Cgil, pm chiede archiviazione del caso firma assegni

Le indagini non hanno permesso di stabilire con certezza di chi è la firma sull'assegno contestato, e comunque l'attribuzione certa peserebbe relativamente nel processo già in corso, che riguarda la ricettazione dell'assegno stesso. É questa sostanzialmente la conclusione alla quale giunge il pm Fabrizio Monaco, che così ha chiesto l'archiviazione per il segretario della Cgil Lillo Oceano, indagato per falsa testimonianza e calunnia, e dell'allora amministratrice del sindacato, Alma Bianco, indagata per autocalunnia.

Una richiesta di archiviazione che, se accolta, mettere la parola fine allo scontro tra i due, almeno per quel che riguarda questo versante degli accertamenti giudiziari. Che la polemica è tutt'altro che conclusa, invece, lo dimostrano le dichiarazioni del segretario Oceano, diffuse subito dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati anche per calunnia, e la controreplica del legale della Bianco, l'avvocato Bonni Candido. Riportiamo di seguito entrambi.

"La denuncia la rappresentazione parziale e superata dei fatti. In merito alla vicenda, infatti, il Pm Fabrizio Monaco ha già concluso tutte le indagini e, in data 20 gennaio 2014, ha chiesto l’archiviazione del procedimento e quindi delle ipotesi accusatorie di calunnia e falsa testimonianza nei confronti del segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano – spiega il comunicato del sindacato – È pertanto scorretta e fuorviante la diffusione di notizie incomplete che “tralasciano” di riferire la richiesta di archiviazione del Pm. Altrettanto fuorviante è confondere questa vicenda con il processo penale a carico della ex contabile di alcune categorie della Cgil avviato già da alcuni mesi. I processi non sono quelli che si vorrebbero veicolare mediaticamente ai danni della Cgil e dei suoi rappresentanti, ma quelli che si svolgono nelle aule dei tribunali come quello in fase dibattimentale in corso di svolgimento presso la prima sezione del tribunale penale di Messina che vede imputati esclusivamente la ex contabile della Cgil di Messina Alma Bianco per falso e, con il consorte Carmelo Aliberto, per appropriazione indebita aggravata per una somma di oltre 150mila euro. Processo del quale si sono già svolte diverse udienze nelle quali i testi sin qui sentiti hanno confermato le accuse che, su denuncia della Cgil, la Procura ha considerato fondate e ha mosso alla Bianco e al marito rinviandoli a giudizio. Nei primi mesi del 2010, la signora Alma Bianco venne licenziata e denunciata all’Autorità Giudiziaria perché ritenuta responsabile dell’appropriazione di ingenti somme del sindacato stornate a favore proprio e del marito, Carmelo Aliberto, titolare di un esercizio commerciale di Messina. La Bianco per questa vicenda era stata denunciata oltre che da Oceano anche dai sette Segretari generali delle Categorie della Cgil di Messina di cui gestiva i conti per essersi appropriata di oltre 150 mila euro disponendo illecitamente numerosi bonifici dai conti correnti del sindacato verso il proprio conto personale, falsificando le firme di ben undici persone e incassando personalmente numerosi assegni per importi consistenti. In tale processo per gli ammanchi alla Cgil, la Bianco e l’Aliberto sono gli unici imputati e i segretari della Cgil e delle categorie rappresentano le parti offese e si sono costituiti parti civili".

L'avvocato Bonni Candido, difensore della Bianco, ha precisato: "In calce alla denunzia (dell’1/2/13) nei confronti di Oceano per il reato di calunnia la mia cliente ha espressamente richiesto ai sensi dell’art. 408 cpp di essere avvisata in caso di richiesta di archiviazione. Ad oggi alla Sig.ra Bianco tale richiesta non è stata notificata mentre la mia assistita è in possesso di attestazione del 12/2/14 dalla quale risulta l’iscrizione per tale titolo di reato a carico di Oceano senza alcuna annotazione in merito alla richiesta di archiviazione cui si fa oggi riferimento nei comunicati stampa della Cgil che avrà, certamente, verificato l’informazione. Resta, comunque, il diritto della mia cliente, se e quando dovesse ricevere una richiesta di archiviazione, di proporre la relativa opposizione."

(Alessandra Serio)