Taormina. Cittadini e amministratori si incatenano: “Cardiochirurgia pediatrica non deve chiudere”

Una catena lega per un giorno medici e pazienti; amministratori locali e genitori disperati di bambini bisognosi di cure. Senza distinzione di ruoli si sono incatenati davanti all’ospedale S. Vincenzo di Taormina per dire no al depotenziamento del nosocomio e alla chiusura del reparto di Chirurgia pediatrica. E’ una corsa contro il tempo. C’è da rinnovare la convenzione con il Bambin Gesù di Roma entro il 10 giugno prossimo. Altrimenti il giorno dopo si chiude. Nonostante tutto. Nonostante l’eccellenza, nonostante i numeri, nonostante la vita di tanti bambini malati di cuore (non solo messinesi e non solo siciliani) sia legata a questa struttura. L’incubo dei viaggi della speranza è dietro l’angolo. L’ipotesi che avanza è quella di un trasferimento a Palermo. Che per la logistica non risolverebbe il problema.

L'ECCELLENZA. E dire che questa struttura è un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno: 3 mila ricoveri, oltre 800 interventi chirurgici, 2300 pazienti trattati tra Emodinamica e interventistica, oltre 60 pazienti operati nelle Neonatologie esterne in Sicilia e Calabria, ed il 20% di mobilità attiva extraregionale. A difendere questa eccellenza sono scesi in campo sindaci, assessori e consiglieri comunali: Antonio D’Aveni, che ha coordinato l’organizzazione della manifestazione, Danilo Bevacqua e Sergio Mastroeni (rispettivamente presidenti del Consiglio di Giardini e Castelmola); i sindaci Orlando Russo (Castelmola), Alessandro Costa (Letojanni) e Rosanna Fichera (S. Alessio Siculo), i consiglieri comunali di Taormina Alessandra Caltabiano, Pinuccio Composto, Nunzio Corvaia, Liliana Tona, Carmelo Leonardi, Salvo Brocato; Graziella Longo, Piero Benigni e l’ex sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua. I riflettori si accendono sul valore tecnologico delle sale operatorie, di livello alto nel panorama della Sanità nazionale. Il laboratorio è da fare invidia a strutture all’avanguardia. Parliamo di macchine che costano fino a quattro milioni di euro benedette, il giorno dell’inaugurazione, dal cardinale Bertone.

GIOVEDI' CONSIGLIO URGENTE. Il presidente del Consiglio, Antonio D’Aveni ha annunciato una seduta urgente del Consiglio comunale per giovedì: “Non permetteremo che Taormina venga privata della Cardiochirurgia pediatrica e non verranno permesse ulteriori iniziative atte a depotenziare i reparti del San Vincenzo. Se è il caso ci mobiliteremo per una missione a Palermo per protestare direttamente alla Regione”.

LA DISPERAZIONE DEI GENITORI. Caterina Rizzo è il simbolo di questa protesta. Una madre che non si arrende e che continua a lottare al fianco della figlia. “Se la Regione – sbotta mentre è incatenata davanti all’ospedale – non rinnoverà la convenzione che scade il 10 giugno, giorno 11, nel malaugurato caso ci sia un’ emergenza-urgenza, dove porteremo i nostri figli? A tutti i piccoli pazienti ricoverati cosa diremo, anzi cosa dirà la politica regionale? Scusa ma la convenzione è scaduta, devo staccarti le pompe e i cateteri e ti sbatto in strada? Ma prima di dire o fare – conclude Rizzo – i politici ci hanno garantito per caso un presidio dove saranno in grado di affrontare e capire le problematiche di un cardiopatico congenito?”.

250 CITTADINI SCRIVONO A CROCETTA. Sulla stessa lunghezza d’onda Lucio Paone, che ha scritto al presidente della Regione Rosario Crocetta e dell’Assemblea regionale, Giovanni Ardizzone, alla Commissione d’indagine della Sanità e all’assessore competente. Lo ha fatto a nome di 250 cittadini siciliani che chiedono di “relazionare sulle motivazioni che inducono allo stato di incertezza sul futuro del Centro di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, testimoniato da tanti come eccellenza indiscutibile. Siamo curiosi di conoscere le motivazioni dettagliate, sintetiche ed esaustive direttamente dalle persone responsabili del servizio”.

Carmelo Caspanello