Consiglieri comunali di Milazzo propongono di annullare la competenza dell’Autorità Portuale di Messina sull’ambito di Milazzo. Confindustria, Cgil, Cisl e Uil Messina dicono no.

Un gruppo di consiglieri comunali mamertini hanno presentato una proposta per annullare la competenza dell’Autorità Portuale di Messina sull’ambito portuale di Milazzo.

Puntuale però è arrivato il secco no di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil Messina, che hanno definito l’iniziativa -una rivendicazione campanilistica, tanto più inopportuna in un momento nel quale è più che mai necessario un soggetto forte ed autorevole che intraprenda iniziative concrete di incremento ed espansione delle attività portuali per i prossimi anni.

“Nella delicata fase in cui abbiamo sollecitato la nostra deputazione nazionale per scongiurare la soppressione delle Autorità Portuali siciliane – commentano il presidente di Confindustria Messina Ivo Blandina ed i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil provinciali Franco Spanò, Tonino Genovese e Costantino Amato – l’idea dei consiglieri del civico consesso di Milazzo è assolutamente fuori luogo e rischia di depotenziare l’azione avviata. Le motivazioni addotte per richiedere la soppressione dell’A.P. sono inconsistenti e negano qualsiasi prospettiva di ampliamento delle attività connesse al porto. L’ormai prossimo avvio di importanti interventi di infrastrutturazione nel bacino portuale di Milazzo e le opere programmate, finanziate ed in parte già appaltate nel resto del comprensorio, costituiscono invece il segno tangibile di una grande attenzione e della concreta attività dell’Autorità Portuale. Le imprese ed i lavoratori del settore portuale di Milazzo hanno favorito questi processi con una partecipazione attiva e propositiva ai lavori del Comitato portuale-.

I quattro, alla luce di questi fatti, sia augurano una seria ed approfondita riflessione sulle gravi ripercussioni che la soppressione dell’Autorità Portuale comporterebbe per l’operatività del porto di Milazzo, invitando i firmatari della mozione a ritirarla.