Messina. Il tumore l’ha portata via. L’ultimo saluto a Barbara dei suoi compagni di classe

Cara Barbara, Il male che affligge il millennio colpisce ancora, ma stavolta, non è un conoscente o un amico di mezza età, sei tu a pagarne le conseguenze, io come tua amica e compagna di banco del liceo non posso che prenderne atto ed unirmi al dolore dei tuoi familiari e di tutte le persone che ti volevano bene.

Cara amica te ne sei andata in silenzio, senza troppo rumore, senza tante parole, ti sei spenta la mattina di un sabato di fine estate, con la tenerezza, la gentilezza e la grazia di cui eri maestra; con te sono volati nel vento i sogni, le ambizioni e i progetti di cui spesso mi raccontavi. Ci hai lasciati nel fiore dell’età. A breve sarebbe stato il tuo ventitreesimo compleanno, il mio stato d’animo oscilla tra la tristezza e la rabbia per la tua scomparsa così precoce. Mi consola il tuo ricordo che sempre conserverò gelosamente. Ricordo bene le nostre giornate a scuola, la tua passione per le materie umanistiche e l’impegno per quelle scientifiche, per cui tanto ti dannavi; ricordo la smorfia che facevi quando eri concentrata a scrivere e l’abitudine di incrociare le dita quando eri concentrata ad ascoltare; ancora, la tua grande passione per il giornalismo, per Parigi, per la storia e per le dinastie reali.

Conservo ancora la t-shirt che mi regalasti di ritorno da un viaggio a Parigi che proprio oggi ho cercato, come per volerti ancora un po’ con me.

Dopo il liceo, anche se distanti, sei stata sempre presente e puntuale per trovare l’occasione per ritrovarci come se il tempo non fosse mai passato. Catania, Parigi, ovunque tu sia andata ti sei sempre distinta per la tua intelligenza e competenza, hai ottenuto sempre grandi risultati e ci hai reso fieri di ciò che eri, o meglio, di ciò che sei. Ricordo che la scorsa estate mi raccontasti del tuo grande sogno: diventare corrispondente RAI all’estero, avevi gli occhi vispi e il sorriso composto di chi lavora sodo e aspetta con ansia il futuro, la vita.

Adesso mi sembra di vivere un sogno, un incubo da cui vorrei svegliarmi e svegliarti per ridere e abbracciarti ancora una volta, ancora insieme.

Cara Barbara lasci un vuoto incolmabile, la malattia ha distrutto il tuo corpo ma non il tuo spirito, che, fino alla fine, è stato positivo, nonostante le sofferenze.

Guardo fuori dalla finestra della mia camera e tutto sembra uguale a ieri, tutto è fermo ed immutato, qualche foglia secca in più per terra, qualche nuvola che fa capolino da dietro una casa, ma tutto sembra uguale a ieri. Eppure qualcosa è cambiato.

Ci lasci impotenti di fronte alla potenza della vita e della morte di cui noi siamo solo spettatori. Ti ritrovo in questa frase di un film che tanto ti piaceva.

“Amèlie sente di essere in totale armonia con se stessa. In quell’istante tutto è perfetto. La mitezza del giorno, quel profumo nell’aria, il rumore tranquillo della città. Inspira profondamente e la vita appare semplice e limpida.”(Il favoloso mondo di Amèlie)

Ciao amica, fai buon viaggio! La V E 2013 del Liceo G. Seguenza si unisce al lutto della famiglia Minutoli.

Federica Rando, compagna di banco di Barbara