Free Tibet ma non free Palestina. Comunisti attaccano Accorinti

Non è passato molto da quel 7 agosto 2014 quando il Partito dei Comunisti Italiani, con lettera protocollata dall’Ufficio Comunicazioni del Comune di Messina, chiedeva alla Giunta Comunale un atto ufficiale di condanna al genocidio palestinese.

Nell’istanza, il Pdci, ritenendo che la forte pressione militarista esercitata dalle multinazionali delle armi spinge sempre più verso guerre con conseguente corsa agli armamenti e con una notevole sottrazione di grandi risorse per le necessità fondamentali dei popoli, faceva appello alla coscienza pacifista e non violenta del Sindaco Renato Accorinti e lo invitava ad un gesto simbolico che potesse evidenziare il suo impegno per una politica di pace e di solidarietà verso chi, quotidianamente, subisce violenza e morte e continue stragi di donne e bambini.

La Giunta comunale si faccia “promotrice di un intervento scritto rivolto al Ministero degli Esteri affinché si impegni per una politica di pace e di solidarietà con il popolo palestinese” e, nel contempo, esponga “la bandiera della pace, a fianco di quella italiana ed europea, sul Municipio” recitava la missiva alla quale, finora, non è giunta alcuna pronuncia né ufficiale, né ufficiosa.

“Ai cittadini va sempre data una risposta, sia positiva che negativa” – dice Antonio Bertuccelli, segretario provinciale del Pdci di Messina -. “Registrarne l’omissione non depone assolutamente bene per un’amministrazione eletta anche con i nostri voti. L’assordante silenzio da parte del Sindaco e della sua Giunta” continua il segretario comunista ” è un chiaro segnale dell’accettazione passiva di fatti di gravità inaudita e lascia legittimi gli interrogativi sul tema che questo partito si pone da tempo, proprio da quando regalò al sindaco Accorinti una maglietta con la scritta “Free Palestine” da alternare alla sua “Free Tibet” mai indossata: è un pacifismo che va solo in una direzione? E’ solo gossip?”

Eleonora Villari