Volantini anonimi contro il sindaco De Luca: “Laurea e voti comprati”

“Le numerose favole che ci ha dato ad intendere e i suoi tanti progetti assurdi hanno caricato di debiti le generazioni odierne e future della nostra piccola comunità. Tempo al tempo cittadini di Santa Teresa, riempirà di debiti anche voi”.

Comincia con queste parole il volantino che qualcuno ha fatto girare per le strade di Santa Teresa di Riva contro il primo cittadino Cateno De Luca. L’anonimo si firma “Il grillo parlante” e null’altro c’è dato da sapere, se non l’ipotesi che si tratti di qualcuno di Fiumedinisi, dove De Luca è stato sindaco prima di approdare a Santa Teresa.

Nella lettera le accuse lanciate a De Luca sono tante e disparate, a partire dalla laurea, ottenuta, secondo quando si legge, non per meriti propri: “L’ex onorevole si presentava all’Università di Messina con la scorta, passava il libretto a chi di dovere e in tempo reale glielo restituivano con la materia abbuonata! Doctor esattamente come il Trota”.

De Luca come Renzo Bossi, insomma: “E se la magistratura aprisse un’inchiesta anche a questo proposito?”, scrive l’anonimo che passa poi alle accuse di compravendita di voti durante la campagna elettorale a S. Teresa: “E’ provato che ha corrotto immigrati europei e cittadini meno abbienti” e conclude “e non diciamo nulla sulle sue pendenze con la giustizia e con la Fenapi, indagata dalle Procure di mezza Italia”.

L’anonimo conclude con un appello rivolto al sindaco: “Doctor, la dignità non è merce che puoi comprare a basso costo sulle bancarelle di mercati rionali. Almeno una volta nella tua vita fai l’uomo, spogliati della tua tracotanza, fatti un esame di coscienza e vergognati. Senza i soldi che rubi al contribuente non sei proprio nessuno, sei solo un nevrotico parolaio. Non riuscirai ad ingannare tutti per sempre”.

Parole di non poco conto quelle contro il primo cittadino che, naturalmente, prende le distanze dalle accuse lanciate nei suoi confronti e ha consegnato la copia di un volantino ai Carabinieri di Santa Teresa.

Giusy Briguglio