cronaca

Savoca, il caso del piccolo Giulian non è chiuso: prima vittoria della famiglia

 MESSINA – L’indagine sulla morte del piccolo Giulian non andrà in soffitta. Anzi: la Procura dovrà procedere all’archiviazione coatta dei due medici del 118 e del Pte di Santa Teresa Riva coinvolti nel caso. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Monica Marino che, accogliendo la richiesta della famiglia – formulata dagli avvocati Giovanni Caroè e Fabio Di Cara – ha rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e disposto la restituzione degli atti al Pm perché proceda all’imputazione coatta.

Il fascicolo sul bimbo di due anni di Savoca, morto il 6 marzo dello scorso anno dopo un malore torna quindi al sostituto procuratore Francesco Lo Gerfo, che dovrà approfondire gli accertamenti sui due medici che si occuparono del bambino, attraverso una nuova consulenza medico legale che chiarisca se Giulian poteva essere salvato. “Vi sono elementi per ascriverei ai sanitari una condotta colposa (mancata somministrazione di una terapia idratante) all’atto del primo accesso”, scrive il GIP Marino, che ha ordinato l’audizione dei due infermieri in servizio quella mattina per chiarire se era stato disposto il ricovero in ambulanza da parte del medico in servizio al Pte e se il medico del 118 ha sollevato dubbi sul trasporto o se invece è stata la madre, preoccupata, a decidere di trasportarlo con la propria auto. Omicidio colposo il reato ipotizzato.

Giulian aveva solo 2 anni. Nella notte, dissenteria e vomito gli chiusero lo stomaco. La madre, racconterà poi nella denuncia alla Polizia, cercò inutilmente di parlare con un pediatra. La mattina dopo si recò al Pte di Santa Teresa dove il piccolo venne controllato, poi andò da una pediatra infine di nuovo al punto di primo soccorso, arrivato in condizioni ulteriormente peggiori. Solo allora l’ambulanza partì alla volta del Policlinico di Messina, ma quando vi arrivò il cuore del bimbo aveva già smesso di battere.