Niente tram e assunzioni, parola d’ordine: austerità. In arrivo i primi tagli

Due obiettivi: ridurre la spesa ed eliminare il tram. Per il sindaco Cateno De Luca sull’Atm sono queste le azioni da mettere in campo senza alcun margine di ulteriore analisi o riflessione. Per il primo cittadino il tram costa troppo rispetto a quanto produce e dunque va fermato, gli autisti che attualmente guidano i tram possono andare a condurre i bus e così non ci sarà bisogno di nuove assunzioni. E’ questo il succo dell’incontro che ieri pomeriggio ha visto faccia a faccia il direttore dell’Atm Daniele De Almagro, il sindaco De Luca, l’assessore alla Mobilità Salvatore Mondello. Un esito che, se verrà effettivamente confermato e avviato, stravolgerà totalmente tutto il sistema di mobilità faticosamente costruito in questi anni e che vede proprio nel tram, nonostante i tanti problemi e nonostante le difficoltà nel rendere un servizio tranviario all’altezza, uno dei nodi cruciali dei piani e dei progetti messi in campo o in via di definizione.

Sul tram e sulla linea tranviaria è stato impostato il sistema dei parcheggi di interscambio, che non a caso si trovano ai due capolinea nord e sud, Annunziata e Gazzi, e al centro del percorso, a villa Dante. Sul tram sono state riprogrammate molte linee dei bus e soprattutto il tram era il fulcro del nuovo Piano industriale che puntava a creare una sorta di “metropolitana cittadina” basata sulla linea tranviaria da potenziare con mezzi rinnovati tecnologicamente grazie ad alcuni finanziamenti ottenuti per le città metropolitane e della innovativa linea con i 13 nuovi bus elettrici che arriveranno nei prossimi mesi. Quindi linee più veloci, più frequenti e con la possibilità di aumentare i famosi servizi a pettine.

Il nuovo sindaco invece guardando i numeri ha deciso di azzerare tutto e ripartire da una prospettiva che non prevede più il tram. Una decisione motivata dai problemi economici del Comune che obbligano ad attuare tagli alla spesa e totale austerità. Quindi non si è più parlato di “gravissima situazione dell’Atm”, come De Luca aveva fatto pochi giorni fa, ma dei problemi finanziari di Palazzo Zanca che adesso rischiano di mandare in fumo il trasporto pubblico locale.

Dalla disamina gestionale del servizio tranviario – ha evidenziato il sindaco De Luca – è emerso un saldo negativo di circa 3 milioni di euro annui, in considerazione degli oltre 5 milioni di costi e di circa 2 milioni di ricavi, determinati dagli introiti da biglietti e da contributi regionali, circa 1,2 milioni di euro”. Come risulta dal bilancio 2016 però proprio per il tram mancano per esempio all’appello quasi 2 milioni di euro che la Regione deve ad Atm e in ogni caso eliminare il tram significa perdere contributi regionali, trasferimenti statali e contributi comunali destinati esclusivamente al kilometraggio dei tram che in questi anni è comunque cresciuto.

Per il sindaco De Luca eliminare il tram potrebbe risolvere anche un altro problema: la carenza di autisti. Il primo cittadino due settimane fa ha sospeso la procedura di assunzione dei 75 autisti interinali, ieri ha spiegato che la scelta è stata «finalizzata esclusivamente alla ricerca di soluzioni alternative che non riguardano la legittimità della procedura», oggi al direttore De Almagro ha chiesto un piano di ricollocazione degli autisti del tram «senza abbassare il livello qualitativo e quantitativo del servizio».

Un’impresa che appare praticamente impossibile. A dirlo sono i numeri. Attualmente l’Atm conta 191 autisti, di cui 44 interinali in proroga che dovevano essere riconfermati con il nuovo bando di assunzione. Ad oggi ci sono in media 44 turni scoperti che si riescono a tamponare, ma nel momento in cui si toglieranno ben 44 autisti saranno 88 i turni scoperti e dunque chi andrà a coprire queste carenze? Lo straordinario non basterebbe perché numericamente non sarebbe attuabile con gli autisti disponibili e in ogni caso costerebbe praticamente di più che assumere nuovo personale. Facendo un breve calcolo si andrebbe dritti verso la soppressione del 25% delle attuali linee bus. Quindi almeno 15 linee saranno cancellate con un colpo di spugna e con buona pace dei cittadini che magari non avranno più il bus a disposizione.

A questo punto entrano in gioco i 33 autisti che attualmente sono impiegati sui tram che De Luca vuole eliminare. Ma anche in questo caso la soluzione si scioglie in pochi secondi come neve al sole perché comunque se anche non ci sarà più il tram si dovrà garantire almeno una linea che copre tutto il percorso, quindi ipotizzando di tornare alla linea 28 su gomma è ovvio che gli autisti serviranno per assicurare questa “nuova” linea, anzi non saranno neanche sufficienti perché sul gommato i tempi di percorrenza sono molto diversi rispetto al tram, quindi i turni sono più lunghi e per garantire un servizio efficiente serviranno sicuramente anche più degli attuali 33 autisti del tram. Il che potrebbe portare all’ulteriore soppressione di altre linee.

Senza dimenticare che tra pochi mesi arriveranno anche i 13 nuovi bus elettrici che, stando a questi numeri, non si sa chi dovrà guidare e probabilmente rimarranno fermi in autoparco in attesa di tempi migliori.

La questione è tutt’altro che semplice e in ballo c’è il servizio di trasporto pubblico locale e il sistema di servizi che la città vuole avere. Di certo c’è che già in questi giorni l’Atm ha iniziato ad avere difficoltà nel garantire tutte le linee e da lunedì ci saranno già le prime modifiche figlie delle carenze di personale. Sempre lunedì il sindaco dovrà anche chiarire se le assunzioni saranno proprio annullate e quale sarà il destino dei 44 interinali che attualmente sono ancora in servizio in Atm. Anche perché l’azienda dovrà procedere con un piano di soppressioni di linee che questo clima di austerità imposto dall’amministrazione De Luca richiede.

I primi a pagarne le conseguenze saranno sicuramente i lavoratori e i cittadini che in questi anni erano tornati a bordo dei bus, ritrovando un’effettiva fiducia nel mezzo pubblico: nel 2013 l’Atm aveva trasportato 3.525.365 viaggiatori, nel 2016 erano diventati 10.849.728.

Francesca Stornante