La sfiducia ai tempi di Facebook: fuori dal Palazzo clima da stadio e politica social

Il clima è incandescente. Il giorno della sfiducia è arrivato e i riflettori sono tutti puntati su Palazzo Zanca. Alle 17 inizierà la seduta che dirà se il sindaco Accorinti e la sua giunta potranno continuare ad amministrare la città fino alla fine del mandato o se andranno tutti a casa. E’ tutto nelle mani dei 40 consiglieri comunali, saranno loro a scrivere il destino di questa esperienza amministrativa e saranno loro a decidere se aprire la strada ad un commissariamento o se far continuare un’esperienza politica che di certo ha segnato la vita della città, ha sovvertito le regole della politica ed è stata costellata da luci e ombre. Una sfiducia che inevitabilmente ha scatenato veri e propri schieramenti soprattutto fuori dal Palazzo. Favorevoli e contrari hanno fatto correre soprattutto sui social network appelli e chiamate alle armi. Un vero e proprio clima da stadio che oggi si concentrerà a Palazzo Zanca per assistere ad una seduta che promette scintille. Su Facebook sono nate diverse pagine tra i sostenitori del sindaco e altrettante animate da chi invece sta continuando a dire ai consiglieri di votare sì alla sfiducia e di staccare la spina.

I CONTRARI

#tantoioRivotoAccorinti è stato il leit motiv dei no alla sfiducia. «Dal giorno in cui è stato annunciato che la mozione di sfiducia a Renato Accorinti ed alla sua giunta aveva raggiunto il numero di firme necessarie per essere discussa e votata dal Consiglio comunale, una mobilitazione spontanea di cittadine e cittadini, usando esclusivamente il passaparola, è cresciuta in città ed è giunta a darsi appuntamento in piazza. È accaduto così che un sabato mattina di gennaio si sono ritrovati in migliaia davanti a Palazzo Zanca per fare sentire la propria solidarietà al sindaco e manifestare dissenso rispetto alla decisione di far concludere in maniera traumatica e prima della scadenza naturale il suo mandato. Quel giorno, altrettanto spontaneamente e quasi per casualità, è nata l’idea di lanciare un segnale tangibile e duraturo alla città, indirizzando al consiglio comunale una petizione con la richiesta esplicita di non interrompere un’esperienza amministrativa che il 24 giugno di quasi quatto anni fa era stata legittimata dal voto di più di 40.000 cittadine e cittadini. Durante la scorsa settimana tante e tanti hanno fatto la coda per firmare i moduli cartacei oppure hanno sottoscritto la petizione online. Complessivamente si tratta di 3.500 sottoscrizioni. Nel giorno della verità, mentre consigliere e consiglieri comunali si apprestano a prendere una decisione importante che in un senso o nell’altro può cambiare la storia di Messina, le firme sono state consegnate dai promotori della petizione al gruppo consiliare Renato Accorinti Sindaco – Cambiamo Messina dal Basso e ad essi affidate affinché rappresentino dentro il civico consesso la volontà di una parte non trascurabile della città di andare avanti con Renato Accorinti sindaco e la sua amministrazione. L’appuntamento è per questa mattina, alle ore 11, presso la stanza del gruppo consiliare a Palazzo Zanca.

In campo anche il Movimento Uils (Unione Imprenditori e Lavoratori Socialisti), secondo cui la sfiducia sarebbe la più grande manifestazione d’irresponsabilità, soprattutto nei confronti della città, dei messinesi e di coloro che, finalmente, stanno vivendo una stagione migliore di quelle che si sono avvicendate nella città di Messina, almeno le ultime dieci. «Vogliamo dare un consiglio a coloro che voteranno la fiducia il 15 febbraio p.v: lasciate lavorare il sindaco Accorinti fino alla fine del suo mandato! E voi consiglieri, lavorate con lui nell’interesse della nostra città. Una volta tanto, non sbandierate il simbolo dei vostri partiti».

I FAVOREVOLI

Su Facebook è nata anche la pagina “Giornata della sfiducia al sindaco Accorinti” e il dissenso è stato protaonista del gruppo “Messina deve cambiare”. Tra i post di questi giorni gli appelli sono stati rivolti soprattutto ai consiglieri comunali. Al grido di “Basta, siamo stanchi. I messinesi chiedono di votare la sfiducia”, i promotori del sì hanno spiegato perché porre fine a questa sindacatura. «La nostra città ha perso ben 10 posizioni dal 2013 e non lo afferma solo l'opposizione, ma la classifica del Sole 24 ore. Messina è all'ultimo posto come qualità della vita e fanalino di coda in Europa, con Renato Accorinti al 99° posto tra i peggiori sindaci d'Italia. Se ci si guarda attorno obiettivamente, e non con i paraocchi di parte, vediamo cumuli di rifiuti ad ogni angolo delle strade, un'emergenza perenne e condizioni igienico sanitarie che non si erano mai viste, primadel 2013. La crisi idrica non è stata risolta con i rubinetti periodicamente asciutti, il verde decimato e dozzine di alberi crollati pericolosamente al suolo, cespugli di rovi ed erbacce ovunque, all'insegna dell'incuria, della sporcizia e del degrado. Chi mantiene in vita questa amministrazione si prenderà la responsabilità delle sofferenze dei cittadini ma anche del loro giudizio in cabina elettorale, quando finalmente, si tornerà alle urne. Ci appelliamo al senso di responsabilità dei consiglieri, sperando che la sindrome dell’attack alla poltrona che ha colpito Accorinti, non mieta altre vittime».

Il sì alla sfiducia arriva anche dalle Acli messinesi, attraverso il loro Presidente Provinciale, Antonio Gallo. «Non vale la pena ricordare le inadempienze o i fallimenti amministrativi, quanto evidenziare il richiamo al dialogo, affermato platealmente, ma negato nei fatti a causa di una cultura politica caratterizzata dal plebiscitarismo e quindi sostanzialmente antidemocratica. Dialogare significa avere la capacità di individuare piattaforme programmatiche e politiche con le forze più affini e con i grandi soggetti popolari, non già proporre peraltro inciuci indistinti che mettano insieme destre e sinistre che rappresentano modi di vedere contrapposti anche programmaticamente. L’auspicio è quindi che il Consiglio Comunale ascolti la società civile e provi a recuperare una legittimità perduta, sfiduciando senza riserve un’esperienza amministrativa di cui diamo un giudizio fortemente negativo».

LA POLITICA SOCIAL

Sempre su Facebook anche il deputato Ncd Nino Germanà ha lanciato la sua ultima riflessione sulla sfiducia: «Si discuterà la sfiducia ad Accorinti, un sindaco che, tre anni e mezzo fa, ha ottenuto una vittoria monca nella città di Messina: eletto sindaco ma senza una maggioranza in consiglio-solo 4 consiglieri su 40 dalla sua. Si presentava come una proposta nuova sì ma anche inesperta; un'inesperienza che via via non è migliorata, assumendo sempre più i toni di un'inadeguatezza manifestatasi nella totale incapacità di garantire i servizi essenziali ai cittadini che vivono la città e pagano regolarmente le tasse. 
A questa giunta, proprio per amore verso Messina e senso di responsabilità, trasversalmente si è offerto ausilio e si sono tese mani affinché non si danneggiasse la città, non si perdessero importanti fondi o chance. Mai Messina era caduta così in basso. Non c'è da temere per il dopo sfiducia perché se andasse in porto, il commissariamento che traghetterebbe la città ad elezioni durerebbe meno di un trimestre. Un tempo irrisorio. Bisogna avere il coraggio di salvare il salvabile e guardare in faccia i cittadini con proposte e piani di recupero della città, nell'ottica di una visione di insieme che Accorinti e co. hanno dimostrato di non possedere. Non è più tempo di tergiversare: diamo la parola ai messinesi e siano loro a scegliere».

Anche qualche consigliere comunale come Claudio Cardile si è affidato al social network per raccogliere dei parere e interpellare l’elettorato che lo ha voluto su quello scranno del consiglio. Lo stesso hanno fatto tanti consiglieri delle circoscrizioni, poco tenuti in considerazione nella discussione politica a Palazzo. In tanti hanno chiesto alla gente, proprio su Facebook, cosa ne pensassero della sfiducia ad Accorinti e i dibattiti sono stati accesi e partecipati.

Insomma, l’attenzione è massima e la città aspetta con ansia. Da domani in ogni caso si aprirà una nuova stagione, a prescindere da quello che sarà il voto dell’aula.

Francesca Stornante