Antonino Marino: Le diverse tipologie di tradimenti, sentimentali e non solo

La parola “corna” si presta a variegate situazioni avente come principio cardine la fedeltà, che può essere di vario genere. In capo alla lista, visti i tempi, è d’obbligo metterci il tradimento coniugale o comunque di vita a due. Da un’indagine tesa a conoscere quale sia la situazione in Europa a proposito di tradimenti, risulta che il 64% delle donne tradisce il coniuge o convivente. Quanto all’Italia siamo i portabandiera del tradimento, con prevalenza percentuale nelle città metropolitane. In testa alla classifica – manco a dirlo – c’è Roma, alla seconda Milano e a seguire Napoli e tutte le altre. Ultime in classifica e quindi le “meno cornute”, sono Catania e Trapani. Deve dirsi, per amore di verità, che secondo alcuni psicologi la scappatella non solo non nuoce alla convivenza pacifica della coppia, ma addirittura la consolida. Anche nel mondo degli affari, della religione e della politica, “le corna” seppur di natura diversa, sempre tali restano. A Volte si tratta di fiducia tradita, come i memorabili “stai sereno” rivolto a suo tempo al Capo del Governo Gianni Letta da Matteo Renzi, “vincitore” del Premio “ Mors tua – Vita Mea”. Per la morale cattolica il tradimento coniugale è considerato peccato mortale fin dai tempi della giovane adultera, quella del “Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Acqua passata, perché a oggi, secondo una recente seria indagine, il 45% delle persone intervistate ha dichiarato di avere incorniciato il/la partner almeno una volta e di non essersene pentito/ta. Lo Psichiatra Sessuologo Willy Pasini, giudica eccessivo il termine “tradimento” nelle vicende coniugali perchè a suo modo di vedere si tratterebbe più semplicemente di una relazione alternativa ovverosia di un semplice rapporto “tocca e passa”. Insomma una variabile alla routine. A tal proposito – sempre il Pasini – ha raccontato di una signora che in sede di consulto, ha confessato di sapere dei tradimenti del marito, ma di amarlo ancora di più anche per questo. Qualche esperto della materia, sostiene che in fatto di tradimenti coniugali, cuore e sesso siano su posizioni distinte giacché il tradimento non deve interpretarsi come un venire meno dell’amore per il compagno, ma più semplicemente per soddisfare una esigenza di sesso. Ma sul tema non è da meno il mondo delle canzonette, dove spicca quella “Lacrime napulitane” che racconta di un padre di due figli costretto a emigrare in America per la vergogna in quanto tradito dalla moglie, che In prossimità del Natale scrive all’anziana madre che ha preso in cura i due figli.: “Mia cara madrei sta pe trasì Natale……si e figlie vonno a mamma, facitala turnà a chella signora …..io caggio perzo a casa patria e onore …….”” . Chiudo con una personale (indiretta sia chiaro) storia di presunte corna. Nell’ormai lontano 1965 gestivo un Bar, sito in Via Maddalena angolo G. Bruno e tra i tanti abituali clienti serali – quelli dell’ultimo spettacolo – c’era una coppia della “Messina bene”. Lui, avvocato, altezza normale- fisico scheletrico, e piglio facciale del “io sono un Avvocato e voi non siete…..” e la moglie invece, una stangona che fisicamente lo sovrastava. Secondo le malelingue del tempo, vi era certezza che la ”bonazza” se la godesse con più di un amante e che quindi, la testa del nostro avvocato “presunto cornuto” s’immaginava ghindata da un paniere, talmente colmo di corna, da costringerlo ad abbassarsi, tutte le volte che gli capitava di dovere transitare attraverso un imbotto o arco. Rimane il dato (confortante?) che vede molte vicende matrimoniali durare tutta una vita nonostante l’incrocio di tradimenti, fermo restando che le corna possono rappresentare occasione per qualche genuina risata, come quella che nasce spontanea quando al momento della foto di gruppo, il solito buontempone “incornicia” la testa dell’amico che gli sta davanti. Mi pare, dunque, che il tema sia difficile da sezionare e che quindi uomini e donne possono condividere che: “Meglio cornuti/e e contenti/e piuttosto che solo cornuti/e”. Così è (se vi pare).

Antonino Marino