non convincono la Uiltrasporti: «Non si può stravolgere la dotazione organica prevista dal piano Aro e dalla normativa della legge regionale 9/2010 solo per la “bramosia” di voler dichiarare a tutti i costi 12 esuberi, peraltro inesistenti, tra il personale amministrativo». Lo dichiara Michele Barresi, segretario generale della Uiltrasporti. In questo modo si mette si espone l’azienda a contenziosi e si rischia di compromettere il difficile percorso intrapreso. Un percorso che potrebbe dare invece alla città un’azienda efficiente e risposte ai tanti lavoratori che ambiscono a legittime progressioni di carriera bloccate da anni.  

«Nessuno vuol fare la fotografia del vecchio, ma quanto  ad oggi proposto dall’amministrazione sul progetto delle nuove piante organiche, dopo numerose trattative sindacali, presenta luci e ombre e risulta ancora inaccettabile dal sindacato e dai lavoratori riuniti proprio oggi in assemblea». Lavoratori che hanno anche firmato un documento che va esattamente in questa direzione. 


Esuberi

Esuberi di personale da un lato ed assunzioni dall’altro non possono essere il risultato finale.  Assunzioni di certo necessarie per potenziare il servizio in strada  – evidenzia  la Uiltrasporti – ma per le quali occorrerebbe guardare prioritariamente a quanto  previsto dalla legge regionale, prima di pensare a concorsi dall’esterno. Eccedenze per le quali non sono stati forniti percorsi certi di ricollocazione, sebbene nelle dichiarazioni dell’amministrazione non si parli di licenziamenti. Esuberi inesistenti secondo la Uiltrasporti, perché contemporaneamente vengono falcidiati uffici nevralgici come la gestione delle risorse umane, settore acquisti, tecnico e contabilità. 

«Operazioni che presagiscono possibili esternalizzazioni di questi servizi, alle quali da subito ci siamo dichiarati contrari. Abbiamo dato la massima disponibilità a prevedere percorsi di esodo incentivato e mobilità volontaria verso altri enti o partecipate prima di certificare qualsivoglia eccedenza – continua la Uiltrasporti- ma l’amministrazione a distanza di mesi non è stata in grado, o non ha voluto, dare risposte concrete. Non vediamo ancora nelle proposte neppure quelle legittime risposte di progressione di carriera o riqualificazione professionale per il numeroso personale operativo che da anni è bloccato dalle procedure di liquidazione e fallimento di Messinambiente ed Ato».

Che fine ha fatto Manna?

Un altro tassello poco chiaro per la Uiltrasporti è il mancato insediamento dell’ingegnere Domenico Manna: Indicato dal sindaco come successore del licenziato Iacomelli, ma di fatto congelato da due mesi. Mentre nessuno dall’amministrazione ne spiega ufficialmente i motivi. 

«Senza entrare nel merito di dinamiche che attengono al socio unico e al CDA, evidenziamo  che la figura del Direttore Generale è di strategica importanza per l’azienda – continua Barresi. Non vorremmo che la mancata formalizzazione dell’incarico sia una scelta legata alla volontà dell’amministrazione di liquidare la MessinaServizi Bene Comune». 

La Uiltrasporti chiede risposte concrete, annuncia che non sarà disponibile a certificare esuberi inesistenti, depotenziare attività o lasciare personale in forza senza assegnarlo ad una adeguata mansione, ma resta in attesa di sapere quali siano le proposte di riqualificazione o mobilità su base volontaria che l’amministrazione propone ed un regolamento chiaro che assicuri trasparenza e meritocrazia negli avanzamenti e nelle ricollocazioni previste.

Sulla stessa linea anche la Fit Cisl che si dichiara “assolutamente contraria a qualsiasi forma di esubero di personale, tanto più che dall’azienda non è arrivata alcuna notizia sull’eventuale ricollocazione in servizio dei dodici amministrativi che il consiglio d’amministrazione di Messina Servizi Bene Comune conta come esuberi”.

«Comprendiamo la necessità di una maggiore digitalizzazione delle procedure amministrative che avverrebbero bisogno di minor personale. Ma non ci è stato comunicato come e dove sarebbero destinati i dodici colleghi in esubero. Senza certezze, questa organizzazione sindacale porrà in essere tutte le azioni conseguenti per scongiurare questa ipotesi» spiega il segretario provinciale Lillo D’Amico.

Progressioni verticali, ma con quali criteri?

La Fit Cisl contesta anche le ventilate progressioni verticali che l’azienda si accingerebbe ad effettuare: «I criteri non sono mai stati chiari e non sono stati spiegati alle organizzazioni sindacali. Già venti lavoratori hanno proposto altrettanti contenziosi presso l’ispettorato del lavoro per il riconoscimento di mansioni superiori effettivamente svolte rispetto all’inquadramento contrattuale».

Futuro incerto

L’ultimo affondo è riservato alle modalità di gestione che attualmente si stanno mettendo in atto a MessinaServizi: «Una società dal futuro incerto dovrebbe gestire solo l’ordinaria amministrazione, senza lanciarsi in fantasiose operazioni, soprattutto senza averle concordate con le controparti sindacali e coi lavoratori stessi».