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Motta San Giovanni (RC), ANCADIC: “Lavori difformi su lungomare Cicerone di Lazzaro”

“I lavori, sull’arenile del lungomare Cicerone di Lazzaro, “Castelluccia” dov’è in corso un intervento di raccolta e spargimento di massi di ridotte dimensioni e successiva copertura con sabbia con l’utilizzo del mezzo meccanico, per riempire lo spazio che si è creato in quel tratto di arenile tra il muro del lungomare Cicerone e la scogliera naturale emersa a seguito dell’ erosione costiera, sarebbero stati realizzati in difformità rispetto al progetto iniziale”. La denuncia parte dall’Associazione Nazionale di Ispirazione Cattolica per i Diritti di Cittadinanza (ANCADIC).

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“Questa operazione a nostro avviso, -viene scritto in una nota – oltre che illogica determina pericolo per i bagnanti, soprattutto per i bambini e ragazzi e presenta difficoltà di collocare ombrelloni. Alla prima mareggiata i massi affioreranno sulla spiaggia con altrettanto pericolo per i fruitori dell’arenile. Non sta all’ANCADIC indicare quale sarebbe dovuto essere il corretto smaltimento di questo materiale lapideo, è certo che lo stesso non può rimanere in tale luogo e va immediatamente rimosso a tutela dell’ incolumità pubblica. Sarebbe stato logico – prosegue la nota – una volta raccolto questo materiale smaltirlo in altri siti e non lasciarlo sulla spiaggia. La nostra esperienza ci dice che queste operazioni sono comprese nei capitolati di opere pubbliche e sta agli Enti preposti alla tutela del demanio marittimo intervenire opportunamente”.

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il referente dell’ANCADIC ha poi contattato direttamente il dirigente del Settore 13 – Difesa del Suolo e Demanio Idrico Fluviale della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il quale ha fatto sapere che il progetto prevede la raccolta e il deposito del materiale lapideo contro il muro del lungomare per essere poi utilizzato nei pennelli e lo stesso non deve essere coperto da sabbia. “Dalla risposta del dirigente che ha assicurato massimo interessamento del proprio Ufficio verso la problematica segnalata – conclude infine la nota – abbiamo capito che il materiale lapideo è stato posizionato in difformità di quanto previsto dal progetto e quindi va immediatamente rimosso. Pertanto, confidiamo in un immediato intervento per rimuovere lo stato di potenziale pericolo.