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Milleproroghe, stabilizzazioni precari a Tortorici e Sant’Agata. Cisl: “Fare presto”

Arriva una boccata di ossigeno per i dipendenti precari dei comuni nebroidei di Sant’Agata e Tortorici che al 31 dicembre 2023 non avevano potuto procedere alla stabilizzazione. Stessa apertura al medesimo personale in servizio a Librizzi e Villafranca Tirrena. La Cisl ha quindi scritto a tutti e quattro i comuni chiedendo che procedano secondo le procedure del decreto conversione del Milleproroghe.

Dopo mesi di apprensione la legge di conversione del “Milleproroghe” prevede che gli enti locali della Regione siciliana possano stabilizzare i lavoratori inseriti nell’elenco di cui alla legge della Regione Sicilia n. 5/2014 che risultino in servizio presso l’amministrazione che procede all’assunzione o, in caso di amministrazioni comunali che esercitino funzioni in forma associata, anche presso le amministrazioni con servizi associati; reclutati a tempo determinato, in relazione alle medesime attività svolte, con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione; che abbiano maturato, al 31 dicembre 2022, alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

“La stabilizzazione, anche con contratto a tempo parziale – spiega il segretario generale della Cisl Fp Messina – è autorizzata fino al 31 dicembre 2024 in qualità di sovrannumerari anche in deroga alla dotazione organica, al piano di fabbisogno del personale e ai vincoli assunzionali vigenti, a valere su risorse stanziate dalla Regione Sicilia. Per questo, superato il vincolo normativo della dotazione organica rideterminata per gli Enti Locali utilizzatori (in dissesto e pre-dissesto), invitiamo gli enti locali che ancora non hanno provveduto, a sfruttare l’ultima occasione concessa per stabilizzare tutto il personale ex contrattista ed evitare di disperdere le professionalità acquisite, come si è rischiato lo scorso anno, quando, allo scadere del contratti in essere (31/12/2023), nessuna normativa ne autorizzava più la proroga tanto che gli Enti sono stati costretti a prorogare i contratti con “ordinanze sindacali contingibili ed urgenti” per assicurare i servizi pubblici essenziali.”