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Il cemento selvaggio sul torrente Trapani, chieste sei condanne per il complesso La Residenza

Alessandra Serio

Il cemento selvaggio sul torrente Trapani, chieste sei condanne per il complesso La Residenza

mercoledì 06 Luglio 2016 - 22:09
Il cemento selvaggio sul torrente Trapani, chieste sei condanne per il complesso La Residenza

Il Pm Liliana Todaro ha chiesto al Tribunale di emettere sei condanne alla fine del processo sulla costruzione de La Residenza, sul Torrente Trapani. La condanna più alta, due anni, è stata sollecitata per il costruttore Giuseppe Pettina. Tre imputati potrebbero invece uscire dal processo grazie alle prescrizioni

E' alle battute finali il processo per le nove persone coinvolte in una dei tronconi di inchiesta che ha passato in rassegna la cementificazione della collina che sovrasta il torrente Trapani, ed in particolare la realizzazione del complesso “La Residenza”.

Ieri l'accusa, il Pm Liliana Todaro, ha chiesto alla Corte (presidente Samperi) una serie di condanne, e sollecitato parecchie prescrizioni. Il magistrato ha chiesto la condanna ad un anno e 8 mesi di reclusione – in continuazione con precedenti condanne – per Francesco Rando, dirigente del dipartimento Attività Edilizie e Repressione Abusivismo del Comune; 2 anni di reclusione (in continuazione) per il costruttore Giuseppe Pettina legale rappresentante della Pett. Srl; 1 anno di reclusione per Silvana Nastasi rappresentante legale della Se GI srl, ma soltanto per una delle accuse contestate, mentre la prescrizione negli altri quattro casi che le si addebbitano; 1 anno e mezzo per Franco Lo Presti, rappresentante legale della “Residenza Immobiliare”, delle imprese Coce e Costa srl, e per Nicola Biagio Grasso, rappresentante legale della Carmel srl; 10 mesi (in continuazione) per l'ingegnere Carmelo Famà del Dipartimento Attività edilizie del Comune; non doversi procede per prescrizione, infine, per Francesco Gerbasi e Grazia De Luca componenti della Commissione per la verifica delle valutazione d’incidenza e per l'agronomo Saverio Tignino.

La parola è poi passata ai difensori, che finiranno di discutere alla prossima udienza. Nel processo compaiono anche il Comune e Il WWF, ammessi quali parti civili. Il legale della sigla ambientalista, Aura Notarianni, ha depositato al Tribunale le sue conclusioni.

Proprio l’associazione ambientalista, con un esposto, aveva denunciato in Procura il sacco edilizio del Torrente Trapani e la costruzione di un complesso residenziale composto da 18 palazzine e 240 alloggi senza il rispetto delle leggi. Nel mirino, il mancato rispetto dei parametri europei, il piano paesaggistico, le autorizzazioni rilasciate.

I rilievi del WWF, insieme alle indagini della Squadra Mobile di Messina, ancor prima della Residenza si erano concentrati sul costruendo complesso Green Park, sfociando negli arresti eccellenti dell'operazione Oro Grigio.

Il magistrato titolare del caso, il PM Liliana Todaro, è a capo di una più complessa e vasta attività di indagine su abusivismo in città e provincia, e sul rispetto delle prescrizioni ambientali, che ha prodotto alcuni provvedimenti di sequestro e sollecitazioni a provvedere, inoltrate agli enti locali. E’ sua anche l’inchiesta sullo stato dei torrenti cittadini e il rischio idrogeologico in provincia.

Alessandra Serio

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2 commenti

  1. marcello mastrojanni 7 Luglio 2016 10:50

    scusate , i soldi anticipati sulla costruzione del nuovo lotto mai costruito pari alla somma di 2 assegni totale 62 mila euro si potra’ avere indietro o li ho persi del tutto ?????? desidererei sapere qualcosa in merito , anno 2008 , grazie

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  2. marcello mastrojanni 7 Luglio 2016 10:50

    scusate , i soldi anticipati sulla costruzione del nuovo lotto mai costruito pari alla somma di 2 assegni totale 62 mila euro si potra’ avere indietro o li ho persi del tutto ?????? desidererei sapere qualcosa in merito , anno 2008 , grazie

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