Ecco il nuovo bando per la rada San Francesco. Tutto come previsto

E’ arrivato con una settimana di “ritardo” rispetto alle previsioni del commissario De Simone, ma il breve tempo in più non è servito a cambiare le cose. Il nuovo bando per la rada San Francesco, pubblicato stamattina, ricalca quello precedente e, come già preannunciato proprio da De Simone, non sono state accolte le richieste avanzate dal Comune, su tutte quella di prevedere tariffe agevolate per i residenti. Il motivo? Non tocca all’Autorità Portuale prevederle nel bando ma è un aspetto che riguarda semmai un accordo tra le istituzioni (Comune, Città Metropolitana o Regione) e il concessionario. In pratica l’ente pubblico dovrebbe acquistare a prezzo pieno un determinato numero di biglietti e poi rivenderli a prezzo agevolato per i residenti, in pratica “rimettendoci” la differenza.

La denominazione conferita all’appalto è quella di “Procedura aperta secondo l'iter del decreto legislativo 50/2016 e successive modifiche e integrazioni, ad evidenza pubblica, per l'affidamento in concessione, ai sensi dell'articolo 36 del codice della navigazione, di beni demaniali e di specchi acquei antistanti zona di mare in località Rada San Francesco del porto di Messina, al fine di condurvi la gestione commerciale di pubblico esercizio di approdi e aree pertinenziali da erogarsi a vettori marittimi operanti il servizio di cabotaggio marittimo nazionale tra le sponde dello stretto di Messina, nonché la manutenzione, l'esercizio in sicurezza e custodia di essi”.

Il termine per il ricevimento delle domande di partecipazione è fissato alle ore 13 del prossimo 9 marzo, mentre le offerte saranno aperte il 14 marzo alle 10 negli uffici dell’Autorità Portuale e l’aggiudicazione avverrà qualche giorno dopo, praticamente in concomitanza con la scadenza dell’attuale concessione. Il canone a base d’asta, al rialzo, è di 750mila euro.

La durata dell’appalto è di tre anni dall’aggiudicazione ma, nello schema di concessione, è previsto sia “revocabile in tutto o in parte anche prima della scadenza, per specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre ragioni di pubblico interesse, a giudizio discrezionale dell’Autorità Portuale di Messina, senza che la società concessionaria abbia diritto ad indennizzo o rimborso. In caso di revoca parziale, si fa luogo ad una adeguata riduzione del canone”. Una previsione che potrebbe essere valida nel caso remoto in cui il nuovo porto di Tremestieri dovesse essere fruibile prima del marzo 2020.

Sempre nello schema, si legge che “la concessione è funzionale all’esercizio dell’attività di auto traghettamento (passeggeri, autovetture, pullman e, in casi di comprovata impossibilità di utilizzare l’approdo di Tremestieri, anche mezzi pesanti)” e che “il concessionario è tenuto a curare le aree demaniali marittime esterne prospicienti la recinzione lato viale della Libertà attraverso interventi di miglioramento urbano e ambientale”.

Allegate al bando le statistiche degli ultimi tre anni. Nel 2014 sono state fatte 15mila 811 corse, traghettando 1 milione 536mila 274 mezzi e 4 milioni 217mila 457 passeggeri. Nel 2015 16mila 503 corse con 1 milione 601mila 925 mezzi e 4 milioni 410mila 200 passeggeri. Nel 2016 diminuiscono le corse, 14mila 863, ma aumentano sia i mezzi, 1 milione 692mila 784 mezzi, sia i passeggeri, 4 milioni 653mila 619. Indisponibile il dato di differenza tra i mezzi leggeri e i mezzi pesanti.

(Marco Ipsale)