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Operazione “chiarezza” Tari. Il Comune di Messina vuole trovare chi non paga

MESSINA – “Pagare tutti per pagare meno”. Di fatto è questo il mantra che il Comune tenterà di applicare sulla tariffa Tari, attraverso un nuovo portale che permetterà di aggiornare la banca dati degli immobili per trovare chi non paga la tassa sui rifiuti e ricalcolare i costi della raccolta differenziata su tutti i cittadini. Ci sarà un questionario per migliaia di messinesi per aggiornare la situazione catastale.

“Banca dati unica, così la Tari diminuirà”

Il primo cittadino Federico Basile, con al fianco il direttore generale Salvo Puccio e l’assessore Roberto Cicala, l’ha chiamata “operazione chiarezza”: “La Tari è un argomento già affrontato. Il problema è l’aumento della tariffa. Oggi vogliamo approntare il ragionamento dell’Imu alla Tari. Il problema però è chiaro: non è una caccia alle streghe ma non possiamo tollerare chi tende a omettere la propria posizione. Lo studio serve a individuare i sistemi e i criteri per creare un’azione sinergica per trovare ciò che non è ancora emerso. È impensabile che ci siano proprietari di immobili non registrati alla Tari o chi ha tre case e ne registra una. Se la tariffa è aumentata così tanto non dipende dall’ente, anzi riusciremo ad abbassarla allineando il dato su tutti i cittadini. Lo studio serve a questo: far emergere queste situazioni. Tutto partirà dalla banca dati su una piattaforma unica, con cui vogliamo stanare chi non paga ma soprattutto far abbassare la Tari. Unico modo è trovare i famosi furbetti che scaricano la spazzatura in diverse parti della città. L’obiettivo è importante ma dobbiamo raggiungerlo. Questa stagione non è una caccia alle streghe, pagare è rispetto anche verso gli altri concittadini. Sarà una strada impegnativa. Abbiamo un divario di circa 50 mila unità immobiliari che potrebbero far scendere la tariffa a valori inferiore al 2018. Per 3 persone in 90 metri quadri oggi si pagano 448 euro, l’idea è di scendere a 310 o 320 euro, a livello del 2018. Perché oggi? Perché abbiamo le condizioni grazie al lavoro fatto dal 2019 e a questa banca dati unica. Riusciremo ad avere una tariffa media più bassa che ci consentirà di spalmare il costo a tutti i cittadini. È chiaro che ci sarà una resistenza – conclude Basile – ma noi andremo avanti. Se mando il questionario e non ricevo risposta per me è già un campanello d’allarme. I soggetti sono tanti e l’operazione va seguita passo passo”.

Nuovi servizi

Prende la parola, poi, il direttore generale Salvo Puccio: “Senza raccolta differenziata avremmo 20 milioni in più sul pef e la Tari sarebbe non di 440 euro ma 650. Noi puntiamo a scendere, grazie ai servizi che metteremo in pratica. La cittadinanza avrà nuovi servizi di desk e di interfaccia. Vogliamo pulire la banca dati, tanti non sanno che molti possono avere riduzioni della Tari semplicemente sistemando i loro dati di base. Sfrutteremo gli uffici e gli sportelli nelle circoscrizioni, che saranno presidi importanti per noi”.

70mila immobili in presenti in banca dati Tari

E infine l’assessore Roberto Cicala, fulcro dell’intera attività: “Lo studio analizza ogni criticità della banca dati, tra utenze domestiche e non. Mancano migliaia di famiglie che non risultano. Abbiamo analizzato che per circa 8mila famiglie non esiste una posizione Tari. Il Comune deve sempre sapere chi paga correttamente la tariffa in un immobile. Il problema è la corretta ripartizione, senza di essa non si potrà mai far scendere il costo della Tari. Ad oggi gli immobili sono la banca dati migliore. Partiremo da qui è ci accorgiamo che su quasi 200 mila immobili, in banca dati ne abbiamo 65 mila dichiarati correttamente, ma ne abbiamo anche più di 70 mila non presenti in banca dati Tari. A noi interessa capire chi detiene, chi è l’inquilino, che nuclei familiari. Faremo un portale entro questo mese con accesso tramite spid e lì ognuno potrà vedere il proprio stato, correggere i dati e dichiarare immobili eventuali non segnalati. Così aggiorneremo la banca dati il più possibile. Con il nostro studio abbiamo visto che seguendo questa strada potremo abbassare ancora la tariffa sulla media nazionale. Uno dei punti principali sarà anche dichiarare bene quanti immobili sono domestici e quanti non domestici. Con questo calcolo oggettivo ripartiremo il dato in maniera migliore. Sarà una vera rivoluzione della tariffa già dal prossimo mese. La base di tutto è questa: partiremo dagli immobili, non dai singoli utenti”.

Quando si partirà? “A fine mese faremo i test, dopo Pasqua dovremmo farcela. Puntiamo molto sull’auto-dichiarazione” – conclude Cicala.

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