Il segretario Pd Hyerace invita il sindaco a prendere atto del "dato politico". De Luca (M5S): "Clima inquietante attorno alla grande opera"
“Per anni il Ponte sullo Stretto è stato presentato come un dogma intoccabile. Chiunque sollevasse dubbi tecnici, ambientali, economici o giuridici veniva liquidato come nemico del progresso. Ogni richiesta di approfondimento era un ostacolo da rimuovere. Ogni controllo, un fastidio. Oggi scopriamo che la Procura di Roma indaga su presunti tentativi di condizionare proprio quegli organismi chiamati a verificare la legittimità e la correttezza delle procedure. Sarà la magistratura ad accertare fatti e responsabilità. Ma il dato politico è già davanti agli occhi di tutti”. Così Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito democratico messinese, in merito alla notizia sulle indagini per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Hyerace: “Basile prenda atto del dato politico, il percorso del ponte sempre meno credibile”
“Abbiamo assistito per anni a una corsa forsennata nella quale l’obiettivo non era verificare se il progetto fosse realmente sostenibile, utile e legittimo, ma arrivare comunque al risultato, a qualsiasi costo. Per questo sorprende chi continua a rifugiarsi dietro una formula tanto comoda quanto irresponsabile: «L’opera è prevista dalla legge». Come se una legge potesse sostituire il dovere di valutare criticamente un progetto, di pretendere trasparenza e di esercitare controlli rigorosi”, prosegue Hyerace.
“A questo punto anche il sindaco Basile dovrebbe trarre una conclusione semplice: sospenda immediatamente la propria partecipazione agli organismi e ai tavoli della Società Stretto di Messina. Non è più tempo di presenziare a riunioni che rischiano di apparire come la ratifica di decisioni già prese altrove, in un percorso sempre meno credibile. Non è più tempo di fare da spettatori mentre la città ne subisce le conseguenze. Messina merita chiarezza, non atti di fede. Questa farsa deve finire e il governo chiarisca quanto accaduto. Chi ha responsabilità politiche se le assuma fino in fondo”, conclude il segretario.

De Luca (M5S): “Clima inquietante attorno alla grande opera”
“L’inchiesta della Procura di Roma sul progetto del Ponte sullo Stretto conferma un quadro estremamente preoccupante e un clima inquietante attorno a un’opera che il governo continua a voler imporre al Paese a tappe forzate”. Lo dichiara Antonio De Luca, capogruppo del MoVimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Le contestazioni riportate dagli organi di stampa sono gravissime: si parla di presunti tentativi di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo del Ponte, di contatti con magistrati contabili, di informazioni riservate che sarebbero state divulgate e perfino di incarichi promessi in cambio di favori. Circostanze che, se confermate, getterebbero un’ombra pesantissima sull’intero iter”. Per il parlamentare regionale messinese, “quanto sta emergendo dimostra ancora una volta come attorno al Ponte si siano concentrate enormi pressioni politiche, interessi e forzature, mentre Sicilia e Calabria continuano a essere prive delle infrastrutture essenziali che servirebbero davvero ai cittadini”.
“Il ponte sullo Stretto una bandiera ideologica e strumento di propaganda politica”
“Da mesi denunciamo l’assenza di trasparenza e la volontà del governo Meloni e del ministro Salvini di trasformare il Ponte sullo Stretto in una bandiera ideologica e in uno strumento di propaganda politica, ignorando dubbi tecnici, rilievi ambientali e criticità economiche. Adesso il Governo venga immediatamente in Aula a riferire su quanto sta accadendo attorno alla società Stretto di Messina e sull’intero iter autorizzativo dell’opera. Non si può continuare a procedere come se nulla fosse davanti a un’inchiesta di questa portata”, prosegue De Luca.
“Il MoVimento 5 Stelle continuerà a vigilare affinché vengano garantite legalità, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico. Le grandi opere non possono diventare terreno di opacità, pressioni e spartizioni di potere”, conclude il parlamentare regionale.
Ciucci: “La società Stretto di Messina totalmente estranea alle indagini”
Così invece l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci: “Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini. La società è totalmente estranea e confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti. Prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.

