In dieci punti il futuro del Vittorio Emanuele

Le idee ci sono, l’intento di portarle sui tavoli politici e istituzionali anche, c’è la volontà di proporle a chi è disposto a sedersi, ascoltarle e discuterle, ma soprattutto c’è la speranza di trovare soluzioni che facciano uscire dal pantano in cui sono finiti il Teatro Vittorio Emanuele, i suoi lavoratori e la cultura messinese. Ancora una volta sono i sindacati a prendere in mano le redini e a presentare un progetto di rilancio che punta ad un futuro meno nero per il Vittorio. Pongono però un’unica condizione: gli interlocutori con cui sono disponibili, responsabilmente, a discutere ed integrare questo progetto, devono essere diversi dagli attuali, devono essere competenti, capaci, motivati e avere a cuore il futuro del teatro e dei suoi lavoratori, in organico e precari, tutelando mestieri e professionalità di alto e riconosciuto livello. Esattamente in linea con le battaglie portate aventi in questi mesi Slc Cgil, Uilcom Uil, Sadirs e Fials Cisal credono fermamente che non può essere l’attuale classe dirigente del Teatro a portare avanti un progetto di rilancio. “Da mesi denunciamo l’incapacità gestionale della Dirigenza e della loro discutibile organizzazione. Le cause che hanno portato il teatro a palesare i livelli minimi qualitativi in termini di gestione, sono evidenti a tutti, di chi siano le responsabilità, del passato e del presente, lo è altrettanto” dicono oggi i segretari Pippo Di Guardo, Antonio Di Guardo, Osvaldo Smiroldo e Carmelo Tavilla. Nel frattempo però nessuno ha provato a mettere un punto per fermare questa deriva distruttiva, nessun organo istituzionale e politico è intervenuto, concretamente, a creare le condizioni necessarie a riorganizzare questo importante ed unico polo culturale storico della nostra città. Ecco perché sindacati e lavoratori, ancora una volta insieme, presentano il loro progetto. Dieci punti in cui raccolgono idee e proposte che partono dalla riorganizzazione interna per la quale si sono duramente battuti in questi mesi e che si allargano a tutte le attività che un Teatro come quello messinese potrebbe e dovrebbe mettere in campo per risorgere dalle ceneri e offrire cultura vera a 360 gradi.

I primi tre punti sono i cardini delle rivendicazioni degli ultimi mesi: rimodulare lo statuto, vecchio di 27 anni, perché non più attuale alle esigenze economiche, artistiche e politiche del presente e per il futuro; redigere ed approvare la pianta organica, avendo chiaro a quali esigenze artistiche dovrà rispondere il Vittorio. Bisogna pianificare la sua attività, che non può prescindere dalla sua vocazione lirico-musicale così come di prosa, adeguandone l’organico allo scopo che si intende ottenere; effettuare l’equiparazione del personale in organico così come previsto dalla normativa vigente e valutare la prospettiva di nuove figure artistiche e professionalità specifiche per l’obiettivo che si prefigge.

Scorrendo l’elenco si passa poi alla gestione dell’intera struttura. Tutti sappiamo bene che il Vittorio Emanuele è stato vittima dei continui tagli ai finanziamenti, ma questo non può rappresentare la giustificazione alla mancanza di pianificazione. Piuttosto bisogna quantificare i costi di gestione in modo innovativo, partire da una progettualità che quantifichi, coerentemente, gli importi di programmazione per la stagione artistica che si vuole proporre e non viceversa dall'entità della sovvenzione regionale per poi costruire la stagione e rimanerne, così, condizionati, dicono i sindacati al punto 4 del progetto.

Poi si passa a tutte quelle attività da mettere in campo per attrarre nuove risorse e creare linfa vitale per il Vittorio. Per i sindacati bisogna attingere nuove risorse economiche attraverso il Dipartimento Spettacolo per Musica, Lirica e Prosa. Utilizzare le risorse dell'Unione Europea, per creare laboratori destinati a tecnici, amministratori, organizzatori e settori artistici. Ricercare ulteriori possibilità di sovvenzionamenti.

Da qui creare sinergia con Enti Locali territoriali per attuare un “Progetto di Intervento Culturale” sul Territorio con varie attività. Realizzare laboratori musicali e di avviamento all'espressione teatrale sia per giovani che per anziani nei Quartieri e nei Villaggi della città, tutto in stretta collaborazione con il Conservatorio Corelli. Progettare attività di laboratorio, che prevedano risorse e collaborazioni con scuole, Enti e Associazioni, da realizzarsi nei locali dell'Ente Teatro. Individuazione di sponsor privati (con studio ed utilizzo anche della legge Melandri per la defiscalizzazione degli interventi a favore della cultura, proponendo alla Regione di studiare ulteriori vantaggi per chi volesse effettuare analoghi supporti economici nel territorio siciliano, regione a statuto speciale), con particolare riferimento agli istituti bancari con cui si collabora, per l'utilizzo dei contributi regionali.

Negli intenti anche la vocazione turistica mai sfruttata del Vittorio. Al punto 9 del progetto si propone la realizzazione di spettacoli, mostre ed attività per tutte le navi da crociera che approdano ad appena 100mt dal Teatro, visite guidate al Vittorio (che non graverebbero di costi aggiuntivi di trasporto dei croceristi) attraverso biglietti dal costo di 3,00/4,00 euro massimo, con visita all'affresco di Guttuso, spettacolo dell’Opera dei Pupi (con mostra degli antichi pupi della famiglia Gargano), spettacoli e concerti a cura dell’Orchestra del Teatro, visite guidate all’esposizione di costumi realizzati dalla sartoria del Vittorio (che raccontino le opere e la storia del nostro teatro), mostre fotografiche relative alle opere rappresentate in questi anni, ed altre attività collaterali.

All’ultimo punto altra nota critica di sindacati e lavoratori che vorrebbero un nuovo “Ufficio Stampa” con personale di comprovata capacità professionale e composto da giovani professionisti, utile per l’immagine del Teatro, che nel contempo, sappia promuovere, ricercare risorse e reperire contratti di Pubblicità e/o sponsorizzazioni. Un Ufficio di rilevante importanza, strutturato per come non lo è in atto.

Insomma, le idee sono davvero molto chiare. E nei dieci punti mancano altri dettagli di non poco conto sui quali però Slc Cgil, Uilcom Uil, Sadirs e Fials si vogliono comunque concentrare. Si tratta della gestione delle strutture che ricadono nel territorio di Messina e della sua Provincia, in particolare i teatri di Tindari e Taormina, ma negli obiettivi c’è anche quello di chiedere al Comune la gestione artistica del Palacultura. Si potrebbe aggiungere il Monte di Pietà come naturale sede estiva dell'E.A.R., così come è stato proposto da tempo da Maurizio Marchetti, Direttore Artistico per le stagioni di Prosa, per svolgere attività anche nella stagione estiva.

Adesso aspettano solo che qualcuno voglia davvero ascoltare e discutere queste proposte. Adesso e non domani perché per il Teatro potrebbe essere davvero troppo tardi.

(Francesca Stornante)