Cultura

“Opera Prima” di Marta Cutugno: mostra d’arte da ascoltare. FOTO

Bastano due auricolari e un lettore qrcode per intraprendere un viaggio multisensoriale. È il risultato raggiunto da “Opera Prima”, la mostra personale di Marta Cutugno, curata da Laura Faranda, nello studio Cocco Arte Contemporanea. Dal 6 novembre al 4 dicembre, il martedì, giovedì e il sabato, dalle ore 18 alle ore 20. 

Quadri da ascoltare

Una mostra di quadri da ascoltare. E, come dice la loro creatrice, non solo con le orecchie. Le opere di Marta Cutugno danno vita ad una vera e propria “mostra performativa”.

Ciascuna opera pittorica, infatti, è dedicata ad un opera lirica (16 le opere protagoniste, tra le quali Cavalleria Rusticana, Turandot, Carmen, Otello, Pagliacci) ed è perciò accompagnata da una serie di ascolti, un montaggio musicale delle celebri arie d’opera insieme a testi registrati da Cutugno.
Per poter fruire di questo spettacolo è sufficiente, soltanto, un lettore qrcode. Cullati dalle melodie si viaggia in questo percorso fatto di colori ed emozioni.

L’omaggio alla Lirica

“Opera prima” vuole essere, infatti, un omaggio al teatro che tanto ha sofferto ed è stato colpito da questa pandemia e, in particolare, all’Opera Lirica. Un omaggio speciale per farla sentire più vicina, per avvicinarsene in maniera diversa, immediata, diretta e tangibile, in un percorso in cui arte e musica dialogano in questo confronto continuo sapientemente realizzato dall’artista, nel quale allo spettatore non resta che immergersi totalmente, diventando lui stesso protagonista.

Questo è, infatti, l’obiettivo della sua creatrice: raccontare il suo grande amore per l’Opera Lirica, non con un pianoforte stavolta ma con un pennello; far vivere tra le sue immagini, senza regole, ma solo con le emozioni, Canio dei Pagliacci, Gianni Schicchi, Otello e Desdemona, Turandot, Carmen; offrire una chiave di letture sulle loro vite, dei punti di domanda, la voglia di conoscerli meglio.

“Opera prima”, con le sue opere di pittura e pittoscultura, è davvero performativa, perché non è una semplice mostra d’arte ma un’esperienza sensoriale ed emotiva da non perdere.