26 e 27 aprile “Insulti al pubblico (una commedia molto divertente)” al teatro Beniamino Joppolo

Il 26 e 27 aprile alle 21:00, al Teatro Comunale Beniamino Joppolo di Patti, andrà in scena Insulti al pubblico (una commedia molto divertente), con le coreografie di Patrizia Bellitti e la regia di Stefano Molica.
L’insulto come gioco, l’insulto come provocazione divertente e divertita.
Tratto da due testi diversissimi eppure simili fra loro, Dio di Woody Allen e appunto Insulti al pubblico di Peter Handke, questo spettacolo diventa una sorta di manifesto teatrale che mette in discussione i principi e le convenzioni del teatro tradizionale, tentando di divertire, emozionare e coinvolgere gli spettatori in prima persona. La contaminazione fra Danza e Teatro, costituisce il valore aggiunto di una messinscena che mette al centro il pubblico, le sue aspettative e il suo ruolo attivo.
Il discorso sul corpo è centrale nello spettacolo e lo spettacolo del corpo in scena è proprio la Danza. Il corpo degli attori e quello delle danzatrici diventano un tutt’uno dall’inizio dello spettacolo. Naturalmente questa identità non è piena, non è totale, ma è come se la Danza sublimasse il gesto teatrale e lo portasse ad un altro livello, più alto, più intuitivo, più musicale, più indiretto.
«Patrizia Bellitti e io abbiamo scelto di mettere in scena questo spettacolo- afferma il regista Stefano Molica – perché sembra importante in questo particolare momento riflettere sul ruolo del pubblico a Patti».
Infatti, finalmente Patti ha il suo Teatro e la sua stagione teatrale, il movimento teatrale sta crescendo, ci sono molti giovani e giovanissimi che si avvicinano a questo mondo e il successo dei corsi de La Macchina dei Sogni, organizzati dall’ Associazione Nuovi Teatri lo testimonia. Come del resto è una realtà ormai consolidata la GymnicaContempodanza di Patrizia Bellitti per la Danza. «Di conseguenza – continua Stefano Molica – ci sembrava giusto iniziare questa nuova fase con uno spettacolo che parlasse del rapporto fra artisti e spettatori, perché tutti insieme ci rendessimo conto che questo “patto” fra il pubblico e i teatranti è fondamentale e importante. Il Teatro senza il sostegno della gente, sia a livello economico che emotivo, non esiste. Quindi alla fine, i provocatori “insulti” del titolo non sono altro che un grande abbraccio, un atto d’amore nei confronti delle persone che ci consentono di continuare a lavorare e a fare Teatro a Patti: il pubblico».