Regione. Lombardo annuncia: «Pd disponibile a fare riforme»

Continuano le trattative alla Regione, dove si continua a lavorare per la formazione di un Lombardo Ter che ha tanto il sapore di corsa ad evitare le elezioni. L’ipotesi ribaltone con un governo basato sulla -piccante- maggioranza composta da Mpa, PdL Sicilia e Pd, continua ad essere la più battuta. La conferma arriva dalle parole del governatore siciliano nel corso della rubrica -Il Caffe’- in onda su Rai News 24. «Ieri sera ho registrato la disponibilita’ del Pd a fare alcune riforme: con la nuova giunta, ma soprattutto con la riorganizzazione dei dipartimenti che costituiscono l’alta burocrazia regionale in vigore dal 1 gennaio vedra’ ridefinito plasticamente il nuovo assetto».

Maggioranza debole? Inciucio? «Possiamo contare su trenta deputati regionali e chiediamo di confrontarci su un programma di leggi e riforme che portero’ in aula, e li’ verificheremo se c’e’ una maggioranza – continua il presidente della Regione. Non si tratta ne’ di ribaltoni ne’ di inciuci: la maggioranza non l’ho avuta fin dal primo momento, visto che il Pdl, per metterci in difficolta’, ha votato contro il Dpef».

Ma le parole forti Lombardo le -conserva- per la -sua- Sicilia: «Abbiamo toccato molti fili scoperti rispetto ai quali c’e’ una trasversalita’ di interessi – continua -. Esiste una collaborazione viziosa tra poteri centrali e regionali per la quale si e’ sempre autorizzato a mal governare la regione: per troppi anni si e’ speso dissennatamente e si sono assunti molti amici sottraendo risorse per lo sviluppo, salvo poi chiedere l’elemosina allo Stato. O noi liberiamo la Sicilia da tutte queste ipoteche o saremo sempre condannati a esser l’ultima ruota del carro. Il nostro dovere e’ risanare e riformare il sistema come siamo riusciti a farlo, senza bisogno di un commissario a differenza di altre regioni, sulla sanita’. Finche’ ci sono io si va avanti cosi’: portero’ in aula la riforma della semplificazione burocratica e la riorganizzazione del settore dei rifiuti e vedremo che cosa succedera’. L’alternativa e’ quella di vivacchiare e non siamo interessati a questo scenario».

Ma arriva anche una critica/autocritica alla classe dirigente siciliana, che non ha privilegiato gli interessi dall’Isola: «Si tratta di persone che hanno preferito prendere ordini da Roma pur di continuare a mantenere posizioni di privilegi in Sicilia. E cosi’ si capisce come mai abbiamo trovato una tale scopertura finanziaria e il numero sproporzionato di dipendenti assunti dalla regione». (Vedi in basso gli ultimi articoli sull’argomento)

E.Rigano-Foto Sturiale