Il Pd di Messina ricomincia da zero. Il commissario Carbone: “Azzerati assemblea e circoli”

Il Pd di Messina ricomincia da zero. Zero circoli, zero assemblea, zero tessere.

Puntualissimo all’appuntamento con i giornalisti il commissario del Pd dello Stretto, Ernesto Carbone, deputato, calabrese, ha annunciato con poche parole i primi passi da fare subito: “Parto dall’anagrafe che risulta a Roma, 62 circoli, zero tessere. Il primo passo da fare è azzerare tutto- spiega- Quindi azzeramento dell’Assemblea e dei coordinamenti, azzeramento dei circoli. Ci sarà una sola sede e deve essere aperta a tutti. Da subito iniziamo con i tesseramenti per il 2015 con un solo criterio: una persona, una tessera. Basta con i signori delle tessere e non mi riferisco solo a Messina chiaramente, ma il criterio del tesseramento sarà rigido e vigileremo. Credo nelle primarie e nei congressi ma quelli veri, non quelli in mano ai signori delle tessere. Nelle prossime settimane incontrerò i consiglieri, gli eletti, l’amministrazione comunale, sarò anche in provincia, per farmi un’idea. Ma una premessa deve essere chiara: sono contrario ai commissariamenti eterni”.

Se sul piano degli azzeramenti il commissario è stato netto, non altrettanto lo è stato per la situazione del Partito a Messina, ha dosato col bilancino ogni parola al punto da apparire quasi all’oscuro delle macerie e delle guerre che hanno letteralmente ridotto in cenere il Pd. Escludendo che un commissario approdi in riva allo Stretto ignorando che è rimasta solo la bandiera, che le amministrative del 2013 sono state un bagno di sangue, che l’arresto di Francantonio Genovese e l’inchiesta sui corsi d’oro non sono mai stati “metabolizzati” e superati, che la base se ne è andata da un pezzo, che il partito è diventato il partito degli eletti, autoreferenziale e sempre più lontano dal territorio, che i consiglieri comunali vanno ognuno per conto proprio, che non c’è leadership, che non c’è stata una linea unitaria dalle unioni civili all’isola pedonale passando per la lotta ai tir, che non c’è dibattito, che non ci sono più giovani, che c’è uno scontro sotterraneo per il controllo della struttura, che dal 2013 non c’è un segretario cittadino, che nei 2 anni e mezzo trascorsi il Pd è stato paralizzato da logiche anti-democratiche, dunque escludendo che Carbone arrivi in città ignorando tutto questo, è più probabile che abbia preferito non entrare a gamba tesa e procedere, da ex Popolare ed ex Margherita, per gradi.

“Non ho ancora incontrato l’ex segretario provinciale Basilio Ridolfo, ma conto di farlo. Voglio puntare al coinvolgimento dei giovani, che spero d’incontrare al più presto. Saranno organizzati tre eventi: uno con la Telecom per la banda larga, uno sul turismo ed uno, che stiamo concordando con D’Alia sul dissesto del territorio”.

Probabilmente più che di banda larga e di un convegno con l’Udc D’Alia, il Pd di Messina chiede di ricominciare ad affrontare i temi che riguardano non solo il partito, ma la città, a partire da quell’analisi della sconfitta del 2013 che non è mai stata fatta, nonché dei rapporti con l’amministrazione Accorinti, affidati finora alle singole posizioni dei consiglieri (peraltro mutevoli e ambigue), o della mozione di sfiducia, del Piano di riequilibrio, del dissesto, della Città Metropolitana, e di una linea unitaria almeno su una delle tante problematiche.

“Nelle prossime settimane incontrerò tutti per valutare la situazione. Quanto alle vicende relative all’amministrazione comunale parlerò con i consiglieri, con gli eletti, con il sindaco. Mi farò un’idea e deciderò. Su di una cosa potrete star certi, non ci sarà più scollamento tra ciò che il Pd dirà e le posizioni dei consiglieri, l’obiettivo è ridare un’idea unitaria al partito”. Carbone vuol operare su due piani, uno verso l’esterno, con i dibattiti sulle tematiche ed uno interno, con gli incontri e il riavvio della macchina che porterà ai Congressi in breve tempo.

Sul caso Nicola Cucinotta il commissario è cauto: “Ho letto il post e da uomo di Pd sono rimasto colpito, anche a me ha fatto impressione. Ma sono contrario a drammatizzare. In ogni caso c’è, per quel che ho compreso, un provvedimento preso dal segretario regionale”.

Infine, alla domanda su quale reazione potrebbe avere nel caso in cui Francantonio Genovese chiedesse la tessera del Pd risponde: “Valuteremo, comunque deciderei da solo e mi assumerei la responsabilità di quella decisione”.

A far da vice commissario sarà il deputato Ferdinando Ajello. Nel lasciare Messina Carbone ha annunciato che tra 10 giorni conterà di tornare. Probabilmente sarà quella l’ora X per la resa dei conti tra le anime del partito che si ritroveranno ai nastri di partenza per la guerra delle tessere. Stavolta però, in campo, ci sarà un arbitro. Più che probabile che non saranno raggiunte quelle vette che portarono alle cifre delle primarie per le Politiche del dicembre 2012 e che finirono sulla stampa nazionale.

Rosaria Brancato