cronaca

Morte in cantiere a Messina, 2 a processo per il caso Marchetta

MESSINA – Sarà il processo a stabilire se ci sono responsabilità, e a carico di chi, per la morte di Salvatore Marchetta. Il giudice Fabio Pagana ha infatti chiuso il vaglio preliminare delle accuse disponendo il rinvio a giudizio di entrambi gli indagati. Per loro il dibattimento inizierà il prossimo ottobre davanti al giudice monocratico.

Per la procura la morte dell’operaio è infatti legata all’organizzazione del cantiere e al mancato rispetto delle norme di sicurezza. Queste le due ipotesi di reato collegate al decesso di Marchetta, caduto mentre collocava le zanzariere in una palazzina in ristrutturazione, nel villaggio Pace.

Omicidio colposo e mancato rispetto delle norme di sicurezza i reati contestati a Maurizio Traina, titolare dell’impresa appaltatrice, ed al responsabile della sicurezza Antonio Mencaroni, difesi dagli avvocati Nino Cacia e Giovanbattista Freni.

“Il signor Traina è documentalmente estraneo alle contestazioni mosse. Aveva già concluso l’attività di cantiere all’interno dell’immobile, del quale peraltro non aveva più la disponibilità delle chiavi. Non può rimproverarsi la cooperazione colposa nella causazione dell’evento atteso il rilievo – a tacere di ogni altro connesso profilo – che il povero Marchetta era in forza ad altra ditta”, commenta l’avvocato Cacia (in foto).

Gli accertamenti hanno infatti escluso il malore e riconducono la caduta del 49enne dal secondo piano all’assenza di dispositivi di sicurezza preventivi delle cadute dall’alto appunto, che i responsabili del cantiere avrebbero tolto prima della fine lavori.

Marchetta era diventato nonno da pochissimo. Quel maledetto pomeriggio stava montando una zanzariera. Una operazione semplice, in teoria. L’ultima della sua esistenza.