Cronaca

Omicidio Rizzo. Dopo 20 anni arrestati due barcellonesi

Era il 1999, sono trascorsi vent’anni. Giovanni Rao, capo della mafia barcellonese, ordinò a Basilio Condipodero di uccidere il commerciante ed autotrasportatore 28enne Carmelo Martino Rizzo. Ordine eseguito il 4 maggio 1999 a Lauria (Potenza), su una piazzola di sosta dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria, dove Rizzo Martino era fermo all’interno del suo camion.

Insieme a Condipodero, anche Stefano Genovese, allora 25enne e oggi 45enne, già condannato a 27 anni di detenzione dalla Corte d’Assise di Potenza e tutt’ora detenuto per questo delitto.

L’omicidio era diretto ad affermare la cosca mafiosa di Barcellona per punire la vittima che, secondo i mandanti, era responsabile del furto di un escavatore di proprietà di una ditta “protetta” dalla mafia, perché pagava estorsione.

Dopo le indagini dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza e condotte dalla Questura di Potenza, il Tribunale del Riesame di Potenza ha emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere, confermate in Cassazione, per Condipodero e Rao, entrambi di Barcellona, che oggi hanno rispettivamente 45 e 58 anni, ritenuti responsabili dei delitti di omicidio
volontario, detenzione e porto di armi da fuoco, aggravati sia per metodo che per agevolazione dall’associazione mafiosa.