Sfida Spaziale: una messinese ed il suo Team conquistano il podio

Messinese, ex studentessa del Liceo Scientifico Seguenza, attualmente iscritta alla Facoltà di Ingegneria Aerospaziale di Roma e membro del team Green On The Red Planet.

Damiana Catanoso ha soli 20 anni ma, senza alcun dubbio, è già meritevole di esser definita “orgoglio nostrano”.

La Sicilia è sempre stata patria di talenti ed eccellenze intellettuali, di storia e cultura, di arte e poesia. E’ sempre stata terra natia di giovani promesse che talvolta hanno regalato grande impulso a questa isola ma che, troppo spesso, sono state costrette ad allontanarsi per poter trovare fortuna altrove.

Damiana è nata a Messina, ma studia a Roma, ed il suo settore è quello puramente aerospaziale.

La storia che ci racconta è una di quelle storie che ha il sapore di orgoglio nazionale, quell’orgoglio che l’Italia ha il dovere di diffondere ed applaudire.

Ogni anno, la NASA (National Aeronautics and Space Administration), insieme all’ESA (European Space Agency) ed insieme ad altre istituzioni, organizza gli International Space Apps Challenge (http://spaceappschallenge.org).

Ogni anno viene scelta una località diversa in cui far svolgere la sfida planetaria e, per il 2013, Roma è stata la Capitale prescelta.

Il 20 ed il 21 Aprile l’italianissima città ha difatti ospitato team provenienti da ogni parte del mondo, pronti ad esporre e far gareggiare il loro progetto.

Anche il Green On The Red Planet, di cui Damiana è membro, ha presentato il suo lavoro, distinguendosi per originalità ed impegno nell’intero ambito nazionale, ottenendo il primo posto.

Abbiamo incentrato il nostro lavoro sulla categoria Deployable Greenhouse – ha spiegato Damiana – ovvero la progettazione di un modulo contenente una serra ripiegabile autosostenibile da inviare su Marte in previsione del futuro mantenimento di quattro astronauti, chiaramente tenendo in considerazione l'ambiente ostile del Pianeta Rosso. Il progetto prevede una previa acuta analisi di quelle che sono le condizioni ambientali e, sulla base di queste, l'elaborazione di innovative soluzioni per i problemi del sostentamento energetico, delle modalità di coltivazione, manutenzione e raccolto, totalmente automatizzate, della pressurizzazione e del mantenimento costante della composizione dell’aria, e dell'aspetto burocratico e legislativo che molte volte viene trascurato ma risulta di fondamentale importanza”.

Una sfida notevole, considerando che il tempo a disposizione per la stesura e la presentazione del progetto si è dovuto svolgere entro il tempo minimo previsto dalle regole, ossia due giorni.

48 ore intensissime, fatte di colloqui via Skype, ideazioni e confronti, nonché di un continuo aggiornamento social dei vari progressi compiuti.

“Imitando le grandi squadre di ingegneri della Nasa – ha spiegato Damiana – ci siamo prodigati di tener continuamente aggiornato il web, attraverso la nostra pagina Facebook (https://www.facebook.com/GreenOnTheRedPlanet?fref=ts) e Twitter (https://twitter.com/Green_RedPlanet), fino al risultato finale”.

Risultato che, dopo mesi di attesa, è finalmente giunto: il team rappresentante l’Italia, dopo ardue selezioni ed insinuabili giudizi della Nasa, si è classificato al secondo posto nella competizione mondiale della categoria Deployable Greenhouse.

“Come premio – ha ancora spiegato la messinese – i membri dei Team vincitori sono stati ufficialmente invitati dalla NASA, e quindi dal governo statunitense, ad assistere al lancio del prossimo modulo marziano MAVEN che avverrà il 18 novembre 2013 presso il Kennedy Space Center in Florida”.

Due membri del gruppo hanno altresì avuto l’onore di veder riconosciuto il loro eccellente lavoro da una delle maggiori personalità dell’intera NASA, Nagin Cox.

Un orgoglio, un motivo di vanto, un’Italia giovane che conquista il suo posto meritevole nel mondo.

Eppure la certezza che il “patriottismo italianissimo” tenda ancora a rivelarsi solo in determinati ambiti sportivi è sempre presente e confermata.

“Le Nazioni e i rispettivi governi dei Paesi dei membri del team non italiani – ha spiegato infine Damiana – hanno accolto con orgoglio la notizia, dimostrando in modo più o meno diverso la propria stima nei nostri confronti…ad eccezione dell'Italia! A parte la pubblicazione della notizia nel sito della facoltà di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza, tutta l'Italia è all'oscuro della notizia”.

Da adesso, non più.

Veronica Crocitti