Provincia

Nuovamente deserta la trattativa per il servizio di trasporto. Fp Cgil: “Intervenga prefettura”

Ancora un nulla di fatto per il servizio di trasporto nelle zone tirreniche e nebroidee. Ieri si sarebbe dovuta tenere la seduta della procedura privata per l’assegnazione del servizio, 65 le ditte invitate a partecipare, ma ancora una volta nessuna offerta. Sulla questione interviene la Fp Cgil, che auspica l’intervento della prefettura affinché venga posto fine a questa situazione di stallo.

“Ancora una volta un nulla fatto –dichiarano Il segretario generale della Fp Cgil Fucile e la segretaria provinciale, De Pasquale –Sebbene fossero state invitate a partecipare 65 ditte, non deve stranire che ancora una volta la trattativa sia andata deserta, per due diversi motivi. Il primo è che, considerando che l’anno scolastico volge orami al termine, è difficile trovare ditte disponibili o che eventualmente possano facilmente noleggiare i mezzi. La seconda questione, invece, è relativa al fatto che mantenendo i medesimi costi, gli stessi che erano stati previsti nel bando andato poi deserto, era normale che le successive procedure andassero deserte”.

Il sindacato interviene poi sulla questione lavorativa, sottolineando alcune delle criticità emerse. “Tale situazione –dichiarano ancora i portavoce di Fp Cgil- oltre rivelarsi disastrosa sotto il profilo dell’utenza, sta determinando non poche difficoltà anche sotto il profilo occupazionale. Tanti, infatti, i lavoratori impiegati nel servizio in questione, per un totale di 120 utenti da trasportare, che ad oggi sono rimasti fuori del circuito del lavoro con gravissime ripercussioni su un territorio già fortemente debilitato in termini di occupazione”.

Ad essere maggiormente danneggiati, sottolinea il sindacato, sono tuttavia gli studenti disabili. “Mancando gli utenti, infatti, che risultano appunto intrasportabili perché molti di essi si muovono solo in sedia a rotelle e il trasporto deve essere quindi necessariamente essere fatto con mezzi adeguati –aggiungono Fucile e De Pasquale– i suddetti lavoratori asacom sono sprovvisti dei loro ragazzi e, di conseguenza, perdono numerose ore lavorative che probabilmente non riusciranno a recuperare. Trattandosi, infatti, di servizio ad personam, la giornata lavorativa è strettamente legata alla presenza dell’utente. E sì possibile effettuare sostituzioni, ma il numero di quest’ultime non riuscirà mai a coprire l’intero monte ore perso”.

L’invito è dunque rivolto alla prefettura, alla quale si richiede la convocazione di un tavolo di confronto sulla questione.