La giunta Accorinti riprende il piano “anti Cartour”. Ampliate le fasce orarie di transito

Per due mesi e mezzo, dal 5 novembre al 26 gennaio scorsi, è stata invasione di tir in città, come ai vecchi tempi. La chiusura del porto di Tremestieri, a causa dell’ennesimo insabbiamento, ha fatto sì che tutti i mezzi pesanti in attraversamento sullo Stretto si riversassero in centro, con i soliti conseguenti danni in termini ambientali, di aumento del traffico e di pericoli.

Da una ventina di giorni, una volta riaperte le invasature dell’approdo a sud, si respira nuovamente. Domani, a dirla tutta, per 12 ore, dalle 11 alle 23, si tornerà a patire il traffico pesante a causa dello sciopero dei lavoratori della Terminal Tremestieri, la società che gestisce il porto e che non ha ancora svelato le proprie intenzioni in merito alla partecipazione al nuovo bando di concessione, con scadenza a fine marzo.

Vertenza in corso a parte, però, tutti i mezzi pesanti sulle tratte Messina-Villa e Messina-Reggio sono obbligati ad utilizzare il porto di Tremestieri. Chi si serve della rada San Francesco o del porto storico incorre in una sanzione da 85 euro, che si riduce a 58 euro se pagata entro cinque giorni dalla notifica.

Risolto, almeno per il momento, il problema riguardo ai tir che viaggiano tra Sicilia e Calabria, resta da affrontare la questione relativa a chi si muove da e verso Salerno, con le navi Cartour. Per loro, in attesa dell’ampliamento del porto di Tremestieri, il passaggio in centro città è obbligato. Non per questo dev’essere privo di regole.

Ecco perché l’amministrazione comunale “ritiene necessario formalizzare un più pregnante indirizzo politico per contrastare il traffico indiscriminato dei tir”.

Con una nuova delibera, la numero 105 del 12 febbraio 2015, la giunta Accorinti ha dato mandato al Dipartimento Mobilità Urbana “di adottare un apposito provvedimento dirigenziale che dia attuazione, con la massima urgenza, e preferibilmente entro il 16 febbraio, al predetto indirizzo politico, armonizzandolo con l’attuale vigente regolamentazione della circolazione stradale e tenendo conto della necessità di rendere possibile nell’arco orario tra le 7 e le 21 la circolazione dei tir in una fascia oraria in cui la viabilità risulta meno intensa e di inserire il provvedimento nell’aggiornamento del Piano generale del traffico urbano”.

Seguendo queste indicazioni, il dirigente del Dipartimento Mobilità Urbana, Mario Pizzino, ha firmato una modifica all'ordinanza 428/2014. La nuova ordinanza, la 101/2015, prevede una nuova "finestra" per il passaggio dei tir su via La Farina e viale Europa, che sarà consentito dalle ore 14 alle ore 17 in tutt'e due le direzioni. Si ampliano, dunque, le fasce orarie. Non più solo un'ora in una direzione e due ore nell'altra, ma tre ore in entrambi i casi.

Rendere meno pericoloso ed invasivo possibile il passaggio dei tir in centro città è sempre stato il pensiero della giunta Accorinti che, con delibera numero 546 dell’11 luglio 2014, aveva vietato il passaggio dei tir da e verso la Cartour, nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 21. Transito consentito, in pratica, solo nelle ore notturne, in modo da liberare totalmente il centro città almeno di giorno.

A quella delibera, seguì l’ordinanza dirigenziale 428/2014 del 16 luglio, che prevedeva l’applicazione del divieto a partire dal 21 luglio. Durò appena tre giorni, col sindaco Accorinti in prima linea sul cavalcavia a “fermare” i tir. Già il 24 luglio l’ordinanza veniva sospesa in seguito alla decisione del Tar, presa anche sulla base di una nota del prefetto Stefano Trotta, che aveva valutato “non particolarmente problematico il transito giornaliero di soli 40 tir”.

Una decisione – secondo il sindaco – che “non teneva conto della finalità dei primari diritti e dell’incolumità cittadina che non poteva essere garantita”. Il Comune spiegava che, in realtà, il passaggio di 40 tir al giorno era tutt’altro che trascurabile, anche perché il problema era rappresentato dai picchi in coincidenza di imbarco e sbarco, che influiscono sul traffico cittadino e rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità. Oltre ai 40 tir, poi, le navi caricano e scaricano anche i mezzi leggeri. La media di 40 tir giornalieri fu calcolata pure dalla Capitaneria di Porto, in un periodo compreso tra il 1. e il 10 agosto, considerando anche due domeniche e un lunedì mattina in cui il traffico pesante è bassissimo, a causa del divieto di circolazione nei weekend. Per ogni mezzo sulla nave, poi, viene indicata la lunghezza e la somma totale. L’8 agosto, ad esempio, sbarcarono mezzi per una lunghezza complessiva di 1 chilometro e 435 metri, di cui 944 metri di mezzi commerciali. E se si considera che la distanza tra l’incrocio con via Tommaso Cannizzaro e quello col viale Europa, in via La Farina, è di circa 1 chilometro, si ha un quadro più chiaro della situazione.

Nasce sulla base di questi dati un’altra ordinanza, la numero 159 del 25 agosto 2014, in vigore provvisoriamente dal 28 agosto al 30 settembre, in attesa della nuova decisione del Tar. Venne prevista una “finestra” di percorribilità per i tir dalle 14 alle 15 in fase di sbarco e dalle 15 alle 17 in fase di imbarco. Il 24 settembre, il Tar, in attesa delle disposizioni definitive da adottare nella successiva seduta del 2015, non ha prorogato la sospensione dell’ordinanza 428/2014, per cui la stessa risultava ad oggi in vigore. E se nel periodo di chiusura del porto di Tremestieri non ha avuto l’efficacia sperata, ora torna invece più attuale che mai.

La “lotta” ai tir, insomma, prosegue senza esclusione di colpi. Quello finale potrà essere rappresentato solo dalla costruzione delle nuove invasature a Tremestieri. A proposito, su questo fronte si attende ancora la conferma dei finanziamenti prima di poter finalmente approvare il progetto definitivo. Un’impasse, l’ennesima, che rischia di vanificare gli sforzi fatti per liberare finalmente la città dalla schiavitù dei mezzi pesanti.

ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE 10.30

(Marco Ipsale)