Donna di Fiumedinisi morì in ospedale, medici assolti

La morte di Giuseppa Rao era inevitabile, e non ci fu alcuna responsabilità nel comportamento dei medici che la seguirono, al Policlinico, tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008.

Così ha stabilito la sentenza di I grado a carico dei sette medici imputati di omicidio colposo. Il giudice monocratico Pagana ha assolto “perché il fatto non sussiste” i dottori Adalberto Barbera, Tommaso Centorrino, Andrea Cogliandolo, Rosario D’Anna, Giuseppe La Malfa, Libero Consolato Malara e Grazia Pagano.

La donna di Fiumedinisi aveva soltanto 35 anni, un marito e due figli piccoli, quando morì dopo due mesi di ricovero. La Rao il 16 dicembre 2007 si presentò al pronto soccorso del Policlinico con forti dolori addominali. I medici, dopo una visita di routine, le avrebbero diagnosticato una colica uro-renale rimandandola a casa con una semplice terapia farmaceutica. Il giorno dopo lei tornò in ospedale e fu ricoverata e operata d’urgenza per una sospetta peritonite. Alcuni giorni dopo fu sottoposta ad una sorta di “intervento di revisione” ma entrò in coma e fu trasferita in Rianimazione, dove morì il 28 gennaio del 2008 per ”arresto cardiaco sopraggiunto in soggetto con Mof Cid Dad da shock settico”.

Secondo i periti della Procura a giocare negativamente sulle condizioni della donna sarebbe stato l’intervento del 13 gennaio, perché eseguito in ritardo. La famiglia, assistita dagli avvocati Giovanni Calamoneri e Alessandro Pagano, presentò un esposto. Adesso il processo ha stabilito che i medici erano incolpevoli.

Sono stati difesi dagli avvocati Bonni Candido, Francesca Cucinotta, Emanuele Puglisi, Giuseppe Santilano e Gaetano Mastrojanni.